POLITICA E POTERE
Le bordate di Pier Felice Barchi sul Governo e Widmer Schlumpf: "Non lasciamoci più prendere in giro!"
L'ex presidente del PLR: " Un volo da Berna ad Agno non era veramente necessario per dirci che il Consiglio federale non prenderà l’iniziativa di rivedere nella sostanza il ristorno delle imposte dei frontalieri"
LUGANO - Continuano le polemiche sull'incontro tra il Consiglio di Stato ed Eveline Widmer Schlumpf, avvenuto negli scorsi giorni ad Agno. Dopo le reazioni molto negative espresse all'unanimità dai presidenti dei partiti, al contrario del Consiglio di Stato che per bocca del presidente Paolo Beltraminelli ha giudicato positivamente l'incontro, oggi la Regione pubblica un durissima presa di posizione di Pier Felice Barchi. L'ex presidente del PLR attacca a testa bassa il Governo e la Consigliera Federale sin dalla prima riga: "I commenti ufficiali alla supposta presa di posizione della ministra Eveline Widmer-Schlumpf mi hanno lasciato esterrefatto. Peggio. Non lasciamoci più prendere in giro! Un volo da Berna ad Agno non era veramente necessario per dirci che il Consiglio federale non prenderà l’iniziativa di rivedere nella sostanza il ristorno delle imposte dei frontalieri. Chi mi conosce sa che non sono mai stato tenero verso Berna e tanto meno che condivido gli atteggiamenti da piagnucolone assunti da troppi ticinesi. Anzi. Quando la misura è colma, occorre reagire". "Ricordo che negli anni 80 - scrive ancora l'ex Consigliere Nazionale sulk quotidiano Bellinzonese - vi fu una moneta di scambio. I politici della fascia di frontiera si adoperarono a promuovere l’importazione in Italia da parte della svizzera Käseunion – che aveva una sua filiale a Milano – di formaggio Emmental. In cambio ottennero un generoso ristorno delle imposte dei frontalieri, che servì come argomento di campagna per la loro rielezione.Gli interventi miei, di Pini e di Jelmini in parlamento non servirono a nulla. Tutto era ormai stato ‘cucinato’ da un anonimo funzionario. Il ministro Georges André Chevallaz non lo poteva più smentire – come di regola in casi del genere – nel plenum del parlamento". "Nondimeno - conclude Barchi - mi illudo ancora oggi che la ministra Eveline Widmer-Schlumpf faccia pagare alla Confederazione quanto il Ticino dovesse perdere in seguito al mancato emendamento di una convenzione che il Consiglio federale, negli anni 80, ha negoziato, negligendo i giusti interessi del nostro Cantone a vantaggio di un’istituzione privata dell’economia lattiera. Se così non fosse, dovrei dire semplicemente: vergogna".
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