Il Consigliere Nazionale UDC: " Se i movimenti euroscettici riusciranno a rafforzare la loro presenza a Bruxelles potremmo avere una comprensione maggiore verso le nostre istanze. La sinistra perde perché vive di dogmi ed è avulsa dalla realtà"

PARIGI - Il trionfo del Front National alle comunali francesi è una buona notizia per la Svizzera. Ne è convinto il Consigliere Nazionale Pierre Rusconi che, come molti, interpreta il voto di ieri come un trampolino verso la vittoria delle elezioni europee per il partito di Marine Le Pen. Un pronostico confermato anche dai sondaggi che indicano come il movimento della destra francese possa piazzarsi al primo posto nelle consultazioni per il parlamento di Bruxelles che si svolgeranno a maggio.
"Indubbiamente - dichiara a Liberatv il deputato UDC - il rafforzamento dei partiti euroscettici, in Francia come negli altri Paesi dell'Unione Europea, per la Svizzera è una buona notizia. Se questi movimenti riusciranno effettivamente a incrementare la loro presenza a Bruxelles potremmo avere una comprensione maggiore verso le nostre istanze, in particolare quelle legate alla Libera circolazione. Questi partiti infatti condividono la posizione espressa dal popolo svizzero sull'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa". E il voto francese di ieri rispecchia i sentimenti dei nostri concittadini, come l'insicurezza e l'euroscetticismo".
Rusconi è rimasto colpito da una dichiarazione rilasciata ieri da Le Pen a margine della vittoria: "Ha detto che in Francia, se si fosse votato sull'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa", il risultato sarebbe stato ancora più evidente rispetto a quanto avvenuto in Svizzera. Secondo Le Pen avrebbe superato il 60% dei consensi da loro. Nel frattempo c'è anche Cameron che vuole interpellare gli inglesi sull'Europa e la Libera circolazione. Questo dimostra che la via intrapresa dagli svizzeri non è un avventura, un salto nel buio. Si tratta al contrario di sentimenti diffusi negli stessi paesi dell'Unione Europea".
Il Consigliere Nazionale UDC fornisce una doppia lettura sulla sconfitta della sinistra francese: "Da una parte - afferma - chi sta al Governo, in quei paesi che conoscono l'alternanza tra i partiti, va sempre in difficoltà in questo tipo di elezioni. Perché governare è difficile e nessuno ha la bacchetta magica. Ma dall'altra parte, se facciamo una lettura più europea del voto, emerge la crisi della sinistra e dei partiti di centro, liberali e democristiani, con le loro posizioni troppo filo europeista. Le disparità economiche tra i vari Paesi sta creando un'enorme sfiducia verso il progetto dell'UE. Inoltre non ci sono le basi democratiche in questa Europa. L'illusione di ricostruire gli Stati uniti si è dimostrata impossibile per varie ragioni. A cominciare dalla lingua e dalle disparità economiche".
Ma, chiediamo infine, non dovrebbe essere la sinistra a doversi occupare delle disparità economiche? Come destra gli avete "soffiato"un tema così identitario da sotto il naso? "La sinistra vive di dogmi ed è avulsa dalla realtà. È sempre stato un po' il loro limite. Oggi la realtà è dura e non è tempo di dogmi. Le persone sbattono il muso contro la crisi e si affidano a quei partiti che promettono soluzioni concrete e non sogni".
AELLE