Sullo sfondo del "gemellaggio croato" con Locarno organizzato dal titolare dell'Albatros emerge la figura di una signora bolognese, Nara Capitani, che vorrebbe gestire il bar della Sopracenerina tramite una società domiciliata nello studio del sindaco

LOCARNO – Durante la visita ufficiale alle autorità della regione Posavska, nella Bosnia Erzegovina, avvenuta nel gennaio del 2011, la sindaca di Locarno Carla Speziali era accompagnata da due persone. Dal titolare dell’impresa di pulizie Albatros, Tomo Brzovic, nativo della cittadina di Odzak, dove si svolse quella sorta di gemellaggio economico e culturale, e da una misteriosa signora bionda, che, come ha scoperto liberatv, risponde al nome di Nara Capitani.
La signora Capitani appare non solo nelle foto scattate in occasione della cerimonia (la si vede alla sinistra di Carla Speziali), ma viene anche citata da un portale online locale, dove viene indicata come esponente della delegazione locarnese. In effetti, l’interessata, contattata da liberatv, conferma di aver partecipato al viaggio a Odzak.
Potrebbe apparire singolare che una persona senza alcuna carica politica – la signora è arrivata qualche anno fa da Bologna e si è stabilita a Muralto – prenda parte alla delegazione ufficiale di un comune.
Ma va ricordato che, come ha precisato Tomo Brzovic in una lunga intervista al Corriere del Ticino, quella trasferta era nata in seguito al desiderio espresso da Carla Speziali di “recarsi a Medjugorje”. Così, ha spiegato Brzovic, “organizzai il viaggio, approfittandone anche per farle conoscere il mio paese, ovvero Odzak, dove fummo ricevuti dalle autorità locali”.
Le quali autorità qualche mese prima erano state ricevute dalla sindaca a Locarno.
Va ricordato che sulla visita alle autorità della Posavska, di cui liberatv ha parlato il 16 ottobre, è pendente un’interrogazione al Municipio. Finora l’attenzione dei politici e dell’opinione pubblica si è concentrata su quello che si potrebbe definire “ambasciatore del gemellaggio”, vale a dire il titolare dell’Albtatros, l’impresa al centro della bufera sui mandati, che tra il 2011 e il 2012 ha ricevuto in pagamento dal Comune di Locarno oltre 314'000 franchi senza che vi fossero chiare delibere da parte del Municipio.
Ma ci sono altri dettagli legati alla figura di Nara Capitani che pongono qualche interrogativo. Il 22 ottobre scorso (un mesetto prima che liberatv raccontasse del viaggio a Odzak), la signora Capitani – che a quanto ci risulta proviene da una benestante famiglia di imprenditori emiliani - ha costituito una società, una Sagl che ha il domicilio presso lo studio legale di Carla Speziali.
La società, che si chiama Piazza Grande, ha lo scopo di gestire esercizi pubblici “nel Locarnese e in tutto il Ticino, in particolare in Piazza Grande”, come si legge sul registro di commercio.
Qualche giorno dopo, la Piazza Grande Sagl ha partecipato al concorso per l’assegnazione della gerenza del bar Verbano, il locale che si trova nel palazzo della Società elettrica sopracenerina, che ne detiene la proprietà tramite la Società locarnese di partecipazioni e immobiliare.
Anche questo fatto viene confermato a liberatv da Nara Capitani. Alla domanda se negli ultimi giorni la Piazza Grande Sagl ha ritirato la sua candidatura, la signora dice “Non so, sto aspettando che mi chiamino. Altro non vuole aggiungere, ma precisa di essere disponibile a spiegare tutto al suo ritorno in Ticino, tra una settimana.
Veniamo infine agli interrogativi: il primo è legato all’esperienza della signora Nara Capitani nella gestione di esercizi pubblici, domanda alla quale l’interessata non risponde. Il secondo è legato al domicilio giuridico della Piazza Grande Sagl, presso lo studio della sindaca, che è pure vicepresidente della Società elettrica, alla quale appartiene di fatto il bar Verbano, uno degli esercizi pubblici più ambiti di piazza Grande.
Nel senso che ci si potrebbe domandare se non c’è un potenziale conflitto di interessi da parte della sindaca nella sua veste di amica della signora Capitani, di costitutrice della sua società e di vicepresidente della Sopracenerina.
Come ci si potrebbe chiedere se, di principio, la priorità nell’assegnazione di un esercizio pubblico che fa capo a una società oggi completamente pubblica (la Sopracenerina) non dovrebbe andare ad esercenti locarnesi e non italiani.
Interrogativi che si aggiungono a quello legato alla partecipazione della signora Capitani al viaggio ad Odzak. Ma in quel caso, come si è saputo da Brzovic, l’obiettivo del viaggio era il santuario della Madonna di Medjugorje.
emmebi