Intervista a tutto campo al municipale pipidino sui temi caldi della campagna elettorale luganese: stadio, piano viario, sfida Giudici-Borradori e PLR-Lega, Casinò, speculazione edilizia...

di Marco Bazzi
LUGANO - Cinquantotto anni, avvocato, Angelo Jelmini è subentrato nel Municipio di Lugano a Paolo Beltraminelli, eletto in Governo. È responsabile dei Dicasteri, pianificazione ambiente e mobilità, e sport.
Senta Jelmini, detto sinceramente, è sostenibile per Lugano un investimento di cento milioni per il “polo sportivo”?
“Per Lugano da sola no. Ma il progetto che mi sta più a cuore è il palazzetto dello sport, con le sue sale multifunzionali, strutture per le quali oggi paghiamo affitti a terzi. Inoltre, attualmente la sala scherma si trova in un edificio di proprietà del comune in via al Chioso che potrebbe essere riutilizzato per costruirvi uno stabile a pigione moderata”.
Priorità al palasport, dunque…
“Sì. Uno dei grossi vantaggi del progetto del polo sportivo è che può essere realizzato a moduli. Il palazzetto dello sport dovrebbe avere un costo stimabile in una trentina di milioni, ed è sostenibile. Lo stadio e annessi ne costerebbe una settantina in più. Ma siccome ha valenza regionale, se non cantonale, in quel progetto si dovranno coinvolgere società sportive, altri comuni, e anche investitori privati, se lo si vorrà realizzare. Il futuro stadio dovrà essere la base per una nuova visione del calcio a livello ticinese”.
Poi però c’è anche l’investimento per il polo turistico e congressuale. Lugano reggerà finanziariamente nei prossimi anni tutti questi investimenti?
“Quello del Campo Marzio dovrà essere un progetto non solo autofinanziato ma possibilmente redditizio. Abbiamo aperto un concorso per investitori interessati ai quali metteremmo a disposizione l’area. Quell’opera dovrà essere realizzata comunque a costo zero”.
Veniamo al Piano viario, la sua “croce estivo-autunnale”: a quando la sistemazione definitiva?
“Abbiamo già adottato misure correttive. L’aggiustamento definitivo passa attraverso un’azione combinata di interventi sulla parte semaforica e di modifica della direzione di alcune strade, con l’auspicio che il trasporto pubblico, che è stato potenziato, venga sempre più utilizzato”.
Ma intanto i problemi restano…
“Il Piano viario ha dimostrato, dati alla mano, che nei periodi di punta ha prodotto un 30% di miglioramento a livello di tempi di percorrenza, mentre nel resto della giornata vi sono ancora alcuni peggioramenti. Sono questi che vanno ridotti, e per farlo abbiamo introdotto dei cambiamenti e deciso alcune modifiche, come il ripristino della doppia corsia tra piazza Molino Nuovo e viale Franscini. Prossimamente interverremo su via Bossi o via Canonica”.
E l’imbuto di via Pestalozzi?
“Riaprire quel tratto di strada significherebbe riattivare il traffico privato nella zona della Pensilina, cosa che secondo i tecnici pregiudicherebbe la fluidità del trasporto pubblico. Attendiamo il risultato di un rapporto aggiuntivo degli ingegneri. Poi valuteremo la possibilità di aprire quel tratto di strada a chi lavora o abita in zona”.
Veniamo al moltiplicatore d’imposta: 70, 73 o 75%?
“Il moltiplicatore al 70% è chiaramente un moltiplicatore elettorale, non è né politico né matematico. In settembre, in tempi non sospetti il Municipio ha ricevuto dai servizi amministrativi un preventivo che indicava un disavanzo di 65 milioni e, unanime, ha dato incarico a un gruppo di funzionari di effettuare una verifica sistematica di tutte le possibili riduzioni di costi e di tutti i possibili aumenti di entrata. La bozza prevede uno sforzo importante e anche l’aumento al 75% del moltiplicatore, che avrebbe contenuto il deficit a 30 milioni. Contraria a questa misura era solo la Lega”.
Ma alla fine, seppure in minoranza, la Lega sembra aver vinto questa battaglia.
“Eh… poi è iniziata la campagna e ognuno ha fatto le sue valutazioni elettorali su risparmi e nuove entrate, me compreso: ho detto no, per esempio, alla riduzione di contributi a società ed enti, no all’abolizione della mezz’ora gratuita nei posteggi, e ho confermato la mia disponibilità ad aumentare il moltiplicatore limitatamente al 73%. In seguito, una maggioranza ridotta del Municipio ha condiviso questa impostazione. Nella mia visione il 73 va mantenuto anche nei prossimi tre o quattro anni. Ora si prospetta per il 2013 il mantenimento del moltiplicatore al 70, ma così facendo, a mio avviso, saremo costretti ad aumentarlo al 75% nei prossimi anni, creando in definitiva un onere maggiore a carico dei cittadini. Ecco perché parlo di un moltiplicatore 2013 “elettorale”. D’altra parte, dal 2000 ad oggi il moltiplicatore di Lugano è sempre fluttuato tra il 70 e il 75%. Quindi con un moltiplicatore al 73% si resta entro questi parametri, si garantisce la nostra capacità d’intervento in ambito sociale, l’erogazione dei contributi volontari e un buon livello degli investimenti a beneficio della nostra economia”.
