L'ex presidente del PLR di Lugano scende in campo a difesa di Giudici e attacca la Lega e il presidente del Gran Consiglio

LUGANO - La campagna elettorale a Lugano ha definitvamente assunto i toni della battaglia senza esclusioni di colpi. La fiamma che ha accesso definitivamente lo scontro tra PLR e Lega è stata l'articolo firmato da Michele Foletti settimana scorsa su La Regione. Il PLR ha fatto quadrato attrono al suo sindaco. Le truppe sono scese in campo e passano al contrattacco.
Questa volta l'indignazione è firmata da Aldo Pessina, già presidente del PLR luganese nonché zio di Michele Foletti, che in una lettera aperta al presidente del Gran Consiglio pubblicata dal Corriere del Ticino, attacca e difende. "Caro Michele, ho letto con stupore su «LaRegioneTicino» di giovedì il tuo attacco al sindaco e al PLR di Lugano. Penso che tu, leghista della prima ora assurto alla carica di primo cittadino del Cantone e candidato al Municipio della Città, abbia sbagliato toni e bersagli".
"Come se, da politico navigato, fossi ritornato a vestire le vesti di quando eri redattore del «Mattino della domenica». Nulla di democrazia hanno da imparare i liberali da un movimento capeggiato da un padre padrone, autoproclamatosi presidente a vita, che lo comanda incontrastato ma mai eletto" scrive Pessina.
"Ancor meno il sindaco Giudici che ha dimostrato in questi anni il suo amore per Lugano senza roboanti proclami ma con la costante attività di costruttore di un polo trainante del quale beneficiano non solo i luganesi, ma tutto il cantone. Politica si fa con idee e proposte - si legge nella lettera - non con la denigrazione degli avversari che denota mancanza di veri programmi. Sono deluso e rattristato per questa caduta di stile che non si addice alla nostra tradizione familiare: sarà ben difficile tu riesca a porre rimedio".