POLITICA E POTERE
Quadri: "Ho scoperto che il Parlamento è un votificio..."
Il Consigliere Nazionale replica su Facebook alla ricerca della piattaforma internet Politnetz che lo ha segnalato come il più assenteista tra i parlamentari ticinesi

di Lorenzo Quadri

Si fanno sempre nuove scoperte. Oggi ho scoperto che il parlamento federale altro non è che un votificio. I deputati vengono eletti solo per schiacciare un bottone colorato (si/no/astenuto). Tutto il resto non conta niente. Non contano le sedute di commissione (dove si fa il vero lavoro), non contano gli interventi e gli atti parlamentari, non contano gli incontri con funzionari, consiglieri federali, capigruppo, ambasciatori, rappresentanti di categoria e chi più ne ha più ne metta per far passare certi messaggi e fare lobbing pro-Ticino. Non contano gli incontri con i cittadini che "chiedono udienza".

Non conta nemmeno la presenza in aula.  Conta solo schiacciare un bottone colorato.

Tuttavia, se così fosse, allora tanto varrebbe chiudere il parlamento, distribuire dei telecomandi e lasciare tutti a casa. Si risparmierebbe e parecchio. (A parte il fatto che non tutte le votazioni sono uguali, ci sono oggetti importanti e altri molto meno). Considerare solo il numero delle votazioni è riduttivo ed umiliante del lavoro di deputato.
L'attività di deputato è fatta in primo luogo dell'attività nelle commissioni, dove non ho mai mancato nemmeno una seduta. Poi di interventi, atti parlamentari, incontri, approfondimento dei dossier, eccetera. Fare finta che tutto questo non esista, e che esista solo il bottoncino colorato, è squallido e scorretto.


Senza contare che ci sono deputati che passano tutta la giornata fuori dall'aula e rientrano solo al momento di votare, richiamati dall'apposito "cicalino" che chiama a raccolta per la votazione imminente. Votano senza nemmeno sapere su cosa, perché erano fuori dall'aula fino a qualche secondo prima: copiano dal loro gruppo parlamentare. E, finita la votazione, spariscono di nuovo. Ma chi se ne frega: tanto l'importante è schiacciare il bottone, così Politnetz può registrare l'avvenuto voto, e tutti sono felici e contenti. Cominciamo a contare le ore effettivamente trascorse in aula da ciascuno, allora sì che se ne scoprirebbero delle belle.


Mi fa poi molto piacere che i vari organi di stampa che hanno riportato in modo assolutamente acritico le statistiche di politnetz, naturalmente corredate di titoli ad effetto (?) non abbiano neppure ritenuto di dovermi interpellare al proposito. Ovviamente le famose "regole del giornalismo" con cui certuni amano riempirsi la bocca si applicano, anche queste, a geometria variabile. D'altronde non bisogna prendersela, è nella natura delle cose; un sindaco di lungo corso (non quello di Lugano...) me l'aveva detto già anni fa: "tu sei giovane, ma te ne accorgerai: in politica l'unica medaglia che si vince è quella di sputo".

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