L'ex sindaco di Bissone replica alle accuse di socialisti e liberali che ieri sera hanno disertato il Consiglio comunale per protesta contro il suo rientro: “Sono allibito dal loro comportamento"

di Marco Bazzi
BISSONE – “Sono allibito dal comportamento di socialisti e liberali. Una sceneggiata del genere per un consigliere comunale… Che conta un voto su venti! Disertando la seduta di ieri sera per protesta contro di me hanno fatto la figura dei codardi. Ma io e i miei colleghi firmeremo a breve la dichiarazione di fedeltà, questa volta di fronte al Municipio, e ci presenteremo al prossimo consiglio comunale. Dico solo che dopo quello che è successo oggi ho ricevuto una decina di telefonate e diverse mail di cittadini di Bissone che mi dicono di non mollare”.
L’ex sindaco di Bissone Ludwig Grosa è un fiume in piena. Ieri sera i consiglieri socialisti e liberali non si sono presentati alla seduta che doveva sancire l’entrata in Consiglio di Grosa e hanno fatto mancare il quorum. Quindi, tutti a casa.
“Siamo consapevoli – hanno scritto per spiegare la loro diserzione - che non vi è una norma che impedisca l'entrata in consiglio comunale di un Sindaco dimissionario a carico del quale è pendente un procedimento penale per reati in parte connessi alla sua precedente carica".
"Malgrado ciò riteniamo inaccettabile che Ludwig Grosa entri ora a sedere sui banchi del Consiglio comunale, come se nulla fosse successo. L'etica politica e un minimo di rispetto verso le istituzioni imporrebbero infatti a chiunque si trovi in una situazione analoga a quella dell'ex Sindaco di farsi da parte fino a che la sua situazione dal punto di vista penale sia definitivamente chiarita, nel senso che nessuno dei reati ipotizzati dal Ministero pubblico sia stato confermato davanti a un Tribunale penale".
"Invece no, l'araba fenice Grosa, non paga del danno di immagine cagionato al nostro Comune, non solo in questi mesi non ha presentato le dovute scuse alla popolazione, ma addirittura pretende ora di entrare in Consiglio comunale, come se il procedimento penale nei suoi confronti fosse solo ed esclusivamente una sua questione personale”.
“Esatto – dice Grosa – l’inchiesta in corso è una mia storia privata ed è una cosa che risolverò con la Magistratura. Proprio per questo mi sono dimesso da sindaco dopo il mio arresto, ma adesso sono passati sei mesi. E nel frattempo nessuno mi vieta di fare il consigliere comunale. Non ho ammazzato nessuno, ho la coscienza pulita, la segnalazione contro di me inviata al Ministero pubblico da Roger Bacciarini è piena di falsità. Ho sbagliato a dimettermi, avrei dovuto semplicemente sospendermi”.
Ho deciso di rientrare in politica, in Consiglio comunale, spiega Grosa, “per orgoglio personale, perché sono presidente di Nuova Bissone, e perché voglio poter rispondere a quattr’occhi alle accuse che vengono mosse al mio operato. Il ruolo di consigliere comunale non è certo quello di sindaco. E comunque sono convinto di aver fatto del bene a Bissone in questi anni, a parte qualche errore burocratico. Abbiamo lavorato pragmaticamente o oggi il Comune ha liquidità in abbondanza e finanze sane malgrado tutti gli investimenti realizzati”.
E incalza: “Con che coraggio vengono a dirmi che sono un buffone? Si guardino loro che non hanno fatto nulla per Bissone. L’unico neo del nostro comune sono i ripari fonici, che hanno rovinato il paese, ma che per socialisti e liberali sono un’opera d’arte”.
Secondo me, prosegue l’ex sindaco, fin dall’inizio, nel 2004, stavo antipatico ai socialisti senza ver fatto niente di niente, per il solo fatto di essere contrario ai ripari fonici. “Poi quando sono diventato sindaco tutti a spararmi addosso, e ora la storia si ripete. Si vergogni chi pensa che io ho lucrato sulla ristrutturazione del Lido comunale e adesso facciano pure la perizia. E perché non fanno una perizia dei ripari fonici, che sono costati 72 milioni di franchi, per vedere se qualcuno ci ha lucrato? Non c’è misura in quello che si sta facendo”.
Poi Grosa parla dell’ipotesi di revoca del Municipio. “Non so se i socialisti hanno davvero intenzione di raccogliere le firme. Ma se lo faranno firmerò anch’io e se ci saranno elezioni anticipate mi ricandido. Così il PS rischia di perdere l’unico seggio che ha. Noi i nostri tre li manteniamo”.