POLITICA E POTERE
La clamorosa proposta di De Dea: "Pubblichiamo i nomi di chi ha firmato contro il Palacinema"
L'ex municipale di Locarno: "Nessun sospetto verso i promotori del referendum. Solo un atto di trasparenza. Vorrei esser certa le 1'400 firme corrispondano ad altrettanti cittadini consapevoli"

LOCARNO – “Non è mia intenzione mettere delle persone all’indice. Ci mancherebbe… E nemmeno penso alle famigerate liste di proscrizione. La mia richiesta nasce da una pura e semplice esigenza di trasparenza”. Così, a pochi giorni dalla consegna delle firme contro il Palacinema, Renza De Dea, membro del Comitato di sostegno al discusso progetto, ha preso carta e penna (si fa per dire, nell’era del computer) e ha scritto al Municipio di Locarno. Chiede di rendere pubblici (all’albo comunale e sul sito web del Comune) nomi e cognomi degli oltre 1'400 locarnesi che hanno firmato il referendum. Referendum promosso, tra gli altri, dal municipale leghista Silvano Bergonzoli.

Sospetti o mancanza di fiducia nei confronti dei promotori del referendum?
“Assolutamente no – dice l’ex municipale -. Non ho dubbi sulla loro onestà, ma vorrei che, come me, nessuno ne avesse, e che fosse chiaro che le oltre 1’400 firme corrispondano ad altrettanti cittadini iscritti in catalogo che le hanno apposte di proprio pugno e in modo consapevole. Perché, in teoria, tra quelle firme potrebbe anche esserci la mia: chiunque avrebbe potuto prendere una scheda e scrivere il nome di amici o vicini di casa. Magari anche per scherzo”.

Già, ma questo può capitare in occasione di qualsiasi referendum o iniziativa popolare…
“Certo – spiega De Dea -, ma adesso io mi sto occupando del referendum contro il Palacinema. Poi si potrà pensare a un’eventuale modifica della legge sui diritti popolari. A me pare corretto che vi sia un maggior controllo sulle firme. Non per sfiducia nei promotori ma perché un referendum o un’iniziativa possono condizionare fortemente le scelte politiche”.

E aggiunge: “Dirò di più: a mio avviso le schede dovrebbero stare nelle cancellerie, anche in caso di referendum cantonali, in modo che chi decide di firmare può farlo dopo aver esibito il proprio documento d’identità.  Magari troverò un deputato che farà una proposta in questo senso…”.

De Dea non vede problemi di violazione della privacy nella pubblicazione delle liste dei firmatari.
“Firmare un referendum è un atto pubblico, politico. E se lo fai sai benissimo che chi firma dopo di te vedrà il tuo nome, e che la lista finirà nelle mani dei funzionari chiamati al conteggio e al controllo ufficiale. Quindi… Ci vuole più trasparenza nelle cose, un po’ come si è fatto con i mandati: vanno resi pubblici, con le dovute cautele, ma la lista di chi li riceve deve essere accessibile ai cittadini”.

emmebi 

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