Intervista al presidente del PS: "Il sostegno di Strahm e Jermini alla proposta democentrista è la risposta sbagliata a una preoccupazione condivisa. Savoia è già in campagna elettorale. E sull'abolizione delle notifiche online voteremo contro il Governo"

di Dario Lanfranconi
BELLINZONA – “La risposta sbagliata a una preoccupazione esistente e condivisa”. Con queste parole Saverio Lurati, presidente del Partito Socialista, giudica le prese di posizione fuori dal coro e a favore dell’iniziativa UDC “Stop all’immigrazione di massa!” di Marco Jermini, esponente luganese del PS, di Rudolph Strahm, esponente nazionale PS e di Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi ticinesi (leggi articolo correlato).
Anche il quotidiano romando Le Temps dedica oggi un articolo alla presa di posizione di Savoia e più in generale al sentimento euroscettico sempre più presente anche nella sinistra svizzera. Il pezzo, intitolato “La sinistra svizzera si risveglia più euroscettica che idealista”, rileva il forte malessere che si respira in Ticino a causa degli effetti, talvolta nefasti, della libera circolazione e mette in risalto la posizione dei Verdi nostrani, in controcorrente con il partito nazionale, definendo Savoia un Verde neorealista.
A Jean-Claude Rennwald, ex consigliere federale e storico esponente socialista giurassiano, e Brice Touilloux, presidente dei Giovani socialisti ginevrini, è affidato invece il commento dello scetticismo verso Bruxelles a sinistra.
La spaccatura che fa più rumore è di certo quella di Rennwald, da sempre euroconvintissimo, che con una mozione chiede di rivedere l’obiettivo del PS di adesione all’UE, subordinandolo all’abbandono delle politiche europee di austerità e alla soppressione delle legislazioni antisociali e antisindacali attualmente promosse dall’UE. Tradotto: nel mese del poi e nell’anno del mai!
Touilloux si spinge oltre arrivando a definirsi “altereuropeista”, termine da lui coniato e derivato da altermondialista e terzomondista: sì all’ideale di un’ Europa dei popoli, “ma di questa Europa neoliberale che mette contro greci e tedeschi non ne vogliamo sapere niente!”.
Da qui l’ipotesi che il prossimo 9 febbraio molti elettori di sinistra, anche nostrani, andranno a votare contro i dettami del partito e a favore dell’iniziativa UDC.
Lurati come giudica la presa di posizione di Jermini, già criticata questa mattina da Raoul Ghisletta?
“Innanzitutto non credo che il PS sia un monolite, mi pare dunque correttissimo che ciascuno possa esprimere la propria opinione. Questa la prima considerazione, dopodiché direi che quella di Jermini e di Strahm è la risposta sbagliata a una preoccupazione esistente e condivisa. Non è accettando un’iniziativa xenofoba e razzista che si risolvono i problemi di disoccupazione e di dumping salariale nel nostro Cantone! Ci sono altri strumenti e altri momenti per arrivare a una soluzione.”
Quali?
“Prima di tutto l’approvazione dell’iniziativa sul salario minimo, che permetterebbe di mettere sullo stesso piano anche i settori che non godono di contratti collettivi di lavoro. In seconda battuta bisogna aumentare appunto i contratti collettivi e facilitare la loro obbligatorietà. Da ultimo migliorare i controlli sanzionando duramente i datori di lavoro che fanno della speculazione il loro mestiere.”
Non crede che nelle regioni di frontiera l’elettorato socialista ascolterà di più la pancia e andrà a votare a favore dell’iniziativa?
“Premesso che io non ho la sfera di cristallo, credo comunque che ci siano dei capisaldi irrinunciabili del partito, rispetto a delle posizioni che negano la libertà degli individui, che devono essere rispettate. Dopodiché è possibilissimo che ci siano delle persone che la pensano diversamente e che voteranno a favore, ma questo non risolverà il problema.”
Allargamento alla Croazia: il PS svizzero e Giovani socialisti svizzeri si sono detti contrari qualora non vengano al più presto introdotte le misure d’accompagnamento alla libera circolazione. È anche lei di questo parere?
“Certo, all’assemblea nazionale del PS ho preso una posizione che va addirittura al di là di quella di Levrat e dei giovani socialisti, chiedendo di introdurre un principio che dia la priorità ai domiciliati a parità di qualifiche. È chiaro che se le misure d’accompagnamento, così come sono rivendicate dal nostro partito, non verranno accettate, l’allargamento alla Croazia non ci sarà, e quello sarà il momento di rinegoziare gli accordi bilaterali con Bruxelles perché avremo molta più forza negoziale rispetto ad ora. Nel frattempo però in questo paese va fatto anche altro…”
Che cosa va fatto?
“Bisogna denunciare con forza quel padronato che è un padronato scellerato: è fresca la notizia di ieri che ha visto saltare il tavolo delle trattative tra sindacati e padronato per il miglioramento delle misure di accompagnamento. Quindi il padronato, che fa spesso capo anche all’UDC, è da questo punto di vista perlomeno ambiguo visto che sostiene posizioni politiche con iniziative di questo tipo, salvo poi agire all’esatto contrario nella realtà.”
Lurati, lei, insieme al PS ticinese, ha promosso una mozione cantonale per l’abolizione delle notifiche online dei padroncini, il governo ha risposto picche a causa dei costi. Al momento della votazione in Gran Consiglio manterrete la linea della mozione o seguirete il governo?
“Ci mancherebbe altro che andremo a votare contro la nostra mozione. Noi siamo convinti che questo sia uno degli aspetti della questione e che lo possiamo affrontare a livello cantonale. Se il governo non la pensa come noi non è un problema nostro…”
Un’ultima battuta sulla presa di posizione di Savoia e dei Verdi ticinesi?
“Semplice: Sergio Savoia ha già iniziato la campagna elettorale!”