POLITICA E POTERE
Da Grillo a Berlusconi: così i ticinesi leggono le elezioni italiane
Bertoli, Bignasca, Cavalli, Quadri, Jelmini, Bernasconi, Merlini giudicano i clamorosi risultati usciti dalle urne e dicono "Tornate a votare"

LUGANO/ROMA - L’unico che senza dubbio ha vinto è il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che ha raggiunto in Italia un consenso incredibile, attorno al 25%. Il resto è un caos: il Partito Democratico l’ha spuntata alla Camera, battendo al fotofinish il Popolo della Libertà, ma non ha i numeri per governare al Senato.
Silvio Berlusconi ha dimostrato di essere vivo e vegeto mettendo a segno una clamorosa rimonta, anche se non è riuscito a primeggiare in nessuna delle due Camere del Parlamento. Ha così impedito  alla coalizione del centrosinistra, grande favorita della viglia, di ottenere una vittoria che sembrava a a portata di mano. Ultimo dato saliente: il risultato in tono minore ottenuto dalla neonata formazione guidata dall’ex premier Mario Monti.

Ora sono aperte due ipotesi: o si torna a votare o si trova una sorta di “compromesso storico” per formare il nuovo Governo. Un compromesso che però sembra essere forzato e contro natura. Ecco come il Ticino e i ticinesi giudicano le elezioni italiane.

Giovanni Jelmini: "Berlusconi risuscitato dagli avversari. Si torni a votare"

"Dal risultato di questa elezione ad uscire sconfitto è il popolo italiano perché non avrà un Governo in grado di governare. È proprio il risultato peggiore che ci si poteva aspettare. Beppe Grillo ha stravinto. E forse ha insegnato ai politici l'importanza di tornare ad avere un contatto diretto con il popolo tramite le piazze e i comizi. La clamorosa rinascita e rimonta di Berlusconi poi è un regalo che gli hanno fatto i media, a cominciare dalla celebre trasmissione di Michele Santoro, i politici e i comici. È un po' come accade con la Lega in Ticino. Certa gente non riesce proprio a capire che continuare con insistenza a parlar male degli avversari produce una pubblicità indiretta incredibile e crea l'effetto vittima. Durante questa campagna elettorale si è parlato solo di lui. Per il centrosinistra, invece, si tratta di una sconfitta totale, visto che erano i grandi favoriti. Il PD ha avuto la scellerata idea di mettersi con Vendola e di non scegliere Renzi che avrebbe senz'altro fatto meglio di Bersani. Quanto a Mario Monti non è riuscito a creare un centro. E il popolo ha detto chiaramente che non vuole i tecnici. Per il futuro, secondo me, il PD e il PDL devono mettersi d'accordo per fare immediatamente una legge elettorale che consenta a chi vince di governare con stabilità e poi tornare a elezioni il più presto possibile".

Giovanni Merlini: "Governissimo ipotesi poco percorribile. Meglio le urne ma si rifletta su Grillo" 

"Il grosso problema uscito dalle urne è la governabilità, oltre agli osservatori lo segnala molto bene la reazione dei mercati di questa mattina. Bisognerà vedere il comportamento dei grillini, se manterranno come credo la promessa di non fare accordi con nessuno. E allora lo spettro di nuove elezioni è più che una possibilità. Il Governissimo con PD, PDL e Monti, secondo me, è poco percorribile: i programmi per le molte cose che ci sono da fare sono troppo divergenti e poi non dimentichiamo che in campagna elettorale se ne sono detti di tutti i colori. No, non la vedo proprio come possibilità. A mio avviso i partiti non si sono ancora bene resi conti dell'effetto Grillo. E invece il prima possibile dovrebbero cominciare a interrogarsi a fondo sulle ragioni di questa scotola. Bisogna riconoscere a Berlusconi che ha fatto una campagna elettorale straordinaria, nonostante le numerose smargiassate. Il PD invece ha sopravvalutato i sondaggi e si quasi tenuto fuori dalla scena. Bersani poi dal profilo mediatico non passa,  in televisione quasi bofonchiava. Matteo Renzi poteva senz'altro essere meglio da questo punto di vista, anche se non lo sapremo mai se ciò sarebbe bastato a vincere".

Giuliano Bignasca: "Subito alle urne con referendum sull'Euro"

"L'Italia deve tornare immediatamente a votare, non c'è spazio per nessun tipo di Governo che offra anche un minimo di stabilità. E nel frattempo che si organizzano le nuove votazioni con una nuova legge elettorale, facciano anche un bel referendum sulla permanenza in Europa e sull'Euro. Beppe Grillo ha fatto una votazione strepitosa con molti argomenti che condivido e che, evidentemente, condividono anche gli italiani. Come appunto, il rapporto con l'Europa e con l'Euro, la gestione del debito e l'assegno di cittadinanza. Non penso proprio che sarà così scemo da farsi convincere da Napolitano di appoggiare un Governo. Il giaguaro Berlusconi è rinato un'altra volta perché ha fatto un'ottima campagna elettorale e ha capito che doveva puntare tutto sull'IMU: effettivamente agli italiani non bisogna più portare via i soldi ma restituirli. La gioiosa macchina da guerra della sinistra invece si è inceppata ancor una volta sul più bello. È incredibile come non siano ancora una volta riusciti a vincere le elezioni, partendo con il 10% di vantaggio, e con tutti i giornali, le televisioni, i comici e gli artisti a favore. Che poi, Bersani, mi sembra anche una brava persona, ma Renzi era molto meglio. Mario Monti, infine, si è fatto male da solo. Poteva fare tranquillamente il presidente della Repubblica e invece è andato a suicidarsi con Fini e Casini”.  

