In una conferenza stampa al vetriolo il PPD luganese spara a zero sui Municipi, passati e presenti, della Città: "Lugano merita molto di più"

LUGANO – “ Voltare pagina? Bisogna leggerla bene la pagina prima di girarla!” recita così il comunicato, intitolato “Lugano merita molto di più”, relativo alla conferenza stampa odierna del PPD e Generazione Giovani di Lugano.
Il partito infatti, per voce di Lorenzo Jelmini, Simonetta Perucchi Borsa e Laura Tarchini, “desidera fare qualche precisazione in merito ai noti problemi finanziari, alle cause degli stessi e proporre tramite una Mozione un primo passo da intraprendere.”
Si inizia dalla fine, ed è il sindaco leghista Marco Borradori il primo a farne le spese: “Innanzitutto necessaria una precisazione che ha reso necessaria questa conferenza stampa. Il PPD vuole rassicurare i cittadini di Lugano e il resto del Cantone: la città non è fallita e non rischia il fallimento! Riteniamo gravi le affermazioni rilasciate dal Sindaco che non solo non hanno fondamento ma che infondono inutili preoccupazioni tra la popolazione e che causano un danno all’immagine della Città e rendono più difficile le attività di promovimento rivolte agli ambiti economici. Chi vuole venire in una Città che rischia il fallimento?”
Questo catastrofismo, secondo i pipidini, sarebbe infatti strumentale all’approvazione di misure draconiane da “lacrime e sangue”, dopo che in campagna elettorale gli elettori sono stati presi in giro: “Il dubbio – continua il comunicato – è che con queste affermazioni si vuole far passare un’immagine disperata per giustificare misure drastiche e sopratutto per far digerire al proprio elettorato, ampiamente abbindolato prima delle elezioni dello scorso aprile, la necessità di aumentare il moltiplicatore e passare così da salvatori della patria!”
Si passa poi all’attribuzione delle responsabilità, prima generiche e in seguito maggiormente dettagliate: “L'unico fallimento è relativo alla gestione finanziaria basato sull'improvvisazione (nessun piano finanziario né piano d'investimenti) e sul populismo che ha sempre ritenuto che un ente pubblico può spendere come meglio crede senza farsi troppi problemi e che considera il Moltiplicatore non uno strumento per la gestione della cosa pubblica bensì un mezzo di propaganda elettorale. Fallimento si, ma non della Città bensì della politica o meglio della non-politica attuata in questi ultimi anni a Lugano!”
Se oggi quindi il Municipio e i politici invitano a voltare pagina, bisognerebbe prima di tutto attribuire le corrette responsabilità e giudicare gli errori commessi, che secondo il PPD vengono liquidati troppo semplicisticamente: “Pochi mesi fa c’era chi ancora dichiarava che non c'era alcun problema perché Lugano ha le spalle larghe! Peccato che questi politici non abbiano avuto il coraggio, come fatto da PPD e PS, di ascoltare i loro rappresentanti in Municipio, in particolare il responsabile delle finanze, che ad aprile avevano detto a chiare lettere che bisognava un respiro maggiore aumentando le risorse.”
E allora di chi è la responsabilità? A questo punto il comunicato presenta la lista e il “j’accuse” pipidino. “La responsabilità è allora di chi, per fare solo qualche esempio:
• non ha mai presentato i preventivi in tempi utili (quello del 2011 è stato respinto perché inoltrato con grave ritardo);
• non ha mai presentato un Piano finanziario, più volte richiesto e mai allestito;
• non ha mai presentato un Piano degli investimenti a Lugano;
• ha voluto l’assurda frammentazione dei Dicasteri per garantirsi controllo di potere;
• ha voluto l’assurda frammentazione di LAC e DAC per poter assumere propri amici;
• ha usato il credito di crisi per attuare lavori senza dover presentare messaggi;
• ha gestito la problematica Casinò con superficialità;
• non si è accordo che la valanga incominciava a scendere già nel 2007 quando le banche hanno iniziato a ridurre pesantemente i loro contributi compensati solo da maggiori entrate dalle persone fisiche;
• non ha voluto considerare quanto proposto da altri, come per esempio le Mozioni su promovimento economico (nr.3434) o sul Microcredito (nr.3439) per diversificare le entrate;
• ha usato le sopravvenienze non come entrate eccezionali ma come certezze;
• proponeva progetti strampalati, quali la XIII AVS, anziché lavorare con gli altri gruppi in CC per migliorare il Regolamento sociale;
• non ha mai voluto attuare una politica di gestione del personale usando sovente le assunzioni per scopi elettorali;
• non ha mai voluto regolare la questione sulla Tassa sul sacco accogliendo la Mozione “Sacco Bello” presentato dal PPD per togliere Lugano dall'illegalità.”
“Siamo disposti volentieri a voltare pagina e lavorare per il bene della Città e negli interessi della popolazione, ma non senza aver giudicato gli errori commessi.” Conclude il comunicato.
red