POLITICA E POTERE
Il Ticino all'Expo 2015 di Milano: bufera sui 3 milioni e mezzo che il Governo vuole spendere
I partiti divisi sul credito per la partecipazione ticinese. Dadò: "La spesa ci sta ma Trenhotel è un progetto molto problematico. Proporremo un clausola. E perché i Verdi hanno cambiato idea?". La risposta di Sergio Savoia

BELLINZONA - È polemica sulla partecipazione del Ticino a Expo 2015 a Milano. In particolare sul credito che il Consiglio di Stato ha stanziato per i progetti legati al nostro Cantone: 3 milioni e mezzo di franchi. La proposta governativa è attualmente al vaglio della Commissione della Gestione. E i partiti sono sulle barricate tra favorevoli e contrari. C'è chi ritiene che la spesa sia giustificata per una vetrina mondiale come Expo e chi pensa sia ingiustificabile, soprattutto in un periodo di ristrettezze finanziarie, spendere una cifra simile per partecipare all'esposizione. 

A favore del credito ci sono PLR, PS e PPD. Contrari UDC e Verdi. la Lega per il momento non ha ancora espresso una posizione pur manifestando grande scetticismo sulla proposta del Consiglio di Stato. 

Dadò: "La spesa ci sta. Ma il Trenhotel..."

"Sostanzialmente Expo 2015 rappresenta una grande opportunità per il Ticino che, in collaborazione anche con gli altri Cantoni, potrà godere di una vetrina mondiale. Quindi il credito proposto dal Governo è condivisibile. Sottolineo che è stato approvato dal Consiglio di Stato in corpore, quindi anche dai ministri leghisti. Dopodiché ci sono alcuni progetti  che non sono del tutto convincenti, per non dire che sono altamente problematici. Un esempio su tutti è quello del Trenhotel di Chiasso, che chiede mezzo milione di franchi al Cantone, e che rischia di durare lo spazio di un mattino non lasciando nulla sul territorio. Su questo progetto, su cui in prima linea c'è la municipale leghista di Chiasso Roberta Pantani, dirà la sua il popolo in votazione, grazie all'unico politico che sta facendo con coerenza una battaglia su questo tema: ovvero il Consigliere Comunale Giorgio Fonio". 

La clausola

Il PPD, tuttavia, intende proporre una modifica importante al messaggio governativo: "Settimana prossima in Gestione chiederò che venga introdotta una clausola che prevede che qualora alcuni progetti non vadano in porto, tipo Trenhotel, questi soldi restino nelle casse del Cantone senza più essere spesi".

Dadò e le domande ai Verdi

Detto questo Dadò pone alcune domande critiche nei confronti degli altri partiti, in particolare dei Verdi. "Nell'ultima seduta della Commissione della Gestione, ed è a verbale, il presidente Lurati ha chiesto chi fosse disposto a sostenere il credito. Hanno detto di sì PLR, PS, PPD e i Verdi, per bocca del loro coordinatore che è membro della Commissione. Stamattina invece apprendiamo dallo stesso Savoia, tramite il suo blog (per leggere clicca qui),  che il suo gruppo intende bocciare la proposta governativa, addirittura minacciando referendum. Cosa è successo da martedì a oggi per un cambiamento di posizione così radicale? Altra domanda: Greta Gysin è l'unico deputato del Gran Consiglio che siede nella giuria del concorso di idee che valuta i progetti ticinesi per Expo. Come mai si siede in un gremio quando il tuo partito vuole bocciare il credito che serve a finanziare i progetti che devi valutare? Ultima domanda: il blog di Savoia rappresenta il pensiero del coordinatore oppure è l'organo di comunicazione ufficiale dei Verdi?".

La punzecchiatura alla Lega

Quanto all'accusa che questo credito non sia in sintonia con le ristrettezze economiche e con la road map, di cui Dadò è proprio il padre, il capogruppo PPD taglia corto: "Se seguissimo questo tipo di ragionamento allora non si farebbe più niente. Si buttano via centinaia di milioni per fare strade e rotonde: perché su questo la Lega non ha mai nulla da dire, considerato che è l loro Dipartimento che se ne occupa?".

Le risposte di Sergio Savoia
  
Abbiamo girato le domande poste da Fiorenzo Dadò a Sergio Savoia: "Premesso che non dobbiamo chiedere il permesso al PPD per avere un'idea o per cambiarla, visto che loro tra l'altro lo fanno in continuazione, la risposta è molto semplice. Dopo l'ultima riunione in Gestione in cui mi ero detto possibilista, ho consultato il mio gruppo che a maggioranza si è espresso contro il credito. Oltre a questo ho riletto il messaggio e ho fatto un ulteriore riflessione sull'opportunità di spendere questi soldi e soprattutto su quello che potrebbe essere il reale vantaggio per il nostro Cantone. E francamente più ci penso e meno ne vedo l'utilità. Nel frattempo ho sentito le stupidaggini del Consigliere di Stato PPD Paolo Beltraminelli a proposito del vergognoso taglio dei sussidi di cassa malati ai danni della povera gente. Non si può tagliare nel sociale con la motosega e al contempo buttare dalla finestra 3 milioni e mezzo di franchi per l'Expo. Per tutti questi motivi ho rivisto la mia posizione".

Quanto alla presenza di Greta Gysin nella giuria dei progetti ticinesi per l'Expo, Savoia non ha molto da dire: "La presenza di Greta in quel consesso non ha inciso in alcun modo sulla posizione dei Verdi. Constato invece che il PPD si sta battendo a favore di questo messaggio come se fosse una guerra santa, probabilmente perché il delegato ticinese per la manifestazione è l'ex ministro pipidino Luigi Pedrazzini".

Infine, la questione blog: "Si chiama "il blog di Savoia" quindi è chiaro che in quello spazio esprimo le mie opinioni. In questo caso però, mi spiace deludere il PPD, prima di scrivere l'articolo sull'Expo ho consultato il mio gruppo che, come ho detto, ha preso una posizione contraria al credito. La mia posizione coincide dunque con quella del partito".

La replica di Greta Gysin

Greta Gysin, chiamata in causa da Fiorenzo Dadò e, su Facebook, dal vicepresidente Maurizio Agustoni, replica all'esponente PPD sulla sua bacheca: "Secondo te - scrive rivolgendosi ad Agustoni - i Verdi dovrebbero votare il credito per Expo 2015 perché io ho fatto parte della giuria del concorso di idee? Ma la mia presenza nella giuria del concorso di idee, peraltro un lavoro svolto e terminato nel 2012, non lega in alcun modo nè la sottoscritta nè tantomeno il mio Gruppo a sostenere il credito! Sarebbe grave il contrario: non avrei mai accettato di far parte della giuria se queste fossero state le condizioni". 

AELLE

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