Sulla cultura si può risparmiare qualche milione come chiede la Lega?
“Secondo me una cosa da fare è trasferire il Museo delle culture da Villa Heleneum negli stabili che si trovano all’inizio della proprietà di Villa Favorita, realizzando in quell’area un Parco botanico e delle Culture. A questa idea stavo lavorando con Giuliano Bignasca prima che morisse. Vendere Villa Heleneum non sarebbe un risparmio ma libererebbe importanti risorse per nuovi investimenti”.
Giorgio Giudici o Marco Borradori?
“Domanda di riserva?”
Non faccia l’uregiatt…
“Guardi, secondo me è altrettanto importante sapere chi saranno gli altri cinque municipali, quale sarà la loro capacità di influenzare gli orientamenti del Municipio. Il voto di un sindaco alla fine conta, a parte casi eccezionali, come quello di un altro municipale, al di là dell’indubbia importanza della sua figura e del prestigio della carica”.
Maggioranza relativa PLR o Lega?
“Vale lo stesso discorso. Sarà sempre una maggioranza relativa. Avendo anche avuto anni fa un’esperienza nel vecchio Municipio di Pregassona, dove c’è anche stata una formula 2-2-2-1, non mi dispiacerebbe che dalle urne uscisse questo risultato, con due seggi al PPD!! In questo modo non si litigherebbe per la maggioranza relativa e il nostro partito potrebbe garantire una funzione di equilibrio”.
Ma al raddoppio ci crede davvero?
“È un’impresa molto difficile, anche per la grande battaglia in atto tra PLR e Lega, che sta catalizzando l’attenzione mediatica, ma i risultati del 2004 ci dicono che il settimo seggio bisogna conquistarlo con resti e voti personali. Raddoppiare i seggi per il PPD è difficile ma non è una missione impossibile. E sognare ogni tanto fa bene”.
Condivide la tesi di chi sostiene che negli ultimi anni Lugano ha subito la cementificazione e la speculazione edilizia?
“Un po’ sì. Ma vede, i piani regolatori concepiti negli anni settanta erano fatti senza avere alla base un concetto urbanistico. Il compito dell’urbanista è disegnare i vuoti, ai pieni ci pensano gli architetti. Il piano regolatore è uno strumento politico e quindi i politici che lo hanno approvato non possono negare la loro responsabilità, compresi coloro che siedono in Consiglio comunale. Poi c’è una corresponsabilità dei committenti, ma questo riguarda principalmente la qualità architettonica”.
Quindi bisognerà cambiare registro…
“Sì. La grande sfida del piano regolatore unitario sarà proprio quella di porre le basi per migliorare la qualità urbanistica e architettonica della Nuova Lugano, in particolare in comparti come il Pian Scairolo e Cornaredo dove ci sono i grandi progetti di sviluppo”.
E della pedonalizzazione del lungolago cosa pensa?
“L’idea di poterlo un giorno liberare completamente dal traffico è sicuramente condivisa da tutti. Con la mozione promossa dal PPD si cerca intanto di inserire questo principio nel piano regolatore, come idea codificata. Non vedo problemi tecnici nel costruire un tunnel sotto il lago agganciato ad una riva che verrebbe ampliata, ma sicuramente un problema di entità di investimenti. Mi pare un progetto da perseguire sul lungo termine”.
Ma nel frattempo, il Piano viario non è monco con un lungolago ancora aperto al traffico?
“La fase intermedia, oggetto di un messaggio appena licenziato, prevede la creazione di una terrazza unica allo stesso livello, mantenendo il traffico veicolare, ma unendo le tre piazze – Riforma, Manzoni e Rezzonico - in modo da creare una vasta area, con un palco fisso, da sfruttare per manifestazioni e concerti, e da aprirle verso il lago”.
Sì o no al bar Mojito, quello gestito in estate dal Dicastero giovani ed eventi?
“Mai avuto nulla in contrario. Così come è gestito dalla Città secondo me il Mojito non crea alcun problema di concorrenza sleale. Sono solo contrario a creare una struttura fissa prima di pianificare il lungolago”.
Casinò: Lugano dovrebbe vendere o tenere il pacchetto di maggioranza?
“Vendere, ma senza fretta, e dopo esserci garantita la proprietà dell’edificio. E poi un Consiglio di amministrazione senza politici. Solo di tecnici di provata esperienza”.
Dica un motivo per cui gli elettori dovrebbero riconfermarle la fiducia il 14 aprile…
"Primo, perché la continuità è sempre una garanzia per il cittadino, secondo perché l’esperienza politica che ho accumulato a livello comunale è un buon substrato per il lavoro che ci attende".