POLITICA E POTERE
Giovanni Jelmini: "Le adozioni per le coppie gay sono contro natura"
Intervista a tutto campo con il presidente del PPD che rilancia Medeglia: "Per risanare le finanze patto con PLR e Lega. Il DFE è da spacchettare subito. Sì agli sgravi. E di Sadis e Bertoli penso che..."

Negli ultimi due anni, dopo la campagna elettorale e l’addio al Gran Consiglio, è sembrato che lei abbia un po’ abbandonato la scena pubblica, nonostante abbia voluto restare presidente. È una scelta? E in futuro intende tornare prim’attore?   
“Non mi interessa essere o tornare prim’attore, mi interessa molto di più cercare di costruire qualcosa di utile con un gruppo di persone con le quali condivido una visione della politica cantonale. Ho forse abbandonato un po’ la scena pubblica ma non quella politica. Rispetto al passato oggi lavoro un po' più dietro le quinte con il capogruppo, il gruppo parlamentare, il Consigliere di Stato, l’ufficio presidenziale,  ma anche, e questa è la novità, con gli altri presidenti di partito. Penso che il PPD con la proposta concreta, accolta dalle forze politiche di Governo, di impegnarsi per il risanamento delle finanze e per la revisione dei compiti dello Stato, abbia segnato un punto importante. Questi temi sono le priorità che ho sempre avuto a cuore nella mia attività politica. Ora che la linea e stata tracciata, su questi punti intendo tornare a farmi sentire, anche pubblicamente, nei prossime mesi”.

Prima di addentrarci nelle questioni cantonali, le chiedo cosa pensa lei, presidente del partito cattolico ticinese, dei tumulti che stanno avvenendo in Francia contro la proposta del Governo di istituire i matrimoni gay e le adozioni per le coppie omosessuali.
“Alla viglia del voto sull’unione registrata in Svizzera, a cui mi sono opposto, avevo segnalato il pericolo che, a partire dal giorno dopo l’approvazione della legge, i fautori della proposta sarebbero tornati alla carica per ottenere le adozioni. Negli ultimi tempi da noi si sono colti segnali che vanno in questa direzione. Mentre in Francia, paese che già conosce i PACS, quel pronostico si sta già avverando. Concedere l’adozione alle coppie omosessuali significa stravolgere in un certo senso il corso naturale della vita. La priorità deve sempre essere data al bambino che ha il diritto di nascere e crescere all'interno di quella che è la via naturale e ordinaria, ossia con un padre e una madre, anche adottivi, e questo diritto deve sempre prevalere sul presunto diritto di due persone dello stesso sesso a volere ad ogni costo un figlio. I figli devono crescere in una coppia con un padre e una madre. Tutto il resto, lo dico con rispetto ma con convinzione, è contro natura”.

In questi giorni si è riaperta una discussione su un possibile rimpasto in Governo. Lei si è già detto contrario. Però sul Dipartimento Finanze ed economia, ha una proposta di cambiamento ce l’ha.
“Ho sempre sostenuto che è cosa buona e utile una regolare rotazione dei Dipartimenti, soprattutto per evitare il pericolo che un partito con il tempo si senta padrone di un dicastero. Un pericolo che si è realizzato dopo oltre 50 anni di direzione del Dipartimento sanità e socialità da parte dei socialisti, una gestione non sempre sana. Ora finalmente Paolo Beltraminelli sta provando a cambiare le cose, ma non sarà facile poiché si trova confrontato anche a funzionari per i quali un cambiamento di mentalità e di approccio sui temi sociali sarà tutt’altro che scontato. Ma tornando al DFE, penso che sia giunto il momento di scomporlo, affidando a due diversi Consiglieri di Stato, la responsabilità delle finanze e quella dell’economia. Ritengo infatti che sia necessario condurre quelle politiche con due sguardi diversi. Altrimenti il rischio, che in parte abbiamo già verificato, è quello che per stare insieme uno azzoppi l’altro. Questa è una riforma che si potrebbe realizzare già nel corso di questa legislatura”.

Che giudizio dà della legislatura a quasi metà del percorso?
“Constato che non è stato fatto molto in questi primi due anni. Darei però una sufficienza ai quattro gruppi parlamentari dei partiti di Governo che sono riusciti a trovare un accordo sul preventivo 2013, pattuendo quel percorso che è appena iniziato per risanare le finanze cantonali e rivedere i compiti dello stato. I parlamentari di PPD, PLR, PS e Lega sono riusciti a concentrarsi sugli interessi del Cantone tralasciando per un momento quelli partitici”.

E  quale voto al Governo?
“Diciamo che il Governo ha due anni di tempo per arrivare alla sufficienza…”.

