POLITICA E POTERE
I presidenti bocciano la ministra Widmer Schlumpf: "Ci ha detto no ed è scappata via"
Bignasca: "Balivi go home!". Jelmini: "Occasione persa". Lurati: "Maleducata". Pinoja: "Se ne vada". Savoia: "Ha detto no alla nostra unica richiesta"

LUGANO - Dure critiche da tutte le forze politiche, seppure con toni e accenti diversi, sull'esito dell'incontro di ieri tra la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf e il Consiglio di Stato. Dopo che ieri sera il PLR ha accusato il Governo di incapacità con un comunicato firmato dal presidente Rocco Cattaneo, ecco le reazioni degli altri presidenti e coordinatori di partito.

Bignasca: "Balivi go home!"

"Ma una che non ha il coraggio di parlare con quattro giornalisti la mandiamo a fare le trattative con l'Italia?!", esordisce Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, riferendosi al fatto che la ministra non si sia presentata alla conferenza stampa.

"Se fossi nel comune di Agno le manderei la fattura per l'allestimento della sala della conferenza", aggiunge il coordinatore della Lega. Poi nel merito, dice: "Dalla consigliera federale sono giunte le solite vaghe promesse. Di conseguenza il Ticino deve prendere in mano il suo destino: balivi go home! Se aspettiamo loro non avremo mai niente. Quindi, messaggio al Consiglio di Stato: avanti tutta, senza aspettare le decisioni di Berna. Blocco dei ristorni, che di principio va deciso almeno un mese prima della scadenza, stop alle notifiche online, che mi risulta il Governo approverà a breve, potenziamento dei controlli sui padroncini, e per chi viene beccato non in regola, espulsione e sequestro del furgone. Inoltre è chiaro che alle trattative con l'Italia non possiamo mandare Laura Sadis, che so che ieri si è ancora lamentata per il fatto che abbiamo "accolto" la Widmer Schlumpf con i fischietti. Io dico soltanto che se Sadis fosse stata nella squadra di bob come frenatrice, la Svizzera avrebbe vinto la medaglia d'oro a Sochi!".

Lurati: "Lei maleducata. Ma il PLR ha dormito per 20 anni e si sveglia adesso!"

Il presidente del Partito socialista Saverio Lurati definisce la consigliera federale “maleducata” per non essersi presentata in conferenza stampa: “Qualcosa avrebbe dovuto dirla e dare risposte precise a chi ieri sera se le aspettava, indipendentemente dalla delicatezza delle trattative internazionali in atto”.
Poi, riferendosi al comunicato con cui ieri sera il PLR ha duramente criticato il Consiglio di Stato, definendolo incapace, per non aver portato a casa la disdetta dell’accordo sui frontalieri del ’74 dichiara: “Il PLR dovrebbe cominciare a pensare che per vent’anni ha dormito e ora si sveglia tutto d’un colpo. Siamo in campagna elettorale, cosa devo dire?”.
Che senso ha ora sparare sul nostro Governo?, prosegue Lurati. “Vuol dire fare pressione perché blocchi ancora i ristorni? A queste cose io ci credo poco. È chiaro che il Consiglio federale si trova in una situazione in cui sul versante italiano non c’è ancora un interlocutore, visto che il nuovo governo è nato ieri. Mi piacerebbe però sapere che le trattive con l’Italia ci sono davvero o se stiamo solo aspettando di farle. A me non pare che siano in un momento cruciale visto che di queste questioni si sta parlando da anni”.
Comunque, conclude il presidente del PS tornando all’accordo sui frontalieri, “quando sei in una trattativa devi prima a capire se un accordo è meglio disdirlo o modificarlo. In tutte le trattive sindacali che ho fatto prima di disdire un contratto ho cercato di capire se avevo tutti gli assi nella manica. Adesso sembra che il mondo sia caduto il 9 febbraio ma non è così. Certo è che da parte di Berna va fatto un pressing su Roma e non bisogna mollare la presa”.

