POLITICA E POTERE
Saverio Lurati prende a schiaffi PLR, PPD e Lega: "Triciclo senza pilota: roba da cabaret"
Il presidente del PS critica duramente l'alleanza di centrodestra: " Ma si rendono che con il loro atteggiamento altro non fanno che scimmiottare il modo di far politica dei nostri vicini?"

BELLINZONA - Saverio Lurati contro il Triciclo. Il presidente del partito socialista, nel corso del comitato cantonale del suo partito, ha messo nel mirino l'alleanza di centro destra. In un discorso a metà fra la dura critica e lo sfottò, Lurati ha definito l'asse tra PLR, Lega e PPD come una macchina (o un Triciclo….) senza pilota. Un'alleanza degna del cabaret della Svizzera italiana.

Ma il presidente del PS, nel corso del suo intervento, ha anche svolto un'analisi sulla realtà sociale ed economica del nostro Cantone: con salari così bassi l'intervento dello Stato sul reddito dei cittadini diventa indispensabile. Infine, un appello per la raccolta delle firme in favore dei referendum lanciati dalla sinistra: quello contro l'amnistia e quello contro il taglio dei sussidi di cassa malati.

Di seguito riportiamo ampi stralci dell'intervento di Lurati, riassunto in capitoli.

"I gustosi siparietti del centrodestra"

"Di tutto e di più, è quello che ci offre il panorama politico cantonale alla vigilia delle festività natalizie. In assenza di una discussione seria sui contenuti del preventivo 2014, che occorre ribadirlo, il nostro partito boccerà e in questo senso abbiamo in tempo utile presentato un rapporto (finora l’unico, peraltro passato un po’ troppo in sordina nei media cantonali) sottoscritto anche dai Verdi, la politica cantonale ci sta offrendo siparietti gustosi sul come potrà funzionare l’intesa di centro destra pilotata da non si sa chi".

"Un Triciclo senza pilota degno del cabaret"

Un’intesa che, priva di macchinista, si sta cimentando in uno slalom degno dei campioni dello sci, tra chi vuole i tagli agli stipendi degli statali e chi non li vuole, tra chi vuole l’avallo popolare sul freno all’indebitamento e chi invece lo teme, tra chi è disposto a penalizzare gli anziani e i malati bisognosi di cure a domicilio e chi, dimostrando un minimo di buon senso, non se la sente di infierire anche su queste categorie. In poche parole, un tira e molla tra i tre partiti del triciclo che se esistesse ancora il cabaret della Svizzera italiana potrebbe essere ripreso pari, pari in un copione che non avrebbe nemmeno bisogno di essere riscritto. Ma si rendono conto questi partiti che con il loro atteggiamento altro non fanno che scimmiottare il modo di far politica dei nostri vicini?

"Inevitabile il sostegno statale al reddito"

Finché i livelli salariali del nostre cantone non faranno un balzo in avanti l’intervento statale a sostegno del reddito, per quanto dal profilo economico aberrante, sarà inevitabile. Noi, la speranza però non la perdiamo facilmente e quindi confidiamo nel popolo svizzero che a metà del prossimo anno sarà chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa che introduce una soglia salariale minima fissata a 4000 franchi mensili.

"Raccogliete le firme contro un centrodestra cocciutamente ostile"

"Ma in questo ultimo scorcio dell’anno, il nostro partito, seppure sempre con un occhio al futuro è impegnato su un fronte che deve renderci particolarmente orgogliosi oltre che concentrati. La nostra volontà di sottoporre due decisioni, dal nostro punto di vista scellerate, al giudizio popolare è infatti condizionata dalla riuscita della raccolta firme. Senza raggiungere il numero necessario questo giudizio referendario, per noi imperativo, non sarebbe possibile ciò che costituirebbe un ulteriore fallimento della democrazia partecipativa. È quindi imperativo per tutti i membri del partito e i simpatizzanti moltiplicare gli sforzi onde assicurare alla cittadinanza la possibilità di esprimersi. E lo è tanto più che le decisioni sottoposte a referendum sono scaturite da forzature uscite da quella che appare un’intesa di centro destra incapace di sortire una sola proposta innovativa, ma cocciutamente ostile a quanto in modo quasi ossessivo noi andiamo ripetendo da anni. E cioè che un’economia che offre almeno un terzo in più di posti di lavoro di quanto sia forza lavorativa presente sul territorio, dovrebbe far esplodere in positivo i conti dello Stato. Se ciò non avviene, il difetto sta nel manico e non per colpa dei lavoratori frontalieri, ma per la refrattarietà delle associazioni imprenditoriali a stabilire regole remunerative degne di questo nome e capaci di far progredire in maniera importante anche il nostro PIL".

 

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