POLITICA E POTERE
"Ecco perché le tutorie vanno riformate. Troppi errori e incompetenza"
Pietro Vanetti spiega le ragioni per cui va sostenuta la riforma in votazione il 3 marzo. "Pazienza se gli attuali presidenti perderanno la loro attività accessoria e gli introiti dei quali beneficiano”

BELLINZONA - “Il sistema attuale non funziona, crea ovunque disagio e scontentezza, relega i bambini a merce di scambio e di ricatto da parte del genitore affidatario; quando poi manca l’autorità parentale congiunta, il risultato sono vere tragedie che le attuali tutorie fingono di non vedere, o peggio, non vedono proprio, per totale incompetenza”.

Così Pietro Vanetti, presidente dell’Associazione genitori non affidatari (AGNA), sul tema in votazione il 3 marzo: la riforma al sistema delle Autorità regionali di protezione (ARP), gli organi che – fino alla fine dello scorso anno – si chiamavano Commissioni tutorie regionali (CTR).

“Tutele e curatele sono misure di limitazione delle libertà personali, e possono riguardare tutti: genitori separati e conviventi, andicappati psichici, anziani in difficoltà, famiglie monoparentali, genitori non affidatari… Non si tratta insomma di decisioni di poco conto. È quindi estremamente importante che a prenderle siano professionisti con la migliore preparazione possibile, perché misure pensate male possono creare sofferenze – in particolare ai bambini – e generare costi inutili a chi, per di più, ha già pochi mezzi a disposizione”.

La struttura attuale non funziona, secondo Vanetti. “Considerandoli nel loro numero complessivo, i reclami relativi al cattivo funzionamento delle Commissioni tutorie regionali – presentati allo sportello di consulenza istituito nel 2007 dall’AGNA e dall’Associazione famiglie monoparentali ricostituite – sono veramente tanti. Inoltre, esistono dati di fatto – confermati da studi e verifiche sin dal 2008 – che mostrano inequivocabilmente le falle di un sistema basato sull’impegno a tempo perso dei presidenti”.

Presidenti che, ciò nonostante, rileva Vanetti, da sempre respingono ogni critica e ogni proposta di miglioramento: “Tant’è che si sono resi promotori, attraverso i Municipi dei Comuni sede, di un referendum contro la modifica di legge approvata a stragrande maggioranza dal Parlamento ticinese alla fine dello scorso mese di settembre. Una modifica che, al suo interno, contiene tre importantissimi emendamenti presentati dalle deputate Amanda Rückert (Lega), Giovanna Viscardi (PLRT), Greta Gysin (Verdi) e Pelin Kandemir (PS). In generale, l’obiettivo di queste modifiche è di garantire che chi deciderà della nostra libertà personale abbia la migliore preparazione professionale possibile per farlo. Si tratta non solo di avere un ‘buon presidente’, insomma, ma di avere una autorità che possa far fronte ai compiti prescritti dal diritto federale entrato in vigore il 1° gennaio 2013”.

Nel dettaglio, le modifiche sono le seguenti, spiega il presidente dell’AGNA: “L’articolo 6, che riguarda la dimensione minima dei comprensori, mira a permettere l’impiego a tempo pieno ai presidenti, con una percentuale minima di occupazione dell’80%. Questo punto è coerente con l’articolo 9, secondo il quale i Presidenti dovranno svolgere la loro attività in modo esclusivo, come i giudici, e non potranno più essere anche patrocinatori; a questo modo, verrà evitato ogni rischio di conflitto di interessi. L’articolo 8, che definisce l’idoneità dei candidati, è infine il punto più importante della riforma: a differenza dell’attuale sistema, nel quale le nomine avvengono per logiche politiche o di convenienza, il Consiglio di Stato sarà chiamato a definire le competenze necessarie e ad allestire un profilo – che oggi manca – per i presidenti, i membri e i delegati comunali”.

Vanetti sostiene a spada tratta la riforma e attacca: “Gli argomenti che i presidenti delle Commissioni tutorie regionali hanno elaborato sono del tutto fuorvianti, a cominciare dalle fumose tesi secondo cui la proposta di un grado di occupazione minimo dell'80% non poggerebbe su alcuna motivazione seria. In realtà, questa misura non è un’invenzione delle quattro deputate, ma è suggerita da tutti gli esperti ed è stata inserita in tutti i documenti elaborati dai gruppi di lavoro nominati dal Consiglio di Stato”.

E contesta anche le altre critiche alla riforma: “Contro la professionalizzazione viene agitato anche lo spettro della burocratizzazione: sempre gli esperti citati prima, al contrario, affermano però che proprio grazie all’occupazione esclusiva e alla specializzazione sarà possibile ottenere razionalizzazione delle procedure, meno costi, meno attese e – di conseguenza – una maggiore qualità del servizio. L’alto grado di insoddisfazione che oggi è registrato tra gli utenti, del resto, non depone a favore della conferma di molti degli attuali presidenti a tempo perso”.

In più, rileva Vanetti, la riforma non comporterà sensibili aumenti di costo per i cittadini. E conclude con un appello: “Mi auguro che conti di più l’opinione degli esperti – espressa in tre differenti rapporti – rispetto a quella, evidentemente di parte, dei comuni sede delle Commissioni tutorie. Spero davvero che non venga trascurato, in questo voto, l’interesse dei seimila utenti delle autorità di protezione, che si meritano di essere aiutati da professionisti. E pazienza se gli attuali presidenti perderanno la loro attività accessoria, e quindi gli introiti dei quali oggi beneficiano”.

 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026