Il Municipio risponde a un'interrogazione: Croci è uscito dal gruppo che si occupa della pianificazione della zona in quanto ha avuto rapporti di lavoro con alcuni proprietari

MENDRISIO - Il Municipio di Mendrisio ha ammesso l’esistenza di un potenziale conflitto di interessi per il sindaco Carlo Croci nell’ambito della definizione dell’assetto pianificatorio di Valera. Lo scrive oggi il Corriere del Ticino. L'area che nei decenni passati è stata utilizzata per depositi di idrocarburi, inizia dallo svincolo autostradale e costeggia la superstrada e la linea ferroviaria in costruzione nei quartieri di Rancate e Ligornetto.
Il problema. scrive il giornale, è creato dal ruolo professionale di Croci nell’Interfida, società con la quale ha o aveva più di un legame almeno uno dei principali proprietari di fondi inseriti nel comprensorio di circa 18 ettari di superficie. "Una relazione che, fa sapere il Municipio nella risposta divulgata ieri ad un’interrogazione presentata nella scorsa legislatura dai consiglieri comunali socialisti Rossano Bervini, Rezio Sisini e Mario Ferrari, ha indotto il capo dell’Esecutivo ad abbandonare il gruppo di lavoro che si sta occupando della pianificazione di Valera".
Una decisione presa, si legge nel documento firmato dal vicesindaco di Mendrisio Samuel Maffi, poiché Croci "non riteneva opportuna la sua presenza. Infatti, egli in passato ha avuto rapporti di lavoro con dei proprietari della zona".
Viene allora da chiedersi perché, aggiunge il Corriere, sapendo della potenziale collisione di interessi, il sindaco di Mendrisio sia entrato nel gruppo, vi sia rimasto per diverso tempo e ne sia uscito strada facendo. Di sicuro, in futuro Croci non parteciperà più all’elaborazione dell’impostazione pianificatoria di Valera. Area sulla quale vige un blocco edilizio imposto dalla zona di pianificazione in vigore sino al 6 agosto 2014. Entro quella data andrà trovata una soluzione che concilii interessi di segno opposto, da una parte quelli di protezione del fiume Laveggio e di uno dei pochi polmoni verdi rimasti nel distretto, dall’altra quelli imprenditoriali volti all’avvio di nuove attività.
"Sono infatti diverse - scrive ancora il giornale - le persone fisiche e le società titolari di porzioni del vasto comparto, le cui potenzialità insediative fanno gola. Resta la via dell’espropriazione per preservare gli aspetti naturalistici dell’area, ma le cifre pretese da alcuni privati sono astronomiche".
"In totale – scrive il Municipio nella risposta datata 2 ottobre – le richieste di indennità di espropriazione materiale ammontano a 42.329.500 franchi, oltre interessi al 5% dal 9 luglio 2002". A presentarle, aggiunge l’Esecutivo, il 28 giugno 2012 è stato l’avvocato Luca Pagani a nome dell’immobiliare Tercon SA, di Leonello Fontana e della Benoil SA. Da notare come l’ufficio di revisione della Benoil e dell’immobiliare Tercon sia la Interfida Revisioni e Consulenze SA.