I comunisti si dicono delusi per il mancato invito a partecipare alla trasmissione “60 minuti" andata in onda ieri sera, incentrata sui giovani e la politica con ospiti sei giovani dei partiti presenti in Parlamento. Unici esclusi: PC-MpS

BELLINZONA – “La RSI - finanziata dal canone, pagato anche dai comunisti - preferisce allestire l'ennesima trasmissione in cui - a seconda degli interessi politici - verrà deciso a tavolino chi fare emergere.” È questa la dura presa di posizione del Partito Comunista in seguito alla trasmissione della Rsi “60 minuti” andata in onda ieri.
Puntata alla quale hanno partecipato in veste di ospiti sei giovani di altrettanti partiti rappresentati in Parlamento. Il tema della puntata riguardava i giovani e la politica, e gli unici rappresentanti parlamentari esclusi sono stati quelli della coalizione PC-MpS; che non hanno gradito, come si evince dal comunicato odierno.
“Protagonisti del dibattito – si legge nel comunicato – erano i rappresentanti giovani - chi più e chi meno - di tutti i partiti presenti in Parlamento, ad eccezione della coalizione MpS-PC. Eppure l'unico Partito a sinistra che dispone di una presenza giovanile non virtuale sono proprio i comunisti che, naturalmente, sono di nuovo esclusi dalla presenza televisiva di quello che dovrebbe essere il servizio pubblico, ancora una volta mosso da preferenze politiche.”
“Il PC non può che constatare ancora una volta l'assenza della CORSI, impegnata non tanto a vigilare sulla qualità e sulla pluralità dell'informazione portata dalla RSI, quanto piuttosto sulla salvaguardia delle dinamiche che sembrerebbero clientelari, presenti all'interno del servizio pubblico.” Conclude la nota dei comunisti.
red