POLITICA E POTERE
"Sì all'amnistia ma con il reddito di cittadinanza"
I Verdi vincolano la loro adesione al condono fiscale a una proposta "grillina" che non mancherà di far discutere

BELLINZONA - Beppe Grillo ci ha costruito una campagna elettorale di successo sul tema. E ora anche i Verdi voglio riproporre l'idea in salsa ticinese. Va infatti naturalmente considerato che l'Italia non conosce gli ammortizzatori sociali che ci sono in Svizzera per la disoccupazione. 

Ma ,fatte le debite proporzioni, sarà il reddito minimo di cittadinanza la proposta che i Verdi metteranno sul tavolo dei partiti a favore dell'amnistia, ovvero PLR, PPD e UDC. Prossimamente è in agenda un nuovo incontro e la deputata Michele Delcò Petralli sta preparando un dettagliato piano di proposte da trattare con le controparti. Il messaggio, comunque, è lo stesso lanciato dal PPD nelle scorse settimane: fino all'ultimo centesimo che produrrà il condono fiscale dovrà essere destinato all'occupazione. Altrimenti non se ne fa nulla. 

Sergio Savoia, perché un reddito di cittadinanza?
"È una misura rivolta ai giovani non occupati e agli ultra cinquantenni. Un reddito minimo per la durata di circa un anno in cui queste persone potranno essere impegnate in lavori di pubblica utilità tenendo conto delle loro competenze. Disoccupazione significa soprattutto esclusione sociale. Le vittime sono i veri perdenti della situazione di crisi che stiamo attraversando. Con il reddito minimo si evita che queste persone scivolino nella povertà e nell'assistenza. Una situazione drammatica da cui è poi molto difficile uscire. D'altra parte con la sciagurata riforma della disoccupazione, molto persone, soprattutto i più giovani, esauriscono il diritto senza aver risolto alcunché, e spariscono dai radar. Penso che la nostra proposta sia una soluzione utile. D'altro canto anche Lugano ha già fatto dei progetti che vanno in questa direzione. Senza dimenticare che di queste opzioni se ne dibatte in tutta Europa".

Un'idea per superare anche il disagio etico che pone un tema come l'amnistia?
"In un certo senso sì. Se dobbiamo fare un condono, facciamo in modo almeno che il gettito prodotto dall'amnistia, ovvero dall'evasione delle imposte, sia a vantaggio dei cittadini più deboli".

È più che probabile che la proposta vada in votazione popolare. Secondo lei destinare il gettito dell'amnistia a favore di progetti occupazionali potrebbe permettere al condono di superare lo scoglio delle urne?
"Potrebbe fare la differenza. Serve ovviamente un accordo politico che vada in questa direzione. Non è una soluzione perfetta, ma in politica ci sono soluzioni che non sono perfette ma sono comunque utili".

 

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