Firmato all'unanimità il rapporto di Fiorenzo Dadò che, accogliendo le richieste di due mozioni di PS e UDC-Verdi, stringe i bulloni per l'accesso di ditte estere e lavoratori distaccati al mercato del lavoro ticinese

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato deve abolire la possibilità di notificarsi online per i padroncini e i lavoratori distaccati. La decisione è stata presa questa mattina all'unanimità dalla Commissione della Gestione. I commissari di tutti i partiti politici hanno infatti sottoscritto il rapporto del capogruppo PPD Fiorenzo Dadò che chiede di accogliere le richieste contenute in due mozioni: una del presidente del PS Saverio Lurati e l'altra del coordinatore dei Verdi Sergio Savoia e del capogruppo UDC Marco Chiesa.
Oltre ad imporre al Governo di adottare il principio della notifica cartacea cancellando quella online, i commissari incaricano i ministri di andare alla SECO per chiedere che la possibilità di notificarsi via internet per lavorare in Ticino venga tolta dal loro sito. Per volontà dei deputati, chi vorrà notificarsi dovrà dunque fisicamente presentarsi a uno sportello. Sportello che si incarica il Consiglio di Stato di aprire in un comune di una zona periferica del Cantone.
La decisione di questa mattina sarà ratificata dal plenum del Gran Consiglio nella seduta in calendario per metà marzo. Si tratta di una decisione molto rilevante sia dal profilo politico che simbolico. Ricordiamo infatti che il Consiglio di Stato ha già bocciato la misura (anche prendendo posizione sulle mozioni Lurati e Chiesa-Savoia), nonostante nel Collegio fosse stata proposta in prima battuta da Michele Barra e proprio la settimana scorsa da Claudio Zali.
"In Commissione - dichiara a Liberatv il relatore Fiorenzo Dadò - c'è stato un lungo tira e molla che però si è risolto in maniera soddisfacente. Resta ancora un po' in sospeso l'ubicazione dello sportello per le notifiche cartacee, che per come la vede il PPD dovrà essere collocato in un zona periferica del Cantone. Se non a Cevio, come da me auspicato nel rapporto, comunque in una zona discosta: dagli ultimi contatti che ho avuto il Muncipio di Lugano sembrerebbe pronto a mettere a disposizione una struttura a Bogno...Altri aspetti importanti del rapporto riguardano la precisa richiesta di introdurre una tassa per il rilascio della notifica e la decisione della Commissione di non autorizzare l'assunzione di nuovo personale per sbrigare il lavoro che creerà il passaggio al cartaceo". Come a dire: se si creano ritardi burocratici nell'evasione delle notifiche a noi va benissimo.
La decisione, come detto, è politicamente e simbolicamente importante. L'abolizione delle notifiche online è stata una delle misure più dibattute e controverse dell'ultimo anno. Pesa molto anche l'unanimità della Commissione: si tratta, chiediamo a Dadò, del primo atto concreto frutto della votazione del 9 febbraio? "Sicuramente è un fatto importante - ci risponde - nella consapevolezza tuttavia che si tratta solo di un piccolo passo nella giusta direzione. Non risolverà globalmente il problema ma è un primo segnale molto chiaro di dove vogliamo andare".
E cosa significa politicamente il fatto che questa decisione venga presa all'unanimità dal Gran Consiglio contro il parere del Governo? "Per me non significa nulla. Che le prenda il Governo o che le prenda il Gran Consiglio, l'importante è prendere delle decisioni per il bene del nostro Cantone", chiosa Dadò.
AELLE