Franco Cavalli: “La sinistra ha lasciato i suoi temi a Grillo e aveva un leader noioso”

Le riflessioni sono due: se il Partito democratico non riesce a presentarsi con un programma che sappia catturare un minimo di quella radicalità che in Italia si è chiaramente manifestata, e sostiene per un anno le politiche scellerate di Mario Monti, non può pretendere di vincere le elezioni. La vittoria di Beppe Grillo ne è la controprova: tre quarti dei suoi elettori sono di sinistra. Grillo ha saputo riportare la politica in piazza e ha presentato un programma fortemente radicale, tanto che è stato sostenuto anche dall’icona intellettuale della sinistra, che è Dario Fo. La sinistra prima si è castrata e poi ha lasciato in mano a Grillo i temi che contano, e lui li ha saputi sfruttare. Oggi il PD non può che fare il mea culpa, e alla grande. Un altro errore è stato fatto nella scelta del leader: Pierluigi Bersani è una specie di burocrate ingessato e noioso che quando lo vedi in televisione ti fa cambiare canale”.

Marco Bernasconi: “La battuta fiscale di Berlusconi ha avuto il suo effetto”

“Da fiscalista, constato una cosa: la battuta di Silvio Berlusconi sull’Imo, la restituzione agli italiani dell’imposta municipale unica relativa al 2012 attraverso un accordo con la Svizzera per pattuire Rubik, ha sortito un certo successo. Nonostante i giornali svizzeri e poi quelli italiani abbiano smentito Berlusconi scrivendo che un accordo fiscale non sarebbe stato possibile prima del 2015. Oggi il Cavaliere ha nuovamente ottenuto un consenso importante e prescindendo da lui si dovrà andare a nuove elezioni. Ha dimostrato di avere una forza politica con cui bisogna fare i conti. Detto questo, a mio modo di vedere un accordo con l’Italia deve basarsi su alcune premesse: risolvere il problema dello scambio di informazioni,  eliminare la Svizzera dalla black list, e sistemare la questione dei frontalieri, che penalizza fortemente il Ticino. A quel punto si potrà discutere di Rubick. Per i frontalieri sono sul tappeto diverse soluzioni, ma quel che conta è che il Ticino riversi molte meno imposte di quante ne ha pagate finora: dal 1974 oltre un miliardo di franchi. Se si trovasse una soluzione positiva si darebbe anche un bell’aiuto alle finanze cantonali e comunali”.

Manuele Bertoli: "Grillo a vinto? Dipende dai punti di vista. E non si può dire che Bersani abbia perso"

"L'Italia ha votato tendenzialmente contro due cose: contro la politica in senso ampio, visto che i due principali partiti hanno perso 8 milioni di voti, e contro l'austerità dell'ultimo anno incarnata da  Monti, PDL e PD. Il risultato è l'ingovernabilità e secondo me sarebbe bene che si andasse in tempi brevi a un nuovo voto. Prima di votare però i partiti devono trovare un accordo su una legge elettorale degna di questo nome, sulla riduzione dei parlamentari, e su tagli veri sui privilegi assurdi dei politici a livello nazionale e regionale. Vedo invece male l'ipotesi di un Governissimo che rischia di trasformarsi solo in un gran pastrocchio senza prospettive. Per quanto riguarda i vincitori e i vinti, dipende dal punto di vista. C'è chi vive le elezioni come la finale di Coppa del Mondo, dunque come un traguardo, e chi come me pensa che le elezioni servano per iniziare una nuova legislatura per fare delle cose. Se la guardiamo in questa seconda ottica non si può dire che Grillo sia stato il grande vincitore perché, infine, con i suoi numeri non può farci granché. E non si può dire neppure che il centrosinistra ha perso. Ha anzi vinto di poco ma non abbastanza per poter governare. Sulla campagna elettorale penso prima di tutto che i sondaggisti bisognerebbe mandarli tutti a casa, visto che non ne hanno azzeccata mezza. Non sono un esperto di marketing politico e dunque non so dire cosa avrebbe potuto fare meglio il partito democratico. Penso però che Mateo Renzi possa essere il candidato premier per le prossime elezioni. Quanto a Monti mi limito ad osservare che senza la sua lista Berlusconi avrebbe vinto. Il risultato del Cavaliere mi ha sorpreso per il numero dei voti ma non lo davo certo per morto. D'altra parte l'Italia è storicamente un paese di centrodestra e non si poteva pensare che quell'elettorato si fosse improvvisamente estinto".  

Lorenzo Quadri: "Speravo che vincesse la sinistra così i borsoni scappavano da noi..."

"Primo di tutto sono contento di non stare in Italia perché non avrei proprio saputo per chi votare. La situazione emersa dalle urne mi sembra come al solito ampiamente confusa il che, dal nostro punto di vista, è un ulteriore conferma che non dobbiamo avere nessuna fretta di concludere un accordo fiscale con l'Italia. Calma e gesso. Il successo di Grillo era ampiamente prevedibile, mentre era meno prevedibile il grave flop di Mario Monti, così raccomandato agli italiani dai poteri forti nazionali e internazionali. Da svizzero speravo vincesse la sinistra così i borsoni sarebbero scappati e noi li avremmo accolti a braccia aperte. Beppe Grillo mi sta antipatico perché non mi piacciono questi comici milionari che fanno i salvatori dei diseredati. Ma il voto a suo favore, oltre che di protesta, è stato contro la partitocrazia, il buonismo, quei formalismi per cui non si può mai far nulla, eccetera. In questo si può leggere una similitudine con la Lega, e se la Lega Nord non fosse incappata in qualche grave scivolone probabilmente avrebbe intercettato un po' dei voti grillini. La sinistra è invece riuscita ad essere ancora una volta disastrosa e con la puzza sotto il naso, come per altro dimostra chiaramente il buon risultato di Berlusconi"

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