POLITICA E POTERE
Il caso Ochsner tiene banco, dopo Lega e PS è il turno dell’UDC: “I municipi disdicano immediatamente i contratti!”
In un comunicato stampa il partito si dice indignato e propone il boicottaggio della ditta di Lamone

LUGANO – Non accenna a smorzarsi la polemica innescata dalle parole pronunciate da Gianni Ochsner, titolare dell’omonima ditta. Dopo la nota polemica del Partito Socialista di Lugano e la risposta piccata all’imprenditore del sindaco leghista Marco Borradori, tocca ora all’UDC alzare la voce. 

L’imprenditore, è utile ricordarlo, ha sollevato un polverone quando in risposta ai tagli effettuati sui servizi urbani luganesi, che colpiscono indirettamente anche la sua azienda, ha dichiarato che avrebbe licenziato i collaboratori indigeni per assumere dei frontalieri, così da arginare la perdita dovuta alle mancate entrate da parte della città. 

Di seguito riportiamo per intero il comunicato “L’UDC chiede la revoca dei mandati a Gianni Ochsner”:


“L’UDC ha appreso indignata le dichiarazioni rilasciate ieri, 14 gennaio 2014, dal signor Gianni Ochsner, titolare dell'omonima ditta di Lamone, sulla necessità di licenziare personale domiciliato e sostituirlo con manodopera proveniente da Oltreconfine. Le necessità di risparmio della città di Lugano, che alla ditta Ochsner ha affidato un mandato pubblico per la raccolta dei rifiuti, non possono essere oggetto di mercanteggiamenti indegni di un Paese civile.  

L’Unione democratica di centro chiede ufficialmente che la classe politica – al di là di steccati e sfumature politiche che la differenziano - reagisca con fermezza alle minacce e ai ricatti proferiti dal signor Ochsner nei confronti degli amministratori della cosa pubblica. 

Le sue dichiarazioni sono di una gravità inaudita e non possono rimanere senza conseguenze. L’UDC chiede pertanto che tutti i municipi che si servono dei servizi di questa ditta disdicano immediatamente i contratti.

Il Canton Ticino si trova già a fronteggiare una situazione drammatica dovuta alla presenza di 60 mila  frontalieri. La  città di Lugano sta affrontando la più grave crisi economica degli ultimi decenni. La classe politica non può permettersi di farsi dettare l’agenda da chi, invece di confrontarsi e trovare soluzioni atte a risolvere un problema, carica la lupara e spara parole in libertà per finalità di pronta cassa.”

red

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