POLITICA E POTERE
"Io, Marco, Giorgio, Nano, Marx, Friedman. E Lugano, secondo me"
Patrizia Pesenti, candidata di punta del PS alle elezioni di Lugano, parla a ruota libera all'indomani dell'investitura: "La mia prima preoccupazione è la piazza finanziaria", dice

di Marco Bazzi

LUGANO – “Mentirei se dicessi che non mi hanno fatto piacere le parole spese da Giorgio Giudici. Ma quando, come ho fatto nel mio discorso ieri sera a Cadro, parlo della bellezza di Lugano non dico nulla di retorico”.

Patrizia Pesenti, il giorno dopo l’ufficializzazione della sua candidatura al Municipio, dà qualche indicazione in più sui suoi progetti. E a chi le dice che il suo sembrava un po’ un discorso da candidato sindaco, risponde: “Non era un discorso da sindaco, ma da cittadina con il privilegio di vedere le cose da fuori, con un certo distacco, avendo io vissuto per oltre un anno e mezzo a Zurigo”.

Senta, ma quando pensava a cosa dire e a come dirlo, sul comodino, aveva Karl Marx o Milton Friedman (ndr. Premio Nobel per l’economia, di stampo liberista, morto nel 2006)?

“Di nessuno dei due. Più ti avvicini alla politica comunale, alle persone e alla loro quotidianità, e più senti lontani i grandi teorici della politica e dell’economia. Preferisco occuparmi e preoccuparmi del benessere e della qualità di vita delle persone, che passa dal posto di lavoro, dall’asilo, dalle scuole, dalle mense, dalle strutture sanitarie”.

Concretezza insomma…

“Credo che la politica comunale sia molto più legata a progetti concreti anche rispetto a quella cantonale. Penso alla viabilità, alle infrastrutture. A Lugano è stato fatto molto, ma c’è ancora molto da fare, è una città a vocazione turistica e congressuale. Dobbiamo riuscire a competere con città come Zurigo, Berlino…”.

La sua principale preoccupazione per la Città?

“L’incertezza della piazza finanziaria, ma i rischi possono essere compensati con altri progetti e altri vantaggi. Pensiamo solo a quanto sarà importante Alptransit, a quanto ridurrà le distanze con il resto della Svizzera”.

Parliamo di Marco Borradori, che era con lei in Governo e sarà con lei in Muncipio. Possiamo permetterci di non dubitare della vostra elezione…

“Di Marco sono stata collega per 12 anni e lo conosco da molto prima, ho sempre lavorato benissimo con lui”.

Che Municipio vorrebbe?

“Un Municipio dove, pur partendo da idee e posizioni diverse si possa lavorare per arrivare al compromesso. Il mandato dei cittadini in un sistema proporzionale è cercare il compromesso”.

Dicasteri? Qualche preferenza?

“Qualsiasi va bene, penso ci sia tantissimo da fare in ogni campo”.

Se dovesse lavorare con Giuliano Bignasca?

“Ho posizioni spesso molto chiare e determinate, però sono pronta a trovare soluzioni concordate con tutti. Nessuna difficoltà a dialogare con la Lega, come con esponenti del PLR e del PPD”.

Lei nel suo discorso ha parlato di rinnovamento. Non è che si riferiva anche agli attuali municipali, dal sindaco a Bignasca e Erasmo Pelli?

“Di rinnovamento ho parlato per dire che a me ha fatto molto bene”.

Ma ha detto che bene anche alla politica.

“Trovo che la regola che abbiamo nel nostro partito sia corretta: 3 legislature poi bisogna cambiare. La regola dei 12 anni mi pare corretta, l’età invece non è assolutamente un criterio. Il giovanilismo non mi piace. Ma il becco nelle scelte degli altri partiti non voglio metterlo”.

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