POLITICA E POTERE
Di Savoia scrivono anche in Germania: “Die Zeit” gli dedica una pagina
Il noto settimanale tedesco intervista a tutto campo il coordinatore dei Verdi: "Gli ecologisti devono staccarsi in modo identitario dalla sinistra". E sull'eredità di Giuliano Bignasca....
BELLINZONA/BERLINO - Non capita tutti i giorni che un prestigioso giornale straniero dedichi un pagina a un politico ticinese. A Sergio Savoia è successo. Il celebre settimanale "Die Zeit” ha infatti dato ampio spazio a un'intervista con il leader dei Verdi ticinesi. "Die Zeit" è uno dei giornali più prestigiosi della Germania, letto secondo i dati di wikipedia da circa 1 milione e mezzo di persone. Insomma una vetrina notevole.Savoia, nella conversazione con il settimanale, ha parlato a tutto campo di immigrazione, Europa, sinistra, lavoro e, naturalmente, della realtà del Canton Ticino. Il coordinatore dei Verdi ticinesi ha innanzitutto spiegato e contestualizzato la posizione del partito sull’iniziativa "Contro l'immigrazione di massa", affermando che ormai “in Ticino ognuno conosce almeno una persona che è stato sostituito sul posto di lavoro da un frontaliere”, una situazione ormai fuori controllo.In seguito, su pronta domanda del giornalista, Savoia ha difeso la posizione “di destra” del suo partito, di norma a livello europeo identificato maggiormente con una sensibilità più vicina alla sinistra, spiegando come “il voto in Ticino non abbia assolutamente avuto una connotazione xenofoba e che questi temi non sono solo appannaggio della destra, come dimostra Il movimento 5 stelle in Italia.” Solleciatato dal giornalista che chiedeva come va ad incastrarsi questa battaglia nei temi ecologisti, Savoia afferma che i “Verdi non devono occuparsi solo di ecologia, birkenstock e pannelli solari, ma anche di temi economici come il dumping salariale e la perdita di posti di lavoro”.A metà intervista arriva poi anche la curiosa domanda, perlomeno per un settimanale germanico: Savoia è l’erede di Bignasca? Il diretto interessato risponde affermando “che se da una parte è un onore essere considerato tale, in particolare per la capacità di Bignasca di capire il sentire popolare, dall’altra su molte questioni i punti di vista erano molto distanti.”Infine, dopo aver criticato la sinistra, con la quale “non si può neanche pronunciare una frase sul numero degli stranieri” e dalla quale i Verdi “devono staccarsi in modo identitario, cosa che in Ticino è avvenuta ma a livello nazionale no”, il coordinatore dei Verdi ha risposto ad alcune domande su Ecopop, la prossima iniziativa in votazione che su basi “ecologiste” vorrebbe limitare il sovrappopolamento in Svizzera, dicendosi possibilista, anche “se come partito non abbiamo ancora deciso”. Savoia riconosce però anche che alcuni aspetti dell’iniziativa siano piuttosto estremi, soprattutto quando dice che ci sono troppi esseri umani e questo “è davvero pericoloso”. red
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