“La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo subappalto ad una Sagl italiana sdoganato presentando al Municipio argomentazioni che costituiscono una vera e propria presa per i fondelli"

LUGANO - “Attilio Bignasca è andato dal Procuratore generale John Noseda a raccontare alcune cosucce su quel che sta accadendo sul cantiere della cattedrale del deserto della kultura senza pubblico”. Così scrive oggi il Mattino, dedicando una paginata alla segnalazione di anomalia legate ai subappalti sul cantiere del LAC. Segnalazione presentata dal coordinatore della Lega Attilio Bignasca.
Del resto, se ci sono interrogazioni sui subappalti del LAC che giacciono imboscate da mesi e anni, con tanto di intervento degli Enti locali vuol dire che chi dovrebbe rispondere si trova in imbarazzo, scrive il Mattino.
E aggiunge: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo subappalto ad una Sagl italiana sdoganato presentando al Municipio argomentazioni che costituiscono una vera e propria presa per i fondelli. Subappalto effettuato con la connivenza dei vertici del Dicastero edilizia pubblica”.
Infatti, il ricorso all’ennesima ditta italiana da parte della COMSA (l’impresa spagnola che costruisce il LAC, ndr) veniva “venduto” dal Dicastero al Municipio con la seguente spiegazione: “La mancanza, da parte delle ditte ticinesi attive in questo settore (quello della posa di pavimenti in pietra, ndr) della capacità produttiva sufficiente alla situazione contingente e i prezzi non in linea con il mercato”.
La proposta, scrive il Mattino, è stata presentata al Municipio di Lugano nella seduta del 24 ottobre. Ciò vuol dire che il rapporto è stato steso al più tardi nella giornata del 23, ma più probabilmente il 22 ottobre. Lo scritto della COMSA con richiesta di sostituzione del subappaltatore è del 17 ottobre, giovedì. Tra il 17 ottobre (giovedì) e il 22 ottobre (martedì) c’è di mezzo anche il fine settimana. Ebbene i vertici del Dicastero edilizia pubblica pensano di far credere, nel loro rapporto al municipio, di aver svolto in meno di tre giorni lavorativi tutte le verifiche che dicono di aver fatto (mancanza di ditte ticinesi in grado di fornire quanto desiderato, prezzi fuori mercato, conformità a tutti i requisiti dell’ennesimo nuovo subappaltatore)? Una vera presa in giro, tanto più che, a quanto risulta, le citate “ditte ticinesi attive nel settore” non sono nemmeno state contattate!”