Il Presidente uscente torna tra i banchi: sarà capogruppo della Lega. E lancia la riflessione sulla riforma del Gran Consiglio

BELLINZONA - Nel giorno dell'addio alla presidenza del Gran Consiglio, Michele Foletti ha voluto lanciare il dibattito sul futuro del Parlamento. Un Parlamento di milizia confrontato sempre con maggiori difficoltà e dispute difficili da risolvere, come ad esempio i conflitti d'interesse.
E allora via a un riflessione per una riforma che deve spaziare a 360 gradi. "Penso agli strumenti legislativi per avere maggior efficacia nel gestire gli atti parlamentari, che spesso per troppo tempo rimangono inevasi e vengono di conseguenza superati. Oppure la questione dei conflitti d'interesse, intrinseca in un Parlamento di milizia. O ancora la remunerazione, il numero di parlamentari…", dichiara Michele Foletti nella videointervista a liberatv.ch
"Diminuire il numero dei parlamentari significa avere meno rappresentatività. È giusto fare questo passo per avere maggiore efficienza? Sono tutte riflessioni che vanno fatte", aggiunge l'ex presidente senza sbilanciarsi.
"È stata una presidenza impegnativa perché abbiamo avuto diversi casi nuovi, come quella della nomina del nuovo segretario. Tornare tra i banchi del gran Consiglio mi permetterà di concentrarmi di più nei lavori in Commissione. Riprenderò a fare gli interventi in aula che sicuramente è più divertente che gestire i lavori dai banchi della Presidenza", conclude Foletti che, tra l'altro, assumerà l'incarico di capogruppo della Lega, succedendo ad Attilio Bignasca.