POLITICA E POTERE
Fa discutere il Governo al Rabadan. Marco Borradori: "Nulla di male"
Il Caffè pubblica una "fantainterrogazione" che critica la partecipazione dei ministri


BELLINZONA – Ed è polemica anche sulla partecipazione del Governo all’apertura del carnevale di Bellinzona. Una “fantainterrogazione”, pubblicata oggi dal Caffè, chiede lumi sulla partecipazione ufficiale del Consiglio di Stato all’inaugurazione del Rabadan, giovedì sera in piazza Collegiata a Bellinzona. Un atto parlamentare di fantasia, certo, che il domenicale dice però di aver ricevuto da “un noto politico che ha ricoperto importanti cariche istituzionali”.

La risposta di Marco Borradori

Pronta la risposta del presidente del Governo, interpellato da liberatv.ch: “Si trattava del 150esimo del Rabadan. La società ha invitato i consiglieri di Stato per segnare questo momento significativo di un carnevale che per Bellinzona costituisce un punto di riferimento per la città. Il più importante del Cantone. E credo che, visto che siamo in periodo di carnevale, i politici non dovrebbero prendersi troppo sul serio. Sul palco era presente il Municipio della Capitale, e 4 ministri su 5, e credo che la nostra sia stata un uscita sul palco dignitosa e non sopra le righe. Quindi, mi pare esagerata questa presa di posizione, che rivela un mondo politico che si prende tropo sul serio. Sia chiaro: non sono per nulla stizzito da quanto ha pubblicato il Caffè. Penso solo che non abbiamo fatto nulla di male, anzi”.

La “fantainterrogazione”

Ma ecco il testo della fantainterrogazione: “Serata storica giovedì a Bellinzona in occasione dell’apertura del 150° Rabadan: Re Dantun non ha ricevuto soltanto le chiavi della città, ma addirittura anche quelle del Cantone, consegnate dal presidente del Governo Marco Borradori, accompagnato sul palco da 3 dei suoi 5 colleghi (mancava il ministro Bertoli). L’ultima volta che si erano visti tanti consiglieri di Stato in Piazza Governo, era per la protesta (cinque anni fa) per le Officine. Altro problema...

L’iniziativa dell’esecutivo cantonale non ha fatto l’unanimità dei consensi. Prova ne è la seguente interrogazione parlamentare, sottoscritta da 42 deputati su 90 e, idealmente, dalla stragrande maggioranza dei cittadini...

I sottoscritti deputati hanno preso atto con sconcerto misto a ilarità che nel pieno di una crisi che preoccupa assai i ticinesi, il Governo cantonale ha deciso di salire sul palco del Rabadan per consegnare a Re Dantun le chiavi del Cantone.

Avvalendosi delle facoltà loro concesse da leggi e regolamenti, oltre che dalla Costituzione cantonale, e sicuri d’interpretare il pensiero di gran parte della cittadinanza, si permettono chiedere al Consiglio di Stato:

1 - In base a quale norma costituzionale il Governo ha deciso di mettere simbolicamente tutto il Cantone nelle mani del re del Carnevale di Bellinzona? Ha chiesto dapprima il parere del suo giurista Guido Corti? Ha informato il Gran Consiglio o per lo meno il suo presidente?

2 -Il Governo non teme che la consegna delle chiavi del Cantone (di cui tra l’altro nessuno conosceva fino a ieri l’esistenza) possa portare i cittadini delle altre regioni del Cantone a pretendere gesti analoghi in occasione dei rispettivi carnevali? È pronto il Governo a assicurare la parità di trattamento? In caso affermativo quale impegno comporterà per i Consiglieri di Stato la consegna delle chiavi a re, principi, signorotti, ministri e dei carnevali sparsi nel Cantone?

3 - L’assenza sul palco del ministro Bertoli ha da intendersi come presa di distanza dall’operato della maggioranza? V’è da temere per la collegialità e per la finora conclamata armoniosa e costruttiva operatività del Governo?

4 - La consegna delle chiavi del Cantone al re del carnevale di Bellinzona può in qualche modo significare che la situazione del Cantone “è grave ma non è seria”, oppure sottintendere che il Consiglio di Stato non sa più a quale santo votarsi?

5 - Il Consiglio di Stato è consapevole del forte segnale subliminale del suo gesto in un Cantone dove la gente da sempre guarda ai suoi governanti come esempi da seguire nella buona e nella cattiva sorte?

6 - Tenuto conto che le porte oggi s’aprono per lo più con codici e carte magnetiche, non ritiene il Consiglio di Stato che avrebbe dato un’immagine di Ticino tecnologico e moderno consegnando a Re Dantun un microcip o una scheda magnetica al posto delle tradizionali chiavi?

Seguono le firme di 42 deputati e idealmente di migliaia di cittadini. Il Governo cantonale ha ora 30 giorni per rispondere. Non dubitiamo che lo farà con tempestività e il necessario rigore”.

Le precisazioni di Borradori

“Capisco perfettamente che il Governo va visto come guida, ma quando siamo a carnevale, pur mantenendosi entro certi limiti di dignità, il potersi prendere un po’ meno sul serio credo sia un elemento importante. Siamo stati contattati via mail dagli organizzatori, in modo molto informale, non ne abbiamo parlato in Consiglio di Stato, e non so perché giovedì non ci fosse il collega Bertoli, ma non credo che non sia venuto perché trovava la cosa sconveniente. Sul palco eravamo in quattro, ognuno col suo carattere, e nessuno ha visto nulla di male, non mi pareva una goliardata”.

Poi, aggiunge il presidente, “siamo un Governo che ha il centro del suo lavoro nella Capitale, per cui non vedo nulla di male. Da quando sono a Bellinzona vivo sempre il carnevale. Rispetto chi la pensa diversamente, ma fare polemica su questa cosa mi pare francamente esagerato. Inoltre non c’era nulla di programmato: ci è stato spiegato all’ultimo momento cosa dovevamo fare”.

E a chi, come il consigliere nazionale Pierre Rusconi sostiene che il carnevale è “una festa per imbecilli”, Borradori replica: “Sono pronto ad accompagnare chiunque voglia venire a carnevale, ognuno può trovare quello che più gli aggrada: il pranzo del martedì, quello con gli anziani, o le persone disabili, il corteo dei bambini… Può andarci in maschera o senza, e credo che bollare il carnevale come fenomeno di imbecillità significhi non conoscerlo. Personalmente non mi considero per nulla imbecille, e se Rusconi vuol venire con me sono pronto ad accompagnarlo”.

emmebi

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