Però con questa instabilità politica, dove per avere una maggioranza bisogna fare i salti mortali, sarà difficile che le cose migliorino.  
“Noi siamo condannati a trovare delle soluzioni condivise perché viviamo in uno Stato retto dalla concordanza e dalla democrazia diretta che fa parte del DNA dei cittadini. E questi sono principi ai quali non vogliamo rinunciare e che ci invidiano in molti. L’esercizio di ricercare una maggioranza non è dunque un male, anche se può diventarlo se la concertazione ha un fine tattico e non volto alla risoluzione dei problemi. Come dicevo prima il preventivo ha dato dimostrazione che è possibile fissare dei punti di convergenza”.

Sulla carta.
“È vero, per ora tutto è solo sulla carta. Su quelle che poi saranno le decisioni puntuali, si troveranno delle maggioranze. E non è affatto detto che debbano essere ancora a quattro…”.

È noto che tra voi e  la Lega esiste un asse privilegiato…
“Con la Lega ci sono state e potranno ancora esserci delle alleanze su temi puntuali, così è stato recentemente anche con il PLR, da quando è condotto da Rocco Cattaneo, al quale auguro lunga vita ai vertici del suo partito”. 

Mi pare di capire che rispolvera, uso un immagine giornalistica ma concentriamoci sulla sostanza, il Patto di Medeglia. Alleanza a tre: PLR, PPD e Lega. Giusto?
“Dipende a cosa ci riferiamo. Sulla necessità di contenere le spese dello Stato c`è stata una buona e sana – non santa - alleanza. Su altri temi, come ad esempio la tredicesima AVS e l’iniziativa fiscale della Lega, il mio partito si è opposto e si oppone esattamente come hanno fatto il PLR e il PS. Ma non eludo la sua domanda. Per quanto riguarda il risanamento delle finanze cantonali, attraverso il freno alla spesa e la revisione dei compiti dello Stato, sarà più semplice trovare soluzioni condivise con PLR e Lega. E penso che sarà questa la maggioranza che dovrà farsi carico di questa responsabilità”.

A proposito di fiscalità. Lei in campagna elettorale aveva detto che entro la fine della legislatura un pacchetto moderato di sgravi fiscali era indispensabile. Ha cambiato idea? 
“Quello è ancora il mio pensiero. Nella competizione fiscale con gli altri cantoni siamo in fondo alle classifiche per quanto riguarda i ceti più abbienti, e non possiamo permetterci di perdere quei contribuenti benestanti che con le loro imposte contribuiscono in maniera importante alle entrate nella casse dello Stato. Credo che per realizzare gli sgravi fiscali dobbiamo però da una parte riprendere il discorso sull'amnistia cantonale e, dall’altra, contenere gli sprechi attraverso la revisione dei compiti dello Stato”.

Chi sono gli avversari politici del PPD?
“Quelli che ho sempre indicato; quelli che sostengono un intervento statale troppo invadente, che non rispetta o comunque non valorizza la libertà individuale e l’iniziativa privata, quella delle famiglie e dei corpi intermedi e che identifico nel gruppo radico-socialista”. 

Con l’uscita di Marco Borradori dal Governo, Laura Sadis sarà il Consigliere di Stato più esperto del Collegio. Qual è il suo giudizio politico sulla ministra delle finanze?  
“Mi sembra che non abbia portato al suo Dipartimento una linea veramente liberale, sia nell’ambito della politica finanziaria che in quella economica”.

E come vede nel ruolo di ministro il suo “nemico-amatissimo” Manuele Bertoli con cui ancora si ricordano i memorabili duelli in Commissione della Gestione?
“Bertoli non è mai stato un nemico. È un avversario, che ho sempre apprezzato per la sua intelligenza e le sue capacità, ma con il quale mi sono spesso scontrato perché politicamente siamo agli antipodi. Diciamo che con la proposta - per fortuna ritirata - di sopprimere i trasporti per gli allievi costringendoli a rimanere nelle mense scolastiche, a mio parere è partito molto male. Mi auguro che sappia proporre qualche cambiamento e riforma all'interno della scuola ancora nel corso della legislatura, cosa che non è riuscita al suo predecessore. Mi augurerei anche una maggiore apertura nei confronti delle scuole private ma mi rendo conto che si tratta di una pia illusione”. 

Per chiudere le chiedo una lettura sulle elezioni a Lugano e sullo scontro per il sindacato tra Giudici e Borradori.
“Per quanto riguarda il PPD l’obbiettivo è mantenere le nostre posizioni in Municipio e in Consiglio Comunale, e fare tutto il possibile per rafforzarle. Per il resto mi auguro che la competizione tra Borradori e Giudici, non lasci scorie avvelenate e conseguenze negative per il futuro della Città. Le ricordo comunque che si voterà anche in altri comuni; penso in particolare al mio comune di Mendrisio che forse meriterebbe maggiore attenzione anche da parte dei media”. 

Ma tra i due chi vedrebbe meglio come sindaco?
“Giorgio Giudici è stato un ottimo sindaco per la Città di Lugano e questo credo non lo si possa negare. Come PPD, prima di esprimermi, intendo comunque occuparmi degli affari di casa mia e al momento opportuno, in accordo evidentemente con la sezione di Lugano, valuterò se sarà il caso di prendere una posizione”.

AELLE

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