POLITICA E POTERE
"Doccia fredda", "Mancano idee", Regione e Corriere commentano la carovana: "Un flop"
Gli editoriali dei due quotidiani non risparmiano critiche alla manifestazione leghista. "Attilio Bignasca, regista un po' confuso"

LUGANO - “Il misero risultato di ieri è la prova provata che il passato non torna, che si è trattato di un fallimento, anche se un risultato è stato ottenuto: l'eco mediatico, dato che da domenica sulla carovana si è scritto e detto di tutto e di più”. Così Gianni Righinetti, sul Corriere del Ticino, commenta la Carovana della libertà messa in scena ieri dalla Lega.

“Ieri la doccia è stata decisamente fredda: eh no, riproporre formule di successo non funziona. Sa di mancanza di idee. La carovana, come il richiamo ai defunti che hanno fatto la storia della Lega (da Giuliano Bignasca a Flavio Maspoli) non è servita a nulla”, gli fa eco Matteo Caratti nell’editoriale su LaRegione.

Prosegue Righinetti: “La carovana-bis è stata una sceneggiata che ha avuto in Attilio Bignasca un regista un po' confuso (…). Bignasca aveva anche pensato di annullare tutto, poi è tornato sui suoi passi ‘per non darla vinta ai contrari’. E ora, ciliegina sulla torta, ha fatto sapere che la prossima carovana della libertà potrebbe fare rotta verso Berna, per arrivare sulla Piazza federale. Ma, forse, non in auto, bensì in treno.  Verrebbe da dire: maturità cercasi, disperatamente. Giocare va bene, tornare un po' bambini fa bene alla mente e allo spirito, ma nulla più. Prima o poi la responsabilità dovrebbe avere le meglio sugli atteggiamenti fanciulleschi”.

Sulla responsabilità di governo insiste anche Caratti.

“La Lega ha conquistato la maggioranza relativa a Bellinzona e a Lugano. Il che significa: ecco le chiavi della stanza dei bottoni e ora, cari leghisti, governate, rimboccatevi le maniche e lavorate, lavorate e lavorate. Basta parole, su, mantenete le (tante) promesse che avete fatto. Risolvete i problemi che da anni denunciate. È questo che vuole da voi la gente – nutrita a pane e populismo domenica dopo domenica – che vi ha dato il voto. La gente alla quale sono stati messi sotto gli occhi con insistenza tanti problemi, lo ammettiamo, anche reali (…). Non ci si illuda però: l’inciampo di ieri non significa che la Lega post Nano sia alla canna del gas. Significa solo che ora deve decidere da che parte stare: in piazza o al governo? E poi alla fine contano i voti, che per ora non mancano”.

red

 

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