POLITICA E POTERE
Vigne e ungulati: Claudio Zali verifica di persona i danni nella vigna da Ravecia d’zura
Il ministro “ha potuto constatare di persona la gravità dei danni, nonché lo sconforto e le preoccupazioni dei viticoltori, ai quali ha comunicato la disponibilità alla ricerca di immediate soluzioni volte ad impedire l’aggravarsi della situazione”

BELLINZONA - Oggi il Consigliere di Stato Claudio Zali ha visitato i vigneti dell’associazione “Amici della vigna da Ravecia d’zura” i cui soci, una quarantina di viticoltori non professionisti, coltivano i filari ubicati nel comprensorio tra i torrenti Dragonato e Guasta, sopra l’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. 

Vigneti collinari, caratterizzati da forti pendenze e non accessibili direttamente con veicoli, dove si pratica una viticoltura “eroica”. Basti dire che per raggiungere la zona vignata dei “Motti,” situata ad un’altitudine di oltre 500 msm, occorrono 30 minuti di cammino.

Nel comprensorio di “Ravecia d’zura” si coltivano ca. 12'500 viti, per più del 90% della varietà Merlot, in una superficie vignata di ca. 3.5 ettari. Sin dal 1986, tutti i soci consegnano ogni anno 50 Kg delle proprie uve Merlot, provenienti esclusivamente dal comprensorio di “Ravecia d’zura”, affinché vengano vinificati in comune in una cantina privata situata nelle vicinanze della chiesetta della Madonna della Neve. Il vino prodotto è distribuito ai soci, in bottiglie da 75 cl, l’anno seguente, durante la vendemmia, che viene effettuata in comune, con il medesimo entusiasmo dei primi anni.

“Lo scopo dell’Associazione – si legge nel comunicato – , oltre che di rafforzare i contatti tra i viticoltori del comprensorio, è quello di garantire il mantenimento di questi bei vigneti e quindi del suggestivo paesaggio, che purtroppo è sempre più messo in discussione, come ben dimostra la vista dei vigneti che sono stati abbandonati. La loro gestione richiede infatti un grande impegno, più di 1000 ore di lavoro all’ettaro, 1/3 delle quali necessario per lo sfalcio dell’erba delle scarpate con il decespugliatore a spalla, lavoro al quale si aggiungono i trattamenti fitosanitari indispensabili per la produzione di uva sana e di qualità, effettuati principalmente con l’atomizzatore a spalla e tutte le altre pratiche colturali come la potatura secca e quella verde che occupano il viticoltore durante tutto l’anno.”

In questi anni, ed in particolare in questo ultimo inverno, questi vigneti sono stati letteralmente invasi dagli ungulati, specialmente dai cervi, il che rende la gestione delle vigne ancora più difficile. 
Infatti, oltre a danneggiare la produzione d’uva, gli animali rovinano la struttura stessa del terreno: muri e scarpate cedono al peso dei continui passaggi, mentre che i pali e i ceppi di vite vengono spezzati, come si può ben vedere visitando quest’area con vista privilegiata sulla Capitale.

“Il Consigliere di stato Claudio Zali ha potuto constatare di persona la gravità dei danni, nonché lo sconforto e le preoccupazioni dei viticoltori, ai quali ha comunicato la disponibilità alla ricerca di immediate soluzioni volte ad impedire l’aggravarsi della situazione” concluede il comunicato. 

red

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