POLITICA E POTERE
"Perché non vi siano mai più casi come quelli di Marie e Adeline"
La deputata leghista Amanda Rückert interroga il Consiglio di Stato: "Quanti sono i detenuti pericolosi in Ticino? E come viene gestita nel nostro Cantone l'espiazione della pena di questi criminali?

BELLINZONA - Quanti sono i detenuti pericolosi in Ticino? E come viene gestita nel nostro Cantone l'espiazione della pena di questi criminali? Domande che dopo i due recenti gravi episodi di cronaca che hanno tenuto banco nel nostro Paese, in molti si sono fatti. I casi di Marie e Adeline, due donne brutalmente uccise, a causa di un intreccio tra la loro vita, e il loro destino, e quella di due malviventi che godevano di benefici rispetto al regime carcerario. Dopo la morte di Adeline, i Cantoni di Ginevra e Vaud, hanno deciso di sospendere temporaneamente tutti i permessi speciali. Ma qual è la situazion in Ticino?

Per dare una risposta a queste domande la deputata leghista Amanda Rückert questa mattina ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato: "Le recenti efferate uccisioni di Marie e Adeline  - si legge nel testo - hanno toccato l’intero paese. In entrambi i casi gli assassini erano plurirecidivi, condannati per reati contro la persona e reati sessuali, in stato di libertà o semilibertà. Lo sconcerto popolare nasce soprattutto dalle modalità di esecuzione delle pene e delle misure e nella leggerezza delle autorità preposte nell'adottare alcune decisioni relative agli autori di questi delitti. Vista l’importanza della questione alla luce delle circostanze, ritengo sia opportuno verificare le modalità di esecuzione di pene e di misure anche nel cantone Ticino. Negli anni il settore è stato soggetto a importanti riforme, a partire dalla recente revisione del Codice penale, che hanno comportato modifiche anche nell’organizzazione cantonale". 

"Inoltre - argomenta ancora Rückert - i casi citati in entrata fanno sorgere diversi interrogativi in merito ad una necessaria vigilanza particolare a protezione dell’incolumità di donne e bambini indifesi. Il Cantone dei Grigioni in una nota stampa ha garantito di aver mantenuto un approccio severo in questo particolare ambito .  Ultimamente il Tribunale federale ha emanato importanti sentenze, dalle quali risulta che già oggi esiste un quadro normativo sufficiente per adottare ogni misura adeguata contro detenuti pericolosi".

Le domande al Consiglio di Stato

1. Quanti sono in Ticino i detenuti condannati ritenuti pericolosi?

2. Quante sono state le agevolazioni concesse a detenuti pericolosi in Ticino negli ultimi cinque anni? E per quali ragioni?

3. Prima che vengano accordate agevolazioni al regime di detenzione o di misura, l’interessato è sottoposto a quale genere di esami e valutazioni (perizia psichiatrica, ecc.)?

4. Nella DTF 138 III 593 il Tribunale federale ha (già) chiarito che l’assenza di requisiti per l’applicazione di una misura penale, non esclude in alcun modo l’adozione di una misura civile di privazione della libertà: le procedure di esecuzione pene e misure sono condotte a stretto contatto con le autorità regionali di protezione (ARP)? In caso di risposta negativa, perché non esiste un coordinamento in tal senso e non viene quindi applicata la citata sentenza?

5. Nella sentenza 6B_597/2012 il Tribunale federale ha precisato che ai condannati – perfino a posteriori – può essere applicata una misura se risulta la loro pericolosità sociale. Al momento della concessione di agevolazioni al regime detentivo, l’autorità competente procede a quali esami, valutazioni e verifiche sul detenuto? Non ritiene il Consiglio di Stato sia il caso di aumentare i controlli psichiatrici, soprattutto nei confronti di detenuti condannati per reati contro la persona, violenti o sessuali?

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