POLITICA E POTERE
Lugano: ecco le critiche e le ricette di Rossi per le finanze della Città: “Basta con opportunismo e improvvisazione”
Nel corso dell’assemblea della sezione luganese, il capogruppo PS ha richiamato alla mente, non senza qualche stoccata, gli errori commessi in passato perché fondamentale ora è “guardare al futuro, ma senza dimenticare gli sbagli fatti”

LUGANO – Nella serata di ieri si è svolta l’assemblea del PS Lugano: tema principale della discussione era la situazione in cui versa la Città e le sue prospettive finanziarie. Un dibattito incentrato quindi non su decisioni, ma sull’analisi e la definizione di proposte da presentare per Lugano.

Ed è in quest’ottica che Martino Rossi, capogruppo PS in Consiglio Comunale, ha svolto il suo intervento nel corso dell’assemblea, in un decalogo che oltre alle ricette, avanza anche molte critiche sull’operato svolto dalla politica luganese negli ultimi anni.

Ammettendo che “una certa ‘euforia’ nell’offrire il meglio ai cittadini ha contagiato anche il PS, nei molti anni in cui le risorse pro-capite della Città erano fra le più alte della Svizzera”, Rossi ricorda però, nella sua premessa, che i segnali negativi erano già visibili da molti anni.

E a riprova cita quanto detto dal Gruppo in Consiglio Comunale nel corso dell’intervento di entrata in materia sul consuntivo 2007 di Lugano: quando si era chiamati a votare un “consuntivo che espone un disavanzo d’esercizio di circa 12 milioni di franchi”. Conseguenza “di una decisione improvvida del Municipio: l’abbassamento del moltiplicatore d’imposta, che proprio nessuno aveva sollecitato. Una decisione adottata benché fossero già note la crisi dei “subprime” e le prime difficoltà di UBS. Si era nel 2008 – aggiunge – ed era iniziata la nuova legislatura con 3 PLR e 2 Lega in Municipio. Avevamo intravisto quello che sarebbe poi successo con la regia di “Giuliano Giudici”. Concludevamo dicendo: “Ora, purtroppo, la Nuova Lugano sembra già incamminata sulla via del declino”.

Per Rossi fondamentale è allora “guardare al futuro, ma senza dimenticare il passato” per non ripeterne gli errori. Ed ecco quindi il decalogo di quelli commessi dalla cittadinanza nel passato: innanzitutto “procedere di anno in anno, senza piano finanziario; presentare i preventivi sempre fuori tempo massimo; adottare un piano dei conti poco trasparente”. Ma poi errori sono stati anche i “superamenti della spesa corrente con decisioni municipali che violano la LOC (Legge Organica Comunale) e il Regolamento comunale, nonché i messaggi sugli investimenti senza indicazioni dell’impatto sugli effettivi di personale e sulla spesa corrente”.

Gli errori protagonisti nella seconda parte del decalogo sono invece: una certa “improvvisazione nella definizione dei progetti d’investimento e nella loro gestione” e come esempio Rossi cita i casi di LAC e della nuova sede del PSU. Nonché “l’opportunismo nello stabilire il moltiplicatore, ridotto ad ogni vigilia elettorale”. Ma ce n’è anche per le aggregazioni, portate avanti “solo con comuni finanziariamente più deboli, senza adeguare l’offerta di servizi e/o il moltiplicatore d’imposta” e in totale “carenza di dialogo con i comuni ricchi dell’agglomerato per ottenere una partecipazione ai costi dei servizi utilizzati dai loro abitanti e turisti”. E infine “la permanente conflittualità, anziché dialogo, con il Cantone a causa di arroganza e complesso di superiorità”.

Richiamati alla mente, non senza qualche stoccata, gli errori del passato è tempo quindi di passare alla ricetta per il risanamento finanziario della città, che va certamente “impostato a medio termine”. E il menù proposto da Rossi prevede in primis “un riordino organizzativo del comune, dopo quello del Municipio, nonché la ridefinizione delle deleghe di spesa, sia al Municipio, sia ai funzionari, e i meccanismi di controllo”, aspetto quest’ultimo per cui il PS ha presentato un’interrogazione e un progetto di mozione.

Da attuare è poi una “regia più globale di arte ed eventi con DAC (Dicastero Attività Culturali), DG&E (Dicastero Giovani ed Eventi) e Turismo, e il contenimento di quelli gratuiti, salvo quelli di animazione di strade e piazze”.

Mentre necessario è il “sostegno dei redditi dei cittadini e, quindi, del loro potenziale fiscale” e in questo senso Rossi cita alcuni dei cavalli di battaglia dell’attività del PS Luganese dell’ultimo periodo, come: la questione delle mense e del doposcuola, per cui il gruppo ha presentato una mozione; l’interrogazione in cui propongono il “progetto pilota per i lavoratori delle banche”; la petizione sul ricollocamento dei precari; la mozione sulle condizioni di lavoro dei fornitori del comune; la richiesta, anche formale con la presentazione di un’interrogazione a riguardo, di maggiore chiarezza e monitoraggio nei programmi di inserimento per assistiti e disoccupati, e attivando meglio le risorse LADI e L-Rilocc; nonché l’iniziativa popolare con cui si chiedono abitazioni accessibili a tutti.

Per Rossi bisogna poi operare una “selezione degli investimenti con il miglior rapporto costi-benefici, sia sociali, sia economici”, esempi di questa voce del menù sono: il progetto del PS per l’ex-Macello; la concessione dei diritti di superficie su terreni comunali, sia per alloggio a pigione moderata, sia per progetti di sviluppo in partenariato pubblico-privato e la “rinuncia inevitabile a progetti non prioritari e molto costosi, come il lungolago; via Magatti - via della Posta e il nuovo stadio”.

Importante è poi anche la “promozione economica della città, per ampliare la base d’imposizione e compensare in parte la perdita di gettito proveniente dalle banche” e una “riforma strutturale degli istituti sociali: con un ente autonomo, che beneficerebbe dei contributi cantonali anche per i costi d’investimento”. Infine, conclude Rossi, se proprio occorresse ridurre il personale, questo andrebbe fatto “solo con una forma di ricollocamento assicurato, per esempio in ditte fornitrici del Comune”.

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