E alla fine del suo commento il presidente del PLR tira una stoccata ai giornalisti della RSI per una sua frase tagliata al Quotidiano: "Vuoi vedere che la Lega mette paura alla Corsi?”

LUGANO - Tra il serio e il faceto il presidente del PLR Rocco Cattaneo spara oggi, dalla prima pagina della Regione, alcune bordate contro la Lega e il suo candidato di punta Marco Borradori. Parafrasando il termine leghista “governicchio”, Cattaneo parla di “municicchio” riferendosi al Municipio di Lugano nel caso in cui la Lega ottenesse la maggioranza relativa e Borradori fosse eletto sindaco.
"Nel vocabolario Zingarelli non ho trovato la parola governicchio - scrive Cattaneo -. Mi permetto dunque di inventarne una nuova anch’io: municicchio. Governicchio un termine spesso usato dal ‘Mattino della domenica’ nel definire la debolezza dell’attuale governo cantonale a maggioranza relativa Lega. Un termine che però, ultimamente, se non sbaglio non viene più usato dall’organo ufficiale del movimento politico: l’autocritica è un duro esercizio, è un po’ come andare a confessarsi. I due ministri Lega non hanno saputo finora imprimere un “ritmo di gara” a questo governo che continua a navigare a vista".
E aggiunge: "Senza visioni condivise e tantomeno strategie: malgrado tanta buona volontà ogni ministro è preso anima e corpo a coltivare il proprio orticello: giusto un po’ d’acqua ogni tanto per non farlo inaridire. In altre parole la Lega, malgrado la maggioranza relativa in Governo, tra cui una persona esperta come Marco Borradori, non riesce né a dimostrare di essere un partito in grado di governare questo Cantone né a lasciare qualche segno a futura memoria in favore delle prossime generazioni. Basta andare a sfogliare il decalogo di promesse con cui Borradori e compagni hanno convinto molti ticinesi che era ora di cambiare: tutte promesse al vento!".
Poi, nel finale del suo commento il presidente del PLR tira una stoccata anche ai giornalisti della RSI. Scrive: “Un esempio: al nostro recente Comitato cantonale tenutosi lo scorso 28 marzo a Lugano abbiamo deciso di trattare il tema formazione di alto livello a Lugano. Erano presenti il sindaco Giorgio Giudici, Franco Gervasoni direttore Supsi, Piero Martinoli dell’Usi e Tiziano Moccetti (Cardiocentro). Tre gioielli che non hanno ancora 20 anni! E già dimostrano dei numeri qualitativi e quantitativi di livello nazionale e internazionale meritevoli di grande ammirazione. I presenti in sala erano tutti pieni di stupore nell’ascoltare i relatori. In questi ultimi, compreso il sindaco, ho notato un denominatore comune: quando parlavano del futuro i loro occhi si illuminavano di passione, un’energia creativa, quasi una magia. Un aspetto questo che, malgrado tutti gli interventi visti, mai riscontrato negli occhi di Marco Borradori quando parla della “sua” Lugano. Alla fine del comitato ho rilasciato queste mie impressioni in un’intervista alla Rsi. Il giorno dopo al Quotidiano noto che il mio apprezzamento sul leghista è stato tagliato (sig!), mi sono detto: Vuoi vedere che la Lega mette paura alla Corsi?”.
La frase potrebbe sembrare buttata lì, ma in un momento di alta tensione come questo è chiaro che la frase di Cattaneo non passa inosservata.
Tornando alla valutazione politica sulle elezioni del 14 aprile, il presidente scrive: “Quale dunque il rischio che il Municipio di Lugano da anni “tirato” con vigore, progettualità, spirito indirizzato al progresso, dal Partito liberale radicale (con alla testa il sindaco Giorgio Giudici) diventi di colpo un municicchio? Una cosa in particolare sappiamo fare bene noi liberali radicali: tirare il carro degli esecutivi ad ogni livello e ci vuole poco per dimostralo. La città di Lugano negli ultimi 20 anni si è sviluppata ad un ritmo impressionante”.