POLITICA E POTERE
“Basta nomine partitiche nei CdA parapubblici”
L’iniziativa, presentata dalla deputata Rückert e cofirmatari, chiede una modifica delle Legge organica comunale in modo che la priorità nei criteri di nomina vada alle competenze dei candidati e non sia più fatta sulla base del sistema proporzionale

BELLINZONA – Si può far un gran parlare di competenze e meritocrazia, ma finché la Legge Organica Comunale (LOC) continuerà a prevedere che la nomina nei Consigli d’amministrazione degli enti parastatali venga fatta sulla base del sistema proporzionale, l’obbligo sarà quello di scegliere in base all’appartenenza partitica dei candidati seguendo la logica della ripartizione. E allora, perché non cambiarla?

Questo, in sostanza, quanto chiedono al Governo i deputati Amanda Rückert (Lega), Fiorenzo Dadò (PPD), Marco Chiesa (UDC), Francesco Maggi (Verdi), Giovanna Viscardi (PLR) e Sergio Morisoli (Area Liberale).

L’iniziativa parlamentare prende le mosse dalla bagarre nata a Chiasso attorno alla nomina del rappresentante del Comune nel Consiglio d’amministrazione dell’Autolinea Mendrisiense (AMSA). Sedata poi da una sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, che, facendo appunto prevalere il principio espresso nella LOC, chiariva che “per rappresentare un Comune negli organismi di diritto pubblico o privato di cui l’ente locale è parte, determinante e solo l’appartenenza politica, mentre le competenze non sono da considerarsi attualmente un criterio di scelta”.

Sentenza, al di là del singolo caso, che per i firmatari “mostra chiaramente che un limite nella LOC esiste ed è evidente che tale limite rappresenta un ostacolo all’autonomia decisionale del legislativo”. Per questo i deputati “ritengono che si renda necessaria un’urgente modifica della LOC, affinché vi sia un’effettiva autonomia da parte del Legislativo comunale quando è chiamato a nominare delle persone in seno agli enti di cui il Comune è parte, autonomia di scelta e quindi autonomia nel mettere prioritariamente l’accento sulla competenza o sui criteri che più ritiene idonei”.

Infatti, motivano ancora, “il fatto che la nomina debba avvenire sulla base del sistema proporzionale significa quindi che, forzatamente, si è chiamati a nominare i rappresentanti secondo una ripartizione partitica, che riflette in pratica la composizione del Consiglio comunale. Se ciò può avere una sua giustificazione, d'altro lato impedisce ogni valutazione da parte dell'autorità di nomina”.

Con la presente iniziativa, quindi, “i sottoscritti deputati, chiedono di levare nella LOC il riferimento alla nomina con sistema proporzionale, in modo che il Legislativo possa veramente procedere a una valutazione d'insieme, secondo i criteri che più ritiene di dover considerare. Questo a maggior ragione se si pensa che per i Consorzi il sistema proporzionale è già stato abbandonato con la recente revisione totale della legge”.

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