POLITICA E POTERE
Jermini: "Voterò sì all'iniziativa Stop all'immigrazione di massa"
Intervista al socialista luganese che, come Rudolf Strahm a livello nazionale, annuncia il suo sostegno alla proposta dell'UDC in votazione il 9 febbraio: "Il PS non ha soddisfatto le promesse: è tempo di passare dalle minacce ai fatti"

BELLINZONA - "Voterò sì all'iniziativa "Stop all'immigrazione di massa" perché il PS non ha soddisfatto le promesse fatte durante numerosi momenti elettorali. Il partito aveva tutti gli strumenti, con due Consiglieri Federali, per mettere pressione sul Governo e intraprendere una via diversa in materia di libera circolazione, adottando quelle misure fiancheggiatrici sempre annunciate e mai messe in atto".

Parole e musica di Marco Jermini. Anche in Ticino, come a livello nazionale ha fatto Rudolf Strahm, un socialista "di peso" si schiera a favore dell'iniziativa dell'UDC in votazione il prossimo 9 febbraio. Si allarga dunque nell'area progressista, che già conta sul convinto sostegno da parte dei Verdi, la pattuglia di figure politiche di spicco che sosterranno la proposta democentrista. 

Marco Jermini, come mai si schiera sulla linea tracciata da Strahm?
"Io condivido la posizione di Strahm perché sono abbastanza intelligente per capire qual è l'obbiettivo da perseguire con questa scelta. Non si tratta evidentemente di sostenere i principi discriminatori e inaccettabili che sono alla base dell'iniziativa, bensì di mandare un segnale interno al partito e al Consiglio Federale".

Quale segnale?
"Da  paio di lustri siamo abituati a sentire esternazioni di dirigenti del PS secondo i quali è necessario che vengano adottate misure fiancheggiatrici che riducano gli effetti negativi della libera circolazione. Il PS ha più volte minacciato di non votare più a favore dei bilaterali se queste misure non fossero state finalmente introdotte. Io dico che adesso è il momento di prendere il toro per le corna. La minaccia deve concretizzarsi. E questo soprattutto per mettere la destra di fronte a un rischio inaccettabile per loro: ossia vedersi precluso l'accesso a forza lavoro a basso costo". 

Se il popolo dovesse approvare l'iniziativa, cadrebbe di conseguenza l'accordo di libera circolazione. Un accordo a suo avviso da rinegoziare?
"Bisogna vedere la problematica dell'Europa sotto due punti di sta. Se la vediamo da un punto di vista filosofico: avere un unione di Stati che si preoccupa del bene comune è indubbiamente un obbiettivo da perseguire. Ma l'Europa ha dimostrato negli ultimi tempi che il concetto del bene comune non è al centro del progetto. Il sistema Europa garantisce oggi purtroppo solo il bene della finanza e delle banche. In quest'ottica deve essere rivisto complessivamente l'approccio europeo per creare un Unione anche da un punto di vista sociale. Mi auguro una rinegoziazione in questo senso proprio per smantellare quei meccanismi che mirano alla difesa solo di determinate categorie".

Tra l'altro in diversi importanti Stati membri dell'UE, come ad esempio Germania e Inghilterra, è in corso un dibattito sugli effetti negativi della libera circolaziona.
"Certo e forse proprio per questo è il momento giusto per rinegoziare. Io sono favorevole alla libera circolazione delle persone ma desidero che questo principio sia organizzato con regole diverse da quelle attuali che permettano che le persone, e non solo la finanza, l'economia e le banche, siano tutelate. Bisogna negoziare inoltre un nuovo accordo che prevede delle clausole speciali, che possano scattare nei momenti più delicati per il mercato del lavoro. E inoltre penso che nessuno può essere d'accordo con una libera circolazione che consenta di muoversi all'interno dell'Unione per approfittarsi del sistema sociale tedesco, inglese o svizzero, per dire. Se uno desidera spostarsi da un Paese all'altro deve farlo per delle ragioni diverse" 

Secondo lei quanto è diffusa la sua posizione nell'elettorato di sinistra?
"È un sentimento largamento diffuso nella gente di sinistra, fatti salvi gli intellettuali che vedono la problematica da un punto diverso. Non dico sbagliato. Dico solo che oltre al loro c'è anche il ostro punto di vista. Ma vorrei aggiungere un'ultima cosa".  

Prego.
"Un altro punto centrale è la questione dell'allargamento dell'Unione. Quando si parla di allargamenti bisogna fare molta attenzione sulle ragioni perché si intende allargare il territorio. Da Napoleone ai romani è stato dimostrato che quando si estende un impero per ragioni commerciali poi va sempre a finir male. Se ipotizziamo un Europa con l'Ucraina o la Biolurassia solo per importare uova o vendere nuovi treni, siamo completamente sulla strada sbagliata"

AELLE

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