Il comitato interpartitico, composto da deputati del Partito socialista, del Partito liberale radicale, dai Verdi e dalla Lega, ha presentato le sue ragioni

BELLINZONA - Il comitato interpartitico "Sì alla nuova legge sulle tutele", composto da deputati del Partito socialista, del Partito liberale radicale, dai Verdi e dalla Lega dei Ticinesi, ha presentato oggi a Bellinzona nella sede del Parlamento, le ragioni del "sì" alla nuova Legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, in votazione il prossimo 3 marzo.
Alla conferenza stampa era presente anche Michele Foletti, presidente del Gran Consiglio. "Si tratta della posizione ufficiale del Gran Consiglio che ha sostenuto questa riforma a grande maggioranza", ha sottolineato Foletti. Il presidente del Gran Consiglio ha pure evidenziato che il referendum lanciato dei Comuni pone qualche problema di democrazia, poiché a decidere erano in realtà gli esecutivi dei singoli Comuni e non i legislativi.
Il settore delle tutele è fra i più delicati nelle società odierne – hanno sottolineato i fautori della riforma -. “Le persone che, per diversi motivi, hanno bisogno di protezione sono numerose. Si pensi soltanto ai minorenni che si trovano in situazioni familiari difficili o agli anziani con demenza. In Ticino si parla di circa 6000 persone, quasi il 2% della popolazione. Il numero di coloro che sono toccati indirettamente, in primis i parenti ma anche i tutori e il personale sanitario, è però molto più alto”.
Uno dei problemi è che in Ticino ci sono ben 18 autorità regionali di protezione (ARP, che fino al 2012 si chiamavano Commissioni tutorie regionali CTR). Decisamente troppe, secondo il comitato, perché ne risultano dei bacini di utenza molto piccoli e questo va a scapito della qualità e dell'equità di trattamento. Le regioni più ricche possono infatti offrire una qualità dei servizi che le regioni più povere non sono in grado di garantire.
"Tutti i Cantoni hanno ridotto massicciamente il numero delle loro autorità di protezione – ha dichiarato il deputato Ps Nenad Stojanovic – in totale, in Svizzera, si è passati da 1420 a circa 150 unità negli ultimi tre anni!"
La deputata dei Verdi Greta Gysin ha dal canto suo spiegato per quali motivi è importante che i presidenti delle nuove ARP siano impiegati almeno all'80%, ma anche che altri membri delle ARP abbiano le competenze necessarie. "Il Gran Consiglio ha deciso a larga maggioranza non solo che il presidente sia occupato almeno all’80%, ma anche che la nomina in un’autorità di protezione sia possibile solo per chi è stato ritenuto idoneo dal Consiglio di Stato. Un passo essenziale per garantire la qualità del servizio", ha affermato Gysin.
Amanda Rückert della Lega dei Ticinesi ha dal canto suo osservato come la nuova legge rispetta pianamente l'autonomia comunale, poiché "i comuni potranno decidere se nominare un presidente itinerante per più tutorie, oppure se aggregare più autorità che altrimenti non avrebbero la massa critica per garantire l’occupazione del presidente al minimo all’80%".
La deputata del PLR Giovanna Viscardi, infine, ha attirato l'attenzione sul problema dei conflitti d'interesse che riguardano i presidenti delle ARP, che attualmente possono, e non di rado lo fanno, essere patrocinatori di clienti privati presso le altre ARP. Questi problemi non saranno risolti se si mantiene lo status quo. "È del tutto ovvio che l’avvocato che deve difendere gli interessi del suo assistito formulando una linea difensiva davanti a un’autorità tutoria non potrà poi – in un altro procedimento e nella sua funzione di autorità decisionale quale presidente – prendere una decisione totalmente contraria", ha affermato Viscardi.