Marina Carobbio (PS) contestualizza il malessere: “C’è dumping salariale e gli indigeni vengono esclusi dal mercato del lavoro"

ZURIGO – “La grande rabbia dei ticinesi contro Berna” Così titola oggi il Blick in un articolo dedicato al nostro Cantone e alle sue rivendicazioni verso la politica federale. E Marco Solari scrive un’editoriale.
Un servizio ad ampio spettro che va ad analizzare le ragioni del malcontento che si manifesta sempre più a sud delle alpi nei confronti di un parlamento e di un Governo che ignorano sistematicamente le richieste e i gridi d’allarme dei ticinesi.
Certo rimaniamo simpatici, divertenti e pieni di vita agli occhi dei cugini nordalpini, insomma sempre una buona meta turistica "Fuori dalla stagione turistica però, oppure quando le previsioni danno cattivo tempo, gli svizzeri se ne fregano dei 340'000 ticinesi" chiosa il quotidiano zurighese.
L’articolo prende in esame i fattori che alimentano tale rabbia e li elenca: si parte dal risanamento del tunnel del Gottardo, che rischia di isolare per anni il Ticino, per passare poi alla mancanza di un Consigliere federale ticinese da oltre 15 anni, senza dimenticare il mercato del lavoro (dumping salariale, sostituzione manodopera) e l’ultimo affronto del Governo federale che nel suo tour a sostegno del No all’iniziativa “Stop all’immigrazioe di massa!” dell’UDC, si è completamente dimenticato di fare tappa nella Svizzera italiana.
Un primo commento è affidato alla Consigliera nazionale socialista Marina Carobbio, che spiega: "La disoccupazione è più alta che in altre regioni del Paese. C’è dumping salariale e gli indigeni vengono esclusi dal mercato del lavoro. Gli scettici nei confronti della libera circolazione non sono contro gli stranieri, bensì contro l'attuale situazione economica."
Un Cantonte che, prevede il Blick abbastanza facilmente, voterà massicciamente a favore dell’iniziativa UDC, ma secondo Carobbio questo orientamento potrebbe cambiare se solo Berna mettesse mano ai problemi ticinesi.
“È finita la festa!” L’editoriale di Marco Solari
La parola passa poi al presidente di Ticino Turismo Marco Solari, che in un’editoriale provocatorio commenta il malessere strisciante nel Cantone: "Ieri il Ticino era ancora un Cantone per le vacanze, simpatico, divertente e pieno di vita. Oggi i ticinesi si ribellano. Cosa sta succedendo?"
Solari passa poi in rassegna l’elenco dei fattori citati nell’articolo precedente e per ogni tema lancia una domanda scomoda. Per la situazione sul mercato di lavoro, aggravata dalla crisi italiana, Solari si chiede: "Chi spiega al padre di famiglia licenziato che la via bilaterale è quella giusta?"
E ancora sulla libera circolazione: "Furti e violenze tutti i giorni, anche nelle valli più discoste! E la Polizia sembra sopraffatta. Forse i confini aperti sono un po' troppo aperti?"
Solari conclude poi il suo pensiero sul risanamento del tunnel del Gottardo e sull’assenza di Consiglieri federali ticinesi, affermando causticamente: "La Svizzera deve prendere maggiormente sul serio il Ticino”
Il sondaggio
Sul quotidiano zurighese è anche possibile rispondere a un sondaggio che chiede: "I ticinesi hanno ragione a sentirsi svantaggiati?" Al momento sembrerebbe che i lettori svizzero tedeschi appoggino a larga maggioranza le rivendicazioni ticinesi, è infatti la risposta "Sì, come minoranza dovrebbero essere presi maggiormente sul serio" che con un 65% sta vincendo a mani basse. La altre due risposte possibili: "No, ne ho abbastanza della loro lagna" (attualmente al 22%) e "I retoromanci stanno peggio" (13%).
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red