POLITICA E POTERE
Angelo Paparelli: "Con Attilio Bignasca è tutto chiarito. Ma il tavolo dei colonnelli..."
Il deputato leghista che aveva criticato l'organismo che governa il Movimento spegne le polemiche: "Ma quel gremio va allargato in base alle competenze: in molti la pensano come me"

LUGANO - Angelo Paparelli non vuol aggiungere polemiche a polemiche e getta acqua sul fuoco. Il deputato leghista, dopo aver reso pubblico su Facebook il suo disappunto per il ruolo del tavolo dei colonnelli all'interno del Movimento (leggi articolo correlato), chiude il caso ma non rinuncia a spiegare le sue ragioni, dando qualche consiglio su come a suo avviso dovrebbe essere governata la Lega.

Paparelli, caso definitivamente chiuso quindi?
"Per quanto mi riguarda sì. Ho avuto un chiarimento con il coordinatore Attilio Bignsca e sono soddisfatto. Alla riunione del gruppo parlamentare che ci sarà giovedì sera ne parleremo ancora e Attilio spiegherà ai deputati la situazione. Sono sicuro che dopo questa discussione andremo tutti insieme a mangiare la pizza tranquilli come sempre".

Cosa non le piace del tavolo dei colonnelli?
"Io facevo già parte della direttiva nel partito in cui ero prima, ma quello era un organismo che non entrava nel merito dei temi puntuali del dibattito parlamentare. Si occupava più che altro di strategia politica in sé. Qui sembra una cosa diversa….Il nome poi è catastrofico, assurdo: ma come i colonnelli? Non sono mica solo quelli della prima ora a farne parete…diciamo che mi è seccato moltoapprendere dalla stampa quello che la Lega decideva su temi specifici senza avere la possibilità di esprimermi. Io sono sempre stati disponibile ad ascoltare e a cambiare idea, se qualcuno mi porta dei buoni argomenti. Certo non posso farlo se le decisioni vengono prese dall'alto senza discussioni".

Come dovrebbe essere "governata" secondo lei la Lega?
"Secondo me deve essere rivisto il tavolo dei colonnelli non nelle persone ma nei contenuti: nessuno di noi esclusi ha intenzione di forzare la mano per farne parte. Ma se come in passato ci avessero convocati, anche solo come semplici uditori, non sarebbe successo niente. Il mio modesto suggerimento, da parte di uno che fa politica da 50 anni, è quello che il tavolo dei colonnelli venga allargato di volta in volta, invitando i deputati in base ai temi in discussione e alle loro competenze. Quando si parla di finanze, ecco che posso intervenire quelli della Commissione Gestione, già largamente rappresentati, quando si parla di Pianificazione o Legislazione, dovrebbero essere convocati quelli che lavorano in quelle Commissioni. Gente che approfondisce i problemi nelle discussioni parlamentari e dunque sa esattamente di cosa parla. Più in generale credo che la Lega non debba dotarsi di troppi organismi di governo o istituzionali, altrimenti diventiamo un partito come gli altri". 

Quanto pensa sia condivisa la sua posizione all'interno del gruppo parlamentare?
"All'interno del gruppo molti la pensano come me. Quelli che hanno il coraggio di dirlo lo hanno fatto. Altri, penso magari ai più giovani che hanno davanti tutta la carriera, magari lo pensano ma non lo dicono. E lo capisco. Poi c'è stata anche quella dichiarazione dell'Attilio sui parlamentari di seria A, B e C…".

Come è stata presa?
"Ha creato malumore, ovvio. Però penso che può rientrare facilmente se il nostro coordinatore ammette di aver sbagliato. D'altra parte non è infallibile e come tutti può sbagliare. È stata un'uscita infelice, basta dirlo, ed è finita lì. Come si faceva con il Nano quando si litigava pesantemente, ma dopo poco ci si riconciliava, senza rancore".

Un'ultima curiosità Paparelli: come mai il post su Facebook con le sue critiche ai colonnelli è sparito dopo poco tempo?
"Lo ha tolto Massimiliano Robbiani a cui era indirizzato. Per me poteva stare su anche 15 giorni. Guardi, io sono sempre stato al servizio di tutti ma agli ordini di nessuno. Non ho mai accettato di essere comandato sul lavoro, figuriamoci se lo accetto alla mia età per far politica di milizia...".

AELLE

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