Jelmini: "Un'occasione mancata per dimostrare attenzione al Ticino"

"Rifiutarsi di intervenire davanti alla stampa non è un comportamento responsabile da parte di una Consigliera Federale dalla quale, soprattutto dopo la votazione del 9 febbraio, i ticinesi attendono dei segnali chiari. Sicuramente questa è un'occasione mancata per dimostrare un minimo di attenzione e di preoccupazione nei confronti di un Cantone che più di altri vive i disagi legati alla Libera circolazione. Il Canton Ticino ha lanciato un messaggio unanime all'indirizzo del Consiglio Federale: abolire l'accordo sui ristorni dei frontalieri. La secca risposta negativa della Consigliera Federale, senza neppure entrare in materia, è certamente un elemento di delusione. Tanto più in un momento, come già detto, dove il Ticino si attende delle risposte positive da parte di Berna. Mi auguro che nell'ambito della trattiva globale con l'Italia, che comunque auspichiamo avvenga a breve, il Consiglio Federale riesca ottenenere, come promesso ieri, un accordo decisamente più vantaggioso e favorevole al nostro Cantone".

Pinoja: "Vergognoso! Widmer Schlumpf se ne vada!"

Duro il giudizio su Widmer Schlumpf del presidente dell’UDC Gabriele Pinoja: “È vergognoso, che se ne vada! È inaccettabile un comportamento del genere. Nessun rispetto verso il Ticino e verso la stampa. Mi sembra di vedere Doris Leuthard quando qualche anno fa diceva che il Ticino non è un’eccezione. È una ministra che non può rappresentarci e mi spiace molto che il PPD voglia fare una congiunzione con la sua area. La posizione espressa da Widmer Schlumpf  indica che il Consiglio federale non intende accettare la volontà espressa dal popolo il 9 febbraio. Ben venga quindi la nostra iniziativa cantonale “Prima i nostri” che abbiamo presentato settimana scorsa”.
L’accordo sui frontalieri, prosegue Pinoja, doveva già essere denunciato in precedenza perché le condizioni sono radicalmente mutate da anni. “Oggi anche lo statuto di frontaliere è cambiato e quell’accordo non è più giustificato. La consigliere federale ha fornito delle garanzie, è vero, ma bisogna capire in che priorità ha messo le trattative sull’accordo. A me pare che stia pensando soprattutto allo scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia, che non ha nessun senso e metterebbe il Ticino col sedere per terra”.

Savoia: "Prendiamo in mano la situazione noi. Se aspettiamo Berna moriremo di vecchiaia!"

"Per tanto così poteva restare a casa, perché i risultati sono inesistenti – dice il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia -. Widmer Schlumpf ha detto di no sull'unica cosa che chiedevamo, ovvero la disdetta dell'accordo sui frontalieri che per noi è un punto fondamentale, ed è stata approvata all'unanimità dal Gran Consiglio. È evidente che a Berna non hanno ancora capito cosa è successo. In Ticino dobbiamo prendere in mano noi la situazione, perché se aspettiamo la Confederazione possiamo morire di vecchiaia. La visita di ieri mi conferma una volta di più che dobbiamo bloccare i ristorni: non solo per Roma ma soprattutto per Berna. E dobbiamo farlo a maggior ragione dopo che Widmer Schlumpf ci ha chiesto di non farlo. La Consigliera Federale è venuta ancora una volta a dirci quello che non dobbiamo e non quello che loro vogliono fare per noi”.
Oltre al blocco dei ristorni, conclude Savoia, “ovviamente vanno intraprese unilateralmente tutte quelle misure che sono sul tavolo di Governo e Parlamento, per limitare l'invasione dei padroncini e tutelare il mercato del lavoro ticinese. Un’ultima osservazione importante è che Widmer Schlumpf si è data alla fuga in maniera vergognosa: c'è un Cantone preoccupato e che soffre, lei si degna di scendere mezz'oretta ad ascoltarci, e poi si dà alla fuga come un ladro!".

emmebi/AELLE

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