Ecco come il Ticino guarda alla storica elezione in corso in Italia tra pronostici, simpatie e speranze. Berlusconi dato unanimemente in declino: "Un caso più psichiatrico che politico"

ROMA/LUGANO – Cinquanta milioni di italiani, a partire dalle otto di questa mattina, sono chiamati alle urne per le elezioni politiche che eleggeranno la nuova Camera dei deputati, il nuovo Senato e, naturalmente, il nuovo Governo. Si vota anche per il rinnovo dei poteri in tre Regioni importanti: Lombardia, Lazio e Molise.
Un’elezione storica
I cittadini italiani potranno votare fino alle 22.00 di questa sera e lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Poi spazio ai risultati di un’elezione considerata da molti come storica poiché potrebbe sancire il passaggio dalla seconda Repubblica (quella berlusconiana, cominciata all’inizio degli anni novanta) alla terza. Un’elezione storica ma di transizione, almeno secondo gli osservatori italiani e internazionali, piuttosto concordi nel pronosticare, al di là del vincitore, un Governo instabile e una legislatura breve.
Gli schieramenti
Tre le coalizioni in campo: quella di centrosinistra guidata dal segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, il centrodestra di Silvio Berlusconi, e lo schieramento centrista del premier uscente Mario Monti. A questi si aggiungono tre formazioni che corrono in solitaria: Rivoluzione Civile dell’ex magistrato anti-mafia Antonio Ingroia, il movimento Fare per fermare il declino, capeggiato fino a pochi giorni fa, prima dello scandalo lauree, dal giornalista Oscar Giannino, e, soprattutto, dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che durante la campagna elettorale ha riempito le piazze di tutta Italia e che molti osservatori indicano già come il vincitore della contesa elettorale, al di là del fatto che non andrà al Governo.
La Svizzera, l’Italia e l’accordo fiscale
Elezioni importanti, si diceva, per l’Italia ma anche per l’Unione Europea e per i principali partner del Belpaese, tra cui c’è sicuramente la Svizzera. E anche il Ticino, soprattutto nell’ottica di un accordo fisale fra i due Paesi. Un tema di cui molto si è discusso nel corso della campagna elettorale italiana, con posizioni contrapposte fra i vari schieramenti. Il centrodestra, Mario Monti e Beppe Grillo, ad esempio, molto aperti alla possibilità di un’intesa. Decisamente più scettico il centrosinistra.
L’opinione dell’Associazione bancaria
Delle elezioni italiani si è occupata anche l’associazione bancaria ticinese. Queste le parole del presidente Claudio Generali: "L'eventuale esito in un senso o nell'altro dei negoziati con l'Italia è di fondamentale importanza per la piazza finanziaria ticinese. Guardando la campagna elettorale sembrerebbe che il treno è perso. In realtà i negoziati a livello tecnico sono ancora in corso. La decisione però sarà politica. In questo senso vedo che da ogni versante si accusa di non aver concluso l'accordo, il che mi fa presumere che non ci siano delle resistenze insormontabili”.
I pronostici dei politici ticinesi
In attesa di conoscere i risultati abbiamo chiesto ad alcuni politici ticinesi una riflessione e un pronostico sul voto italiano.
Giuliano Bignasca: “All’80% d’accordo con Grillo”
“Sono molto interessato e curioso di vedere come andrà a finire. Questo è il mio pronostico: coalizione di centrosinistra 30-32%, centrodestra 25-28%, Monti intorno al 10%, Grillo tra il 20 e il 22%, fuori gli altri. In ogni caso nel giro di un anno l’Italia dovrà tornare a votare, quindi per noi conta relativamente il risultato che uscirà dalle urne. La campagna elettorale l’ho seguita molto ma non mi è piaciuta: gli ultimi giorni avevo la nausea. Un Paese che non ha più un soldo non può continuamente perdersi in polemiche irrilevanti! Non so per chi voterei, ma posso dire che con Grillo sono d’accordo all’80%, penso a temi come l’Europa, l’Euro, il debito, l’economia, le banche, eccetera. Il suo successo sarà tuttavia molto legato a come si comporterà la pattuglia che andrà a Roma. Non credo che si possa fare una similitudine tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega dei ticinesi. Però si può fare tra Grillo e Bignasca: abbiamo alcuni punti in comune, effettivamente. In Lombardia infine spero che vinca Roberto Maroni, anche per i buoni rapporti con il Ticino, ma è molto tirata. Non so davvero se Bobo riuscirà a farcela”.
