Il presidente del PPD: "Se Caimi non ritiene opportuno rivelare se è o non è l’autore della segnalazione contro Sergio Savoia avrà i suoi motivi".

BELLINZONA – I protagonisi: Carlo Luigi Caimi, Sergio Savoia. E Giovanni Jelmini, che dice la sua a liberatv.
Avrebbe detto Ezio Greggio: “È lui o non è lui? Cerrrrto che è lui”. In questo caso, “lui” non conferma. Ma nemmeno smentisce. Quindi, allo stato delle cose, il detto del comico di Striscia la Notizia non sta. E il tormentone continua: è stato il deputato Carlo Luigi Caimi, presidente della Commissione d’inchiesta sulla logistica (CPIL), a segnalare al Ministero pubblico il suo collega Sergio Savoia per violazione del segreto d’ufficio? O è stato un altro della Commissione? Di sicuro la segnalazione c’è stata e tutte le indiscrezioni dicono che è riconducibile alla Commissione che indaga sulla Logistica. Caimi ha la bocca cucita. E nemmeno in casa PPD si hanno maggiori informazioni sul caso.
La segnalazione alla magistratura riguarda il fatto che Savoia avrebbe rivelato che il funzionario della Logistica Daniele Pronzini – finito recentemente al centro di un’inchiesta penale e in seguito licenziato dal Governo - non è stato finora interrogato dalla Commissione.
La vicenda della segnalazione ha ulteriormente surriscaldato un clima già piuttosto rovente e diversi politici ritengono che se Caimi ne fosse l’autore la CPIL rischierebbe di saltare, o quanto meno il suo ruolo di presidente verrebbe nuovamente messo in discussione. Il malumore è crescente, e anche in casa PPD c'è un certo imbarazzo.
“Mi pare che qui si guardi il dito e non la luna – dice il presidente del PPD Giovanni Jelmini -. Se Caimi non ritiene opportuno rivelare se è o non è l’autore della segnalazione avrà i suoi motivi. La giustizia farà il suo corso, non resta che attendere con fiducia”.
E aggiunge: “Ritengo comunque curioso che l’interesse si sia spostato su chi ha segnalato Savoia al Ministero pubblico e non sul lavoro della Commissione. Non ha forse più interesse pubblico lasciar lavorare in pace questo organismo di inchiesta e stabilire una volta per tutte se ci sono stati problemi all’interno della Logistica? Credo che la questione più importante in questo momento sia che la Commissione di inchiesta possa svolgere serenamente il proprio lavoro, non presentandone i risultati alla stampa ma all’istituzione Parlamento, dalla quale ha ricevuto il mandato. Tutto queste polemiche stanno facendo piuttosto male alla CPIL”.
Infine, annota il presidente del PPD, “se la Commissione non ha sentito Pronzini è responsabilità di tutti i commissari e non solo di Caimi. Le commissioni prendono le decisioni all’unanimità o a maggioranza, ma non ho mai partecipato in veste di deputato a una commissione in cui il presidente avesse il potere di veto o di decisione personale”.
Ma non tutti la pensano come Jelmini. Il deputato dell’UDC Marco Chiesa, che è anche membro della CPIL, ha dichiarato: “In teoria dovremmo saperlo se la segnalazione al Ministero fosse partita da qualcuno di noi. E se così fosse un tale atteggiamento sarebbe gravissimo: un tradimento personale e istituzionale, dato che qualcuno avrebbe mentito o sottaciuto qualcosa di fronte all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio”.
emmebi