POLITICA E POTERE
Lurati risponde a Cavalli: "Nessuna preclusione a un minimo di trasgressione in più"
"Più che populismo la chiamerei trasgressione. Le preoccupazioni dei lavoratori sono nel mio DNA" dice il presidente del PS

BELLINZONA - L'incapacità della sinistra di recepire la rivolta morale e la protesta sociale. Il tema è sempre attuale e le elezioni italiane lo hanno rilanciato. Oggi, in una pungente analisi, Franco Cavalli, attraverso un commento al voto che ha premiato il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (diventato il primo partito in Italia) e ha condannato il Partito Democratico di Pierluigi Bersani a una vittoria-sconfitta, torna ad affrontare il problema dell'erosione dei consensi tra i potenziali elettori anche in chiave ticinese. 

La sinistra ha dimenticato "che la politica si deve fare nei caffé, con pochi e radicali messaggi. Da noi c'é chi teorizza la governabilità come bussola dell'attività politica (...) Una sinistra che non vuole essere solo perdente non può non avere anche, anzi soprattutto, una forte componente di opposizione sociale, possibilmente di tipo movimentista. E se poi ci scappa anche qualche tono populista, che ben venga" ha scritto oggi Cavalli su La Regione. 

Una considerazione che in parte vede d'accordo il presidente del PS Saverio Lurati da noi raggiunto telefonicamente. "Fatte le debite proporzioni con l'Italia, non mi pare che il Partito socialista sia in contraddizione con la strategia che si è dato, ovvero della necessità di parlare con messaggi chiari alla gente. Poi si tratta di tradurre questa volontà in pratica e ci vuole ancora uno sforzo".

Magari non rinunciando ai toni populisti, come dice Cavalli?

"Io più che populismo preferisco chiamarla trasgressione. Ecco, non c'é nessuna preclusione a un minimo di trasgressione. Al momento però non c'é un interprete al nostro interno che si ponga come punto di riferimento in questo senso. Sarei contento se ci fosse. Tutto questo però non vuol dire trasformarsi in grillini".

L'accusa comunque è sempre quella: la sinistra non riesce a parlare alla pancia della gente.

"Guardi per quanto mi riguarda le garantisco che un pezzetto di quella pancia lo sono stato anche io. Ad ogni modo il punto è che bisogna trovare un equilibrio tra le proposte articolate della sinistra e i messaggi diretti alla popolazione".

È uno sforzo che però può essere pagante. L'elettorato di sinistra si sta erodendo sempre di più.

"La semplificazione tout court degli argomenti può essere pagante in termini elettorali, ma poi bisogna essere in grado di svilupparli e realizzarli. È questo in fin dei conti che chiede la gente. Comunque in Ticino le ricordo che il PS rappresenta un quarto dell'elettorato". 

Già, ma gli ultimi appuntamenti elettorali vi hanno visto in forte calo.

"Aspetto di vedere cosa succede a Lugano, Mendrisio e Terre di Pedemonte. Al momento constato che per il consiglio comunale di Lugano siamo riusciti a mettere in lista tanti giovani, molti dei quali si sono presentati spontaneamente. Questo dimostra che nella nostra base c'é fermento, voglia di impegnarsi. La stessa cosa non si può dire della Lega che ha fatto fatica a trovare gente da candidare al Consiglio comunale".

Cavalli dice che se il PS non si fosse caduto nelle beghe interne e in tattiche suicide, e si fosse presentato come "un PS alla Cavalli" probabilmente sarebbe riuscito a conquistare un seggio agli Stati. 

"Con i "se" e con i "ma" non si va da nessuna parte. Se Cavalli ce l'avesse fatta avrei fatto salti di gioia. Spero tuttavia che non si commettano più gli errori del passato. Il PS deve rimanere sulla palla e non ai margini dell'azione. E le posso garantire che le preoccupazioni dei lavoratori fanno parte del mio DNA".

 

ItaCa

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