La cancelliera tedesca Angela Merkel interviene nei negoziati fra Svizzera ed Unione europea, sottolineando che l'intesa sulla fiscalità del risparmio deve riguardare più Paesi, e non devono quindi esistere eccezioni per la Confederazione

BERNA - È interesse della Germania che la Commissione europea non raggiunga accordi solo con Austria e Lussemburgo, ma simultaneamente anche con la Svizzera, ha spiegato oggi la Merkel dopo un incontro con il premier lussemburghese Xavier Bettel a Berlino.
Lo stesso Bettel ieri aveva dichiarato in un'intervista ai giornali romandi "La Liberté" e "Le Nouvelliste" che non sarà lui ad opporsi ad un accordo europeo con la Confederazione se le trattative andranno nella giusta direzione. Il suo Paese intende tra l'altro passare allo scambio automatico di informazioni "il primo gennaio 2015".
Il primo ministro ha spiegato che il Lussemburgo potrebbe revocare prossimamente - "non so se sarà in marzo o in maggio" - il suo "no" alla revisione europea della fiscalità del risparmio.
I negoziati
Berna e Bruxelles hanno avviato il 17 gennaio scorso trattative sulla revisione dell'accordo bilaterale sulla fiscalità del risparmio, dopo che il 18 dicembre il Consiglio federale aveva approvato il mandato negoziale.
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf aveva dichiarato in quella occasione che la Svizzera è disposta a negoziare un'estensione dell'accordo ad altri tipi di società e strumenti finanziari - come le società miste, le assicurazioni sulla vita o i prodotti strutturati - per eliminare le scappatoie fiscali. In cambio dall'Ue la Svizzera vuole avere l'accesso al mercato europeo per la banche elvetiche, aveva sostenuto.
Berna era pronta a trattare su questo accordo sin dal 2009, aveva precisato la ministra delle finanze, la quale aveva attribuito i ritardi all'interno dell'Ue alla resistenza opposta da Austria e Lussemburgo. A loro volta, i due Paesi hanno sempre affermato che avrebbero accettato una modifica della direttiva a patto che altri Stati terzi, come la Svizzera, si fossero adeguati.
Se Berna adotta le basi dello scambio automatico di informazioni negoziato in seno all'OCSE, l'accordo sulla fiscalità del risparmio diverrà superfluo, ma per il momento siamo ancora molto lontani da ciò, secondo Eveline Widmer-Schlumpf. Bisognerà inoltre risolvere con i singoli paesi le questioni relative al passato, ossia gli averi non dichiarati dei clienti europei, aveva ribadito la ministra.
ats