POLITICA E POTERE
Locarno e locali pubblici, i Giovani liberali lanciano l’allarme: “La svolta o la fine di tutto!”
Con un comunicato il gruppo politico denuncia una situazione ormai insostenibile, causata dalla limitazione degli orari di chiusura notturni che sta generando una moria di ritrovi pubblici locarnesi

LOCARNO – “I Giovani Liberali Radicali Locarnese e Vallemaggia constatano, tristemente, il continuo avanzare di un trend cominciato qualche anno fa con la limitazione degli orari di chiusura notturni dei locali pubblici e culminata con la chiusura di diversi ritrovi locarnesi.” È questo l’incipit del comunicato del gruppo politico locarnese, che denunciano una situazione ormai insostenibile sulle rive del Verbano. 

I Glrt individuano innanzitutto le cause primarie all’origine del problema: “La prima misura (limitazione degli orari di chiusura notturni) rispecchia quell’intolleranza che ha colpito da un paio d’anni a questa parte l’intero Canton Ticino. Basti guardare a Lugano con le discoteche e a Bellinzona con il Rabadan. Per limitare il fastidio dei residenti, non basta di certo far chiudere i locali a mezzanotte, anche perché la logica conseguenza è il metter le tende al di fuori dei locali, creando così ancora più fastidio. Da un lato chiediamo più tolleranza alle cittadine e ai cittadini - che spesso pretendono di sentire il rumore delle mosche in pieno centro città, magari in estate - e dall’altro lato chiediamo ai giovani più senso di responsabilità. Capiamo la loro voglia di fare festa (anche noi ce l’abbiamo) ma che sia dentro le discoteche, ballando, e non al di fuori, sprayando i muri come se fossero tele di Picasso e intonando i cori della Sud come se fossero a San Siro.”

Dalla limitazione degli orari alla chiusura definitiva di diversi ritrovi storici locarnesi il passo è breve, e il perché è presto spiegato: “La seconda misura (chiusura dei locali pubblici) – continua il comunicato – è la conseguenza della prima: restrizioni degli orari d’apertura, meno clienti, meno cifra d’affari, chiusura del locale. Ma non solo: spesso la chiusura di un locale può anche derivare dal semplice fatto che (con la limitazione degli orari di chiusura) le persone non sono più incentivate ad investire in un esercizio pubblico. Il macchiato e il gipfel mattutino non sono di certo stimolanti quanto un locale pieno di ragazzi che si diverte a ritmo di musica. È anche una semplice questione di libertà economica: non pretendiamo di avere locali che chiudano alle 5 di mattina tutti i giorni, ma almeno il sabato sarebbe il minimo per rispettare i principi basilari del buon senso (ci accontenteremmo anche di una chiusura alle 2 di mattina, beninteso). Inoltre, la chiusura dei diversi locali pubblici provoca anche la disoccupazione per diverse persone e la conseguente situazione precaria di diverse famiglie, che finisce a carico - seppur momentaneo - dello Stato.”

Per i giovani liberali la sola denuncia della situazione disastrata della movida locarnese non è però considerata sufficiente, vengono pertanto avanzate delle proposte e delle raccomandazioni, partendo proprio dall’intolleranza di molti cittadini e delle autorità: “Da un lato – si legge nel comunicato – ci vorrebbe una maggior tolleranza da parte di cittadine e cittadini sui disturbi causati dai locali pubblici, una minor voglia di mettere a tutti i costi delle limitazioni da parte di Cantone e Comuni, e, dall’altro lato ci vorrebbero persone disposte ad investire nella ristorazione.”

Questo in generale, ma i Glrt analizzano anche la situazione specifica di Piazza Grande, esortando infine tutti gli attori coinvolti a fare di più: “Per riaccendere Piazza Grande e la movida locarnese - a nostro avviso - si dovrebbe partire dalla ristrutturazione della pavimentazione della stessa, bisognerebbe identificare un’attrazione (stile Piazza Federale) che faccia da miccia alla voglia di investire in un punto della Città ad oggi spento. Ci vorrebbero persone disposte ad investire nella ristrutturazione dei ristoranti già presenti, ad un aggiornamento dei menù e della qualità delle proposte.
Insomma, ci appelliamo sì al buon senso del Cantone, dei Municipi coinvolti e dei residenti. Ma ci appelliamo anche al buon senso dei padroni dei palazzi, per dare un’opportunità a quelle persone che vorrebbero mettersi in gioco investendo nella ristorazione, per ridare vita a una delle piazze più belle della Svizzera.” Conclude il comunicato.

red

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