Il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia smentisce le indiscrezioni riportate ieri da Tinews e con un articolo sul suo blog mette nel mirino i socialisti: a cominciare dal presidente Saverio Lurati

BELLINZONA – La campagna elettorale sta scaldando le polveri? Certo siamo ancora lontani dall’appuntamento del 2015, ma a giudicare dai fuochi incrociati che si stagliano recentemente sui cieli di Bellinzona qualche dubbio è legittimo. E la prima dichiarazione di Sergio Savoia che prendiamo in esame, affidata a un post di Facebook, riguarda proprio una smentita su una sua possibile candidatura alle elezioni federali come Consigliere agli stati nelle file della Lega, un’ipotesi avanzata ieri da Ticinonews che parlava di possibili contatti già avviati tra le parti.
Ma ecco la pronta smentita: “Non esiste alcuna trattativa tra me e la Lega in merito ad una eventuale candidatura del sottoscritto al Consiglio degli Stati, come riportato da Teleticino che, ovviamente, non ha sentito il bisogno di interpellarmi, come sarebbe richiesto da un minimo di deontologia professionale. Evidentemente i Verdi fanno sempre più paura a chi mette in giro questi pettegolezzi ad arte per screditare i nostri successi e la nostra autonomia.”
L’attacco frontale a PS e Lurati: "I collaborazionisti"
Dopo la smentita affidata al social network è il turno del duro attacco ai danni del PS e in particolare di Sergio Lurati, presidente socialista ticinese, pubblicato sul blog di Savoia e che prende spunto dall’intervista rilasciata ieri da Lurati a liberatv (leggi articolo correlato).
La critica, che come prevedibile muove dall’esito della votazione, prende in esame innanzitutto il comportamento del partito socialista a livello nazionale: “Subito dopo la storica vittoria del 9 febbraio – si legge sul blog del coordinatore dei Verdi –, avevo denunciato l'atteggiamento scandaloso di alcuni dirigenti socialisti, svizzeri e ticinesi. Purtroppo, con il passare dei giorni, le cose peggiorano. Il presidente nazionale Christian Levrat, vuole rimandare il popolo scemo a votare perché il risultato non è quello che piace lui; altri esponenti di spicco che infestano i social network promuovono le minacce dei tecnocrati anti-democratici di Bruxelles. E se ne compiacciono come farebbero dei veri e propri collaborazionisti. Provano un vero e proprio masochistico godimento per i ricattucci dell'Unione Europea, cui ancora oggi vorrebbero aderire.”
C’è spazio poi per l’affondo al partito tutto, non senza una punta di nostalgia verso un PS del passato con le sue personalità combattive ormai estinte secondo Savoia: “Non un solo dirigente di sinistra, non uno (!), ha alzato la voce dicendo: non ho votato come la maggioranza ma guai a voi se osate mettere in discussione una decisione presa democraticamente dal mio Paese! L'amore della nomenklatura socialista è oggi tutto per l'Europa della finanza, delle banche, degli affamatori della Grecia, della Banca Centrale Europea, delle strutture sovranazionali non elette democraticamente e che pretendono di comandare su tutto e tutti. E poi si chiedono ancora come mai devono fare i conti da anni con una un'emorragia di elettori che li sta proiettando verso l'estinzione.”
Ed ecco però spuntare anche una punta di nostalgia, ricordando il PS “andato”: “E pensare che una volta, ormai troppi anni fa, c'erano dei dirigenti di sinistra che non avevano paura di lottare contro i giganti. Non temevano di sfidare gli Stati Uniti, il G8, il capitalismo di ogni area della Terra.”
Lurati e l’intervista a Liberatv
Viene poi il momento di concentrare il fuoco sui socialisti a sud delle Alpi, in particolare a chi è chiamato a guidarli, quel Saverio Lurati che proprio ieri abbiamo intervistato su diversi temi. Dichiarazioni che Savoia non ha proprio digerito e dalle quali muove i suoi attacchi al presidente socialista, partendo dall’affermazione secondo la quale il presidente nazionale del PS Christian Levrat avrebbe proposto un ritorno al voto sull'iniziativa UDC solo come provocazione: “Prendiamo atto che mentre il Paese soffre ed è sottoposto ai ricattucci dell'Unione Europea, l'occupazione di Levrat è provocare", risponde per le rime Savoia.
Il presidente socialista aveva inoltre dichiarato di trovare allarmante la posizione dei Verdi, accomunati a Lega e UDC, sul malcostume dell’imprenditoria locale che approfitta della libera circolazione. La risposta? Pronta e piccata: “I Verdi sono così disinteressati al malcostume dell'imprenditoria che, mentre Lurati probabilmente dormiva, hanno raccolto oltre 10'000 firme per cambiare la Costituzione e introdurre i salari minimi a livello cantonale. È possibile che il presidente del PS non si sia ancora risvegliato visto che l'iniziativa, la cui relatrice parlamentare è una deputata del PS, è stata imboscata in Commissione. Non posso non ricordare che il boicottaggio del PS verso questa proposta era partita già dalla raccolta firme, quando ci fu impedito di raccoglierle durante la festa del Primo Maggio!”
C’è spazio infine per criticare duramente anche le risposte date da Lurati, a sua volta, in difesa alle critiche mosse alla sinistra dall’economista Christian Marazzi, insomma una critica della difesa ad un'altra critica, per meglio capirci.
Se Lurati si difendeva dall’accusa di non avere “il polso” del Paese e dei suoi problemi, affermando di essere in contatto con le preoccupazioni dei ticinesi, Savoia ne rinforza la critica con una battuta: “Il 70% del Paese, evidentemente, non ha più il contatto con Lurati.”
Infine spazio alla contabilità politico-elettorale, dopo che Lurati aveva affermato “Ho comunque la sensazione che molti di quei pochi socialisti che hanno votato Sì lo abbiano fatto solo per mandare un segnale e tanti di questi se ne siano già pentiti".
Ed ecco la risposta da parte del coordinatore dei Verdi che, conti alla mano e non senza ironia, “denuncia” la scomparsa dei socialisti: “Facciamo due conti alla buona: nel 30% che si è opposto all'iniziativa c'erano PLR, PPD, PS. Se a votare Sì sono stati pochissimi socialisti, vuol dire che di socialisti non ce ne sono più. Ma almeno quei pochi, stando a Lurati, si sono già pentiti e sono tutti corsi a piangere sulla sua spalla chiedendo perdono.” Conclude Savoia.
red