Ore frenetiche a Roma dove il Senato sta decidendo se dare o meno la fiducia al Governo di Enrico Letta. Il partito del Cavaliere verso la spaccatura: lui ancora indeciso sul da farsi

ROMA - Sono ore frenetiche e ad alta tensione a Roma dove al Senato si sta giocando la partita sul futuro del Governo. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato questa mattina a Palazzo Madama chiedendo la fiducia ai senatori per il proseguimento dell'esperienza dell'Esecutivo di larghe intese, iniziato cinque mesi fa con l'intesa tra PD e PDL.
Letta ha iniziato il suo discorso citando citando Luigi Einaudi: "L'Italia corre un rischio irrimediabile e fatale sventarlo dipende da noi e dalle scelte che assumeremo in aula, dipende da un sì o da un no".
"Concentriamoci solo su quello che dobbiamo fare, su quelle riforme che il Paese si sta stancando di chiederci". Il premier Enrico Letta ha chiesto "coraggio e fiducia". "Mi appello al Parlamento tutto, dateci fiducia per realizzare questi obiettivi. Una fiducia che non è contro qualcuno, ma per l'Italia, per gli italiani e per le italiane".
Ma la partita si gioca più fuori che dentro l'aula con la dilaniante spaccatura all'interno del PDL. Da una parte Silvio Berlusconi e i falchi del partito decisi fino a stamattina a far cadere il Governo. Dall'altra le colombe guidate dal segretario del partito Angelino Alfano, e dagli altri ministri, determinati a sostenere il Governo contro il Cavaliere e grazie all'appoggio di una ventina di senatori del loro gruppo.
Ancora non è chiaro come finirà la partita. Dopo il discorso di Letta, Berlusconi ha riunito il gruppo per tentare l'ultima mediazione per evitare la scissione. Ma i dissidenti del suo partito sembrano comunque determinati a consumare lo strappo per dare vita a un nuovo gruppo autonomo.