Martino Rossi replica all’intervista del presidente del Gran Consiglio Michele Foletti a liberatv.ch

LUGANO - Martino Rossi, capogruppo PS nel Consiglio comunale di Lugano, replica all’intervista concessa oggi a liberatav.ch dal presidente del Gran Consiglio e deputato della Lega Michele Foletti. Lo fa con una lettera aperta a Foletti inviata questa sera al nostro portale.
Rossi allega alla lettera il progetto di risoluzione anti-leghista dei socialisti luganesi, ma rispetto alla versione pubblicata questa mattina dal Caffè manca l’incipit, cioè la parte iniziale, molto dura e all'origine della polemica, alla quale ha reagito con altrettanta durezza Foletti.
Ecco la lettera di Martino Rossi.
"Signor Presidente del Gran consiglio,
Caro Michele,
un buon consiglio – che vale per me, per te e per tutti – è di contare fino al 10 prima di parlare o di scrivere. Dovrebbe valere soprattutto per chi assume una carica istituzionale importante come te, quella detta di “primo cittadino” del Cantone: Non credi?
LiberaTV riprende dal Caffè (che lo ha pubblicato senza chiederci nulla e in una versione che non è neppure quella giusta) un progetto di risoluzione che sarà sottoposto alla prossima assemblea del PS di Lugano. Si intitola “Metodi inaccettabili nel dibattito pubblico, nella lotta politica, nella presenza dentro l’istituzione comunale” (testo integrale del progetto, qui sotto).
A quella medesima assemblea sarà presentato anche il progetto di programma per le elezioni comunali. Nella sua introduzione si legge:
Valori. I socialisti sono portatori di valori forti, radicati nella loro storia – libertà, uguaglianza e solidarietà – e intendono lavorare concretamente, come lo hanno fatto nella legislatura uscente, per rispondere ai molti bisogni piccoli e grandi dei cittadini, costruendo le intese necessarie con le altre forze politiche e con la società civile.
Siamo orgogliosi di derivare da questi nostri principi un atteggiamento fermo e severo contro le tendenze di destra illiberale e aggressiva che si annidano in spezzoni delle forze politiche e in parte dell’opinione pubblica, in Europa, in Svizzera e in Ticino. Un atteggiamento che i socialisti democratici hanno sempre assunto con determinazione. Basti ricordare, per fare un solo nome, Guglielmo Canevascini, il primo Consigliere di Stato socialista, confrontato all’ascesa minacciosa del fascismo in Italia, con qualche appendice anche in Ticino.
Tu sei cosciente, per lo meno lo spero, delle intemperanze verbali dei media che fanno capo alla LT e del suo presidente. Basta leggere l’edizione odierna del Mattino della domenica. Per esempio, l’attacco a Giovanna Masoni, collega in Municipio del tuo presidente, chiamata “kapodikastero kultura” che vuole “foraggiare il kulturame”: questa, caro Michele, è una terminologia da Göbbels, ne converrai!
Oppure, vai a rivederti le esternazioni del tuo municipale Bignasca, alla Rai 1 di giovedì: c’è da vergognarsi, e il Sindaco di Lugano ha giustamente condannato tali esternazioni che, come scriviamo proprio nel progetto di risoluzione che ti scandalizza, “danneggiano l’immagine della nostra città a livello cantonale, federale e internazionale”.
Come primo cittadino del Cantone, avresti caso mai dovuto insorgere contro il presidente a vita della LT, che squalifica il Cantone e Lugano su televisioni estere, non contro chi lo critica. O no?
È poi inaudito che proprio tu, presidente del Gran consiglio, ti permetta di spararle grosse come il presidente della LT: accusi il PS nientemeno che di utilizzare il linguaggio del “terrorismo rosso” e di “incitamento alla violenza politica”!
Da che pulpito puoi dire a noi, tu membro importante della LT, che i rappresentanti della città “dovrebbero cercare di andare d’accordo”, quando i tuoi due municipali conducono da anni una guerriglia permanente contro gli altri membri del Municipio e i loro progetti?
