I vertici del Partito passano al contrattacco e difendono l'operato del Consiglio di amministrazione. "E il consigliere comunale Lorenzo Jelmini è in conflitto d'interessi"

LUGANO – La vicende legate allo scandalo Nyx e i riflessi sul Casinò di Lugano vengono strumentalizzate da PPD e socialisti. L'Ufficio presidenziale della sezione PLR di Lugano passa al contrattacco con una nota stampa firmata dal presidente Giorgio Grandini.
Il riferimento è alle domande che alcuni consiglieri comunali, membri della Commissione della Gestione, hanno formulato al Consiglio d’amministrazione della casa da gioco, nel quale siedono, tra gli altri il vicesindaco Erasmo Pelli (presidente) e il sindaco Giorgio Giudici.
“Esprimiamo un forte disappunto per le continue strumentalizzazioni politiche e partitiche di questa vicenda – si legge nella nota del PLR -. Il nostro Gruppo e il Partito avevano richiesto la massima chiarezza quando erano emersi i fatti legati al Nyx e alle procedure penali e civili in corso, presentando una serie di precise ed articolate domande. Ad inizio febbraio le risposte sono giunte alla Commissione della Gestione di Lugano.
I nostri rappresentanti le hanno vagliate e sono giunti alla conclusione che esse sono dettagliate ed evadono adeguatamente i quesiti posti. Il quadro generale emerso testimonia l'assenza di qualsiasi rilievo di natura civile o penale da imputare agli organi della società”.
I vertici del PLR scrivono che dalle risposte è emerso che il comportamento del Consiglio d’amministrazione del Casinò è stato conforme alle regole ed esente da qualsiasi macchia o rimprovero. “Anzi è emerso con chiarezza che il Casinò è controllato tramite procedure da organi che interverrebbero immediatamente in caso di omissioni o negligenze. Malgrado questo una parte dei commissari della Gestione, PPD e PS, hanno bollato le risposte come superficiali e vaghe. Riteniamo inoltre che le successive domande poste al CdA del Casinò vadano a toccare l'autonomia della società e aspetti di natura del tutto confidenziale che non possono essere resi pubblici”.
E ancora: “La strategia di alcuni è molto chiara in questo periodo elettorale: gettare ancora fango sul Casinò per colpire il PLR e soprattutto i Municipali che fanno parte del CdA. In realtà tutti i Partiti hanno loro esponenti in quel gremio con pari responsabilità. Inoltre l'attuale presidente della Gestione Lorenzo Jelmini e nuovo responsabile sindacalista OCST per i rapporti col Casinò, si trova in un palese conflitto di interessi. A monte vi è la rescissione del contratto collettivo di lavoro. Anziché astenersi dal parlare egli si esprime sull'argomento ai media, parlando a nome della Commissione ma senza far emergere la differenza sostanziale fra l'atteggiamento PLR e quello PPD e PS”.
Il PLR, si legge ancora nella nota, vuole tutelare il buon nome della Casinò Lugano, di cui il Comune è azionista di maggioranza, e soprattutto il suo buon funzionamento dal profilo economico e sociale in maniera di poter ottenere importanti dividendi da devolvere a favore delle associazioni ed enti attivi in città (sportivi, culturali e del tempo libero, ecc.).
“Esso dà lavoro a 200 persone sulla piazza di Lugano ed è essenziale per l'economia cittadina. Poiché ci sta a cuore la Città e la sua immagine verso l'opinione pubblica, denunciamo con vigore questo teatrino mediatico e questo modo di far politica a meri scopi elettorali, deleterio e poco costruttivo”.