L'imprenditore e presidente del PLR dopo il fallimento della Royal Tag: "Qui quando ti va male un'impresa ti mettono subito il marchio di fallito, ma l'attività politica non deve c'entrare"

LUGANO – “In Ticino quando ti va male un affare o un’impresa ti mettono subito il marchio di fallito. Viviamo in un Cantone fatto così, di pettegoli e invidiosi”.
Rocco Cattaneo giudica, da imprenditore e da presidente del PLR, il caso di Valentino Benicchio, direttore generale e azionista di minoranza della Royal Tag, società che ha dovuto dichiarare fallimento (leggi l’articolo allegato).
Un fallimento che potrebbe riflettersi negativamente sul ruolo politico di Benicchio, presidente distrettuale del PLR e candidato alla presidenza della sezione di Lugano.
“Per me – dice Cattaneo -, ma è un mio giudizio personale, in quanto non voglio interferire in decisioni che spettano alla sezione di Lugano, il fallimento della Royal Tag non cambia nulla dal profilo politico per Benicchio. A meno che, mi pare evidente, non dovessero esserci implicazioni penali in quel fallimento, cosa che non mi risulta”.
E aggiunge: “Non bisogna mischiare l’impegno politico con l’imprenditoria o la professione, altrimenti finiremo col giudicare la bontà o meno di un candidato anche sulla base dei suoi rapporti famigliari. Un’impresa può andare bene o male, dipende da molti fattori, l’importante è che ci siano etica e onestà di fondo. Benicchio ha avuto il coraggio di rischiare e di buttarsi in un’avventura economica che non ha avuto successo, e mi auguro che si possa rifare con una nuova attività. Se nessuno rischiasse non ci sarebbe economia”.
Comunque, conclude il presidente del PLR, adesso sta a lui decidere se la sente di restare in corsa per la presidenza di Lugano: “Devi avere un certo slancio quando affronti una sfida del genere. Benicchio deve valutare se ritiene di avere le energie e il tempo per farlo”.
Intanto, l’interessato si è preso qualche giorno per riflettere se rimanere in corsa o ritirare la propria disponibilità.
emmebi