Nella presa di posizione inviata a Berna il Consiglio di Stato difende la propria scelta del 2010: "Non intendiamo tornare indietro"

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha preso posizione oggi in merito alla procedura di consultazione federale sull’abolizione dello statuto di ballerina di cabaret. Procedura che vale unicamente per le donne extraeuropee.
Secondo il rapporto dell’Ufficio federale della migrazione, si definiscono ballerine di cabaret le “persone che si spogliano parzialmente o completamente nel corso di esibizioni accompagnate da musica nell’ambito di spettacoli”. Il Ticino ha già abolito i permessi per ballerine extraeuropee nel 2010 e non intende tornare sui propri passi.
Il Consiglio di Stato ha trasmesso all’Ufficio federale della migrazione le proprie considerazioni, ritenendo ormai superato tale statuto per diverse ragioni. “La Svizzera – annota il Governo - è l’unico Stato ad applicare tale statuto, il che la rende oggetto di regolari critiche da parte dell’ONU, del Consiglio d’Europa e degli USA".
Inoltre, continua la nota stampa, questa situazione è frutto dell’evoluzione del diritto nell’ambito della migrazione, in particolare con l’estensione dei paesi membri UE e dell’Accordo di libera circolazione tra Svizzera e UE.
“Infatti, approntando una politica migratoria nel quadro della libera circolazione entro lo spazio UE, la possibilità di concedere permessi speciali a cittadine e cittadini di Paesi terzi (quindi non membri UE) è stata vieppiù ristretta, in modo da evitare abusi e quindi immigrazione illegale”.
Nel periodo di prova deciso dal Consiglio di Stato (2010 - 2012), dai controlli di Polizia effettuati è emerso come gran parte delle artiste di cabaret presenti sul nostro territorio siano cittadine comunitarie con regolare permesso di lavoro, e soddisfano quindi le necessità del mercato e garantiscono comunque l’offerta di spettacoli nei locali notturni.
“A giudizio dei servizi preposti – conclude la nota del Consiglio di Stato - non vi è quindi necessità da parte dei datori di lavori di assumere manodopera proveniente da Paesi terzi ‘extra CEE’. Tale abolizione, inoltre, evita abusi in materia di immigrazione illegale e non tocca realtà consolidate e perfettamente legali presenti sul nostro territorio”.
Quindi, “il Consiglio di Stato non intende tornare sulla propria decisione del 9 marzo 2010 di rilasciare nuovamente permessi per artiste provenienti da Paesi extra CEE”.