Ma lo sai che il tuo municipale Bignasca ha dovuto essere ripreso ufficialmente dal presidente del Consiglio comunale perché insultava con parole irripetibili due colleghe?
Sì che lo sai, o lo dovresti sapere, e mi fermo qui.
La conclusione la riservo ai giornalisti di LiberaTV, che sembrano anche loro voler equivocare sull’invito che la risoluzione giustamente rivolge ai suoi candidati e ai suoi simpatizzanti di “battersi concretamente contro questo modo di fare politica”. Un invito, tra parentesi, che mi permetto rivolgere anche a te, caro Michele.
Che cosa vuol dire “battersi concretamente”? Imbracciare le armi o simili? Non scherziamo, per favore! In Ticino, la lotta contro quel modo di far politica è già iniziata: rompendo la congiura del silenzio, esprimendo il proprio dissenso con la firma di petizioni, con articoli di stampa, con lettere di lettori, distanziandosi da quei metodi nei dibattiti pubblici, evitando di offrire l’altra guancia quando ti coprono di insulti, ma replicando fermamente e, quando la calunnia e l’insulto diventano reato, anche denunciandoli alla magistratura. Viviamo o no in uno stato di diritto? In una democrazia? In un paese civile? Vogliamo o no fermare i metodi barbari prima che diventino abitudine nel modo di condurre il confronto politico?
Martino Rossi
La risoluzione del PS, ma senza l’incipit
Rossi ha allegato alla lettera il progetto di risoluzione contro la Lega. Ma in questa versione non compare più l’incipit pubblicato oggi dal Caffè: “Per il PS gli altri partiti sono avversari democratici, mentre la Lega è un partito anti democratico e pericoloso per la convivenza civile”. Ed è proprio a quell’incipit che si riferiva Foletti nell’intervista parlando di “linguaggio da terrorismo rosso, incitamento alla violenza politica, istigazione ad atti quasi fisici di anti-leghismo”.
PS Lugano – Progetto di Risoluzione
“Metodi inaccettabili nel dibattito pubblico, nella lotta politica, nella presenza dentro l’istituzione comunale ”
Il Partito Socialista di Lugano è consapevole dell’importante rischio politico delle prossime elezioni comunali: la Lega dei Ticinesi (LT) potrebbe conquistare la maggioranza relativa nell’Esecutivo e la carica di Sindaco.
Il PS denucia con forza l’uso, del tutto inaccettabile in democrazia, della calunnia, della diffamazione, della menzogna, dell’insulto, del dileggio volgare e violento come armi di intimidazione e di distruzione delle persone e delle istituzioni, pratica corrente dei media che fanno capo alla LT (“Mattino della domenica” e “Mattinonline”). Particolarmente gravi gli attacchi virulenti sul “Mattino della domenica” a colleghi di Municipio, a collaboratori dell’amministrazione comunale, a consiglieri comunali e ad altri avversari politici dei due Municipali della LT: il primo presidente a vita della LT e editore del “Mattino”, il secondo consigliere nazionale e redattore del settimanale.
Il PS si distanzia pure dalla virulenta propaganda xenofoba di quei media, che sconfina talvolta nel razzismo. Anche i comportamenti del Municipale presidente della LT dentro l’istituzione comunale sono inaccettabili in una democrazia: violazione sistematica della collegialità e del dovere di riservatezza, interventi in aula che contradiccono quanto deciso dal Municipio, insulti a consiglieri comunali, ingiunzione al gruppo dei consiglieri comunali della LT di abbandonare l’aula quando sono messi in minoranza.
Il Partito Socialista di Lugano impegna quindi i suoi candidati, sia per il Municipio, sia per il Consiglio Comunale, a battersi concretamente contro questo modo di fare politica. Esso invita pure tutti i propri simpatizzanti a combattere questi e simili metodi di “non-comunicazione” e di lotta politica incivile, che tanto danno procurano alla vita sociale e politica della nostra città, ne danneggiano l’immagine a livello cantonale, federale e internazionale e, in definitiva, pregiudicano lo sviluppo della città e la qualità di vita dei cittadini.