POLITICA E POTERE
Quadranti interroga sui bus per Malpensa. Il Governo: "Ma lei rappresenta una parte in causa"
Il deputato PLR ipotizzava un'eccessiva concorrenza da parte delle due compagnie italiane che svolgono il servizio insieme alla ticinese Giosy Tours, società che rappresentava come avvocato

BELLINZONA – Nel novembre dell’anno scorso il deputato del PLR Matteo Quadranti ha interrogato il Consiglio di Stato chiedendo se nell’ambito dei collegamenti via pullman tra Lugano e l’aeroporto di Malpensa era “tutto in regola”. 

Quadranti sollevava, in particolare, il problema della  concorrenza tra la Josy Tours di Cadenazzo, unica compagnia ticinese rimasta operativa dopo la cosiddetta “guerra dei bus per Malpensa”, e le due aziende italiane che hanno ottenuto la licenza per effettuare il servizio.

“È stata verificata la relazione tra domanda e offerta del servizio per sapere se la presenza di tre aziende avrebbe creato problemi e rischi di concorrenza quantomeno eccessiva? – chiedeva Quadranti al Governo -. Trattandosi di ditte straniere e nel contesto di accordi bilaterali, queste aziende straniere non sono tenute a dichiarazioni fiscali in Svizzera ma occupano, in questo specifico settore, una fetta importante del mercato sottraendo proventi ad una preesistente azienda ticinese soggetta alla nostra fiscalità. Come lo recepisce il Governo? Non ritiene vi debbano essere delle misure accompagnatorie per riportare la concorrenza entro limiti accettabili ponendo i concorrenti in una situazione di parità di condizioni sia di partenza sia di operatività?”.

Domande più che legittime, da parte di un deputato che ha a cuore le sorti del mercato del lavoro ticinese, sottoposto a sempre più forti pressioni a causa degli accordi bilaterali.

Ma il Consiglio di Stato, nella sua articolata risposta – che ha richiesto, come annota, 24 ore di lavoro da parte dei funzionari che l’hanno allestita - sottolinea un aspetto di opportunità, se non proprio di conflitto di interesse.

Si legge infatti nella risposta pubblicata oggi a firma del presidente del Governo Paolo Beltraminelli: 
“Non è sfuggito allo scrivente Consiglio di Stato che la società Giosy Tours SA, Cadenazzo, ha conferito allo Studio legale e notarile Grassi-Quadranti di Chiasso - e a lei in modo particolare - il mandato di tutelarla nell’ambito della vertenza relativa ai collegamenti bus tra il Ticino e l’aeroporto della Malpensa in special modo”.

Non possiamo pertanto, a questo punto, aggiunge il Governo nella risposta a Matteo Quadranti, non ribadire che “l’interrogazione è uno strumento di cui il deputato dispone per controllare e stimolare l’attività del Consiglio di Stato, che si aggiunge all’esame della gestione governativa, e non per avere informazioni su casi individuali e concreti che suscitano al massimo l’interesse personale o la curiosità di uno o più deputati”.

Quadranti chiedeva infatti, tra l’altro, a quali imposte dirette e indirette fosse soggetta una delle due compagnie di bus italiane. Ma il Governo ha osservato che queste informazioni sono soggette a segreto fiscale.

Detto questo, il Consiglio di Stato, dopo aver coinvolto numerosi servizi dell’Amministrazione cantonale, ha chiesto una presa di posizione anche all’Ufficio federale dei trasporti (UFT), che ha risposto così:
"L’UFT non ha rilasciato alcuna autorizzazione federale alle imprese di trasporto italiane menzionate nell’interrogazione. La Svizzera ha comunicato il proprio consenso all’Italia. Le imprese di trasporto italiane presentano le loro domande di autorizzazione in Italia e l'autorità competente consulta quella svizzera nell’ambito della relativa procedura”.

Così prevede infatti l’accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia, il cosiddetto accordo bilaterale sui trasporti terrestri. “Nel caso delle imprese svizzere – ha precisato l’Ufficio federale - si procede analogamente: l’impresa presenta domanda in Svizzera dopodiché l’autorità competente trasmette la documentazione a quella italiana richiedendone il parere. L’autorizzazione è sempre rilasciata d’intesa tra le autorità competenti dei due Paesi”. 

E ancora: sempre sulla base del citato accordo, “l’autorizzazione è rilasciata a meno che sia dimostrato che il servizio di trasporto comprometterebbe direttamente l’esistenza dei servizi regolari già autorizzati (in particolare le linee di trasporto pubblico, precisa il Governo), salvo nel caso in cui i servizi regolari in questione siano offerti da un solo trasportatore o gruppo di trasportatori”.

E nel caso specifico, la Giosy Tour, rappresentata dall’avvocato Matteo Quadranti, era rimasta l’unica compagnia a garantire il collegamento tra Lugano e Malpensa.

red

 

 

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