L’eurodeputato della Lega Nord, presente al pranzo in ricordo di Giuliano Bignasca, si è lasciato andare ad un intervento dei suoi, concludendo in un climax di ringraziamenti al “Gigante Nano” e di attacchi all’Europa. GUARDA IL VIDEO

LUGANO – “Per il Ticino è un grande momento, perché ricordiamo quello che con affetto tutti chiamiamo il Nano, ma che nella storia europea verrà ricordato come un gigante.” Esordisce così il parlamentare europeo della Lega Nord Mario Borghezio, intervenuto sul palco in occasione del pranzo organizzato in onore del fondatore della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca, scomparso un anno fa.
Nel breve intervento Borghezio, piuttosto famoso per le sue intemperanze in ogni dove in Europa, ha iniziato proprio partendo dalla figura del Nano che, come Bossi, “è stato un risvegliatore di popoli”.
Un merito che Borghezio ha voluto poi circostanziare meglio: “Noi siamo federalisti, ma federalisti etnisti, crediamo nell’etnofederalismo: il governo dei nostri popoli dev’essere profondamente legato, direi inchiodato,al sentire profondo dei nostri popoli.”
Non poteva mancare poi il ritorno sull’episodio che l’ha visto protagonista a Bruxelles, quando, dopo l’esito del voto del 9 febbraio in Svizzera, Borghezio ha sventolato la bandiera elvetica all’interno dell’europarlamento (leggi articolo correlato): “Sarà per me una soddisfazione per tutta la vita, anche post politica, l’aver innalzato al centro dell’emiciclo del parlamento europeo questa bella bandiera identitaria, quella del popolo della Svizzera.”
Ricordo che ha dato lo slancio finale a Borghezio per concludere il suo intervento in crescendo, fatto di attacchi all’Europa, di “Viva” e di “Grazie”: “A nome di tutto il popolo svizzero sono contento di aver potuto dare un bello schiaffo morale a quei signori che devono imparare dalla Svizzera che cos’è la democrazia, fondata sul referendum e sul diritto dei popoli. Grazie, e grazie Nano che ci hai insegnato ad essere liberi. Viva la Lega, viva l’Europa dei popoli, liberi, liberi, mai prigionieri di Eurolandia, liberi, liberi, …Viva il Ticino libero!”.
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