Marco Chiesa: “Mario Monti la persona più seria”
“Se mi trovassi nella condizione di un elettore italiano non saprei proprio chi scegliere. Non credo alle promesse di Silvio Berlusconi, se fosse stato in grado davvero di cambiare l'Italia lo avrebbe già fatto nei molti anni in cui è stato al Governo. Riguardo alla sinistra non parliamone neanche. E purtroppo il politico che apprezzavo di più, Gianfranco Fini, mi ha deluso per i troppi voltafaccia. Di affidare il Paese a Beppe Grillo poi, non me la sentirei proprio: perché al di là della giusta protesta non ho capito qual è la proposta. Forse alla fine voterei Mario Monti perché è una persona seria, anche se non è il nuovo che avanza. Svestendo i panni dell’elettore italiano devo dire che con Monti, come svizzeri, abbiamo discusso e possiamo continuare a discutere con un certo costrutto. Nelle trattative è sicuramente una persona affidabile. Purtroppo però secondo me non saranno ancor una volta elezioni decisive in grado di dare stabilità all’Italia, che è il bene più prezioso per un Paese. Chiunque vinca è più che un’ipotesi che il Governo durerà poco. Nessuno probabilmente avrà una maggioranza degna di questo nome per poter governare e i partiti minori fungeranno ancora da ago della bilancia. Questo, comunque, è il mio pronostico: il centrosinistra arriverà primo a livello di numeri, dunque Pier Luigi Bersani premier, ma chi vincerà davvero saranno i grillini”.
Sergio Savoia: “Vince Grillo: anch’io voterei Cinque Stelle”
“Grillo sarà tra i vincitori, bisogna capire se vince tanto o tantissimo. Anch’io lo voterei: il mio cuore batte per il Movimento Cinque Stelle. A livello di Governo dovrebbe vincere il centrosinistra di Bersani ma con grandi incognite. La principale è capire se avranno la maggioranza anche al Senato. In ogni caso dovranno allearsi con qualcuno. In questo senso se Monti non farà un risultato abbastanza importante ci saranno dei grossi problemi. È dunque presumibile che la prossima non sarà una legislatura lunga. Ma penso pure che chiunque governerà dovrà comunque arrivare a un accordo fiscale con la Svizzera e per un semplice motivo: l’Italia ha assolutamente bisogno di soldi. Non è quindi affatto sicuro che una probabile instabilità faccia saltare il tavolo delle trattative tra i due Paesi”.
Marco Romano: “Le cose peggioreranno per la Svizzera. Grillo come Berlusconi”
“Io spero che dalle urne esca un Governo in grado di formare una maggioranza un po’ solida, anche se la sensazione è che non ci siano grandi premesse. La Svizzera ha bisogno intorno a sé Paesi stabili. Un’Italia che sta male fa star male anche la Svizzera. A dire il vero sono molto preoccupato: perché la mancanza di governabilità e di conseguenza la mancata risoluzione di alcuni problemi vitali, porterà l’Italia, e dunque l’Unione Europea, a mettere sempre più sotto pressione la Svizzera. La sensazione è che il centrosinistra rischia di farcela, è già questo non è esattamente una buona notizia per noi. La mia speranza è che Bersani faccia un accordo con Mario Monti per formare un Governo che duri almeno un paio d’anni. Non dobbiamo mai dimenticarci, come svizzeri, che l’Italia è un paese fondatore dell’Unione Europe e, con Francia, Germania e Inghilterra, quello che conta di più. Se i problemi italiani non si risolveranno, l’Unione Europea continuerà nella sua lenta implosione. Io non credo più nell’Europa di oggi, che pur avendo assolto i suoi compiti storici, come il mantenimento della pace, così com’è non ha futuro e deve essere urgentemente raddrizzata. Altrimenti come Svizzera avremo problemi sempre più grandi. Quanto a Grillo lo considero una deriva rispetto al modo serio in cui bisognerebbe fare politica. E Berlusconi nello stile e nella forma non è diverso da lui”.
Raoul Ghisletta: “Spero in un Governo Bersani-Monti”
"Sono abbastanza ottimista perché credo e spero che dalle urne uscirà un Governo Bersani, con la partecipazione di Monti, che penso sia una figura equilibrata, di rango internazionale, anche con una forte credibilità. L'Italia dovrà puntare sulla politica del rigore- deve recuperare moltissimo per rientrare negli standard europei - senza privare di troppe risorse i cittadini. Grillo solleva dei problemi importanti: la politica italiana deve mettere etica e rigore nella gestione della cosa pubblica. Uno stato inefficiente non lo vuole nessuno. Non dico a standard elvetici ma almeno normali. Grillo va bene, penso che siano quelle scosse che la gente dà per indirizzare i grandi partiti a mettere l’acceleratore sulle riforme. Questi movimenti nascono dall’immobilismo, dall’incapacità dei politici tradizionali di affrontare e risolvere i problemi di un Paese. Ben venga anche Grillo, dunque, se questo è il suo contributo. Interpreta la rabbia della gente. Di Berlusconi non so cosa pensare, se non che è alla canna del gas, sul viale del definitivo tramonto. Per il suo partito sarebbe stato meglio perdere senza di lui. Ma Silvio non ha limiti, ha un ego stratosferico, e penso sia una questione più psichiatrica che politica”.
AELLE/emmebi