Dure e dettagliate critiche all'edificio appena inaugurato, certificato Minergie e costato 40 milioni. Un gruppo di dipendenti scrive il suo "j'accuse" a liberatv: "Peggio che in carcere"

BELLINZONA – “Lavoriamo in condizioni insostenibili: ne va della nostra salute e qualità di vita!”. Un gruppo di funzionari cantonali dello Stabile amministrativo 3 - dove lavorano oltre 350 dipendenti e che si trova nei pressi del ponte di via Tatti a Bellinzona - scrive a liberatv e stila un lungo elenco di lamentele. L’edificio in questione - la nuova sede del Dipartimento del territorio inaugurata ufficialmente giovedì 13 marzo, alla presenza dei ministri Claudio Zali e Laura Sadis – viene descritto come un esempio di moderna architettura ecologica. Ma i funzionari che ci lavorano non la pensano così.
I pregi dell'edificio secondo Minergie
“Il moderno edificio è un ottimo esempio del connubio armonico tra architettura e sostenibilità – si legge nel sito minergie.ch -. L'edificio, costituito da due blocchi, ha un fabbisogno energetico ridotto, dovuto soprattutto ad una buona coibentazione ed isolazione dello stabile, alla scelta di una pompa di calore aria/acqua per il riscaldamento e allo sfruttamento del calore residuo dissipato dal funzionamento continuo dell’impianto di raffreddamento dei trasformatori elettrici dello stabile per la produzione di acqua calda sanitaria”.
E ancora: “Il fabbisogno di elettricità per la climatizzazione è compensato mediante la produzione di energia elettrica da un impianto fotovoltaico installato sul tetto del blocco principale. Un impianto di aerazione controllata, inoltre, garantisce un continuo ricambio dell’aria nei locali interni recuperando il calore dell’aria estratta dall’edificio e cedendolo all’aria pulita esterna prima che essa venga immessa nei locali. Anche l'illuminazione dell'edificio è stata progettata con cura: i corpi illuminanti previsti nei locali sono energeticamente efficienti e la regolazione avviene tramite sensori di presenza e di illuminazione in base alla luce naturale”.
In conclusione, citiamo ancora dal sito minergie.ch, “lo Stabile Amministrativo 3 di Bellinzona è un ottimo esempio di architettura sostenibile”.
Il "j'accuse" dei funzionari
In teoria, tutto perfetto, ma in pratica no, e alcuni dipendenti sono sul piede di guerra. Ecco, una per una, le loro puntuali proteste, che vi proponiamo integralmente.
“Riteniamo di avere sospetti sull’organizzazione e la capacità operativa della Logistica (gestione precedente)”. La lunga e dettagliata lettera inizia così.
“Dal mese di agosto 2013 lo stabile, costruito con una certificazione Minergie, è stato occupato progressivamente da una comunità lavorativa di oltre 350 collaboratori del DT, ed è costato ben 40 milioni di franchi dei contribuenti ticinesi. Tuttavia i disagi e i malumori tra i collaboratori sono stati da subito evidenti”.
“L’ambiente di lavoro è assolutamente ermetico, praticamente con un vano interno lungo 100 metri senza luce naturale, gli uffici a nido d’ape con porte d’accesso tutte uguali provvisti di finestre fisse! (senza possibilità di aprirle), la vista sull’esterno è stata volutamente tranciata da lamelle orizzontali in beton… semplicemente scioccante”.
“Per poter respirare un po’ d’aria fresca il funzionario deve obbligatoriamente scendere al piano terreno e uscire dallo stabile. Se non altro, anche al carcere della Stampa i detenuti possono respirare aria naturale. Non per nulla, anche il direttore del DT Caludio Zali nel corso della sua visita ha definito il SA 3 ad effetto carcerario”.
"In inverno 25 gradi, in estate fino a 30!"
I funzionari elencano quindi gli altri difetti.
“L’impianto di ventilazione/riscaldamento/sanitario che dovrebbe riciclare e filtrare l’aria con il recupero del calore non è funzionante! I responsabili sono preoccupati ma garantiscono che si dovrebbe ottenere la massima efficienza entro due/tre anni!”.
“In inverno – si legge nella lettera inviata a liberatv - si inizia la giornata con temperature all’interno dei locali attorno ai 22/23 gradi per poi arrivare nel pomeriggio ai 25/26 gradi. Ai piani alti la temperatura è ancora superiore… Il grado di umidità non è tollerabile…. Troppo secco d’inverno, troppo umido d’estate. Abbiamo trascorso lo scampolo dell’estate scorsa con temperature interne di 28/30 gradi! Di conseguenza i collaboratori si arrangiano alla bell’e meglio portando ventilatori da casa. La scorsa estate è stato terrificante e quest’anno le cose andranno ancora peggio in quanto tutto il personale (oltre 350 persone) è attivo da novembre 2013. Improponibile lavorare in queste condizioni, ne va della salute e della qualità di vita di chi ci deve stare tutto il giorno!”.
"Impianto di illuminazione da brivido"
Critiche anche al sistema di illuminazione: “L’impianto è da brivido… Non c’è possibilità di accendere o spegnere le luci. Le luci si abbassano o si potenziano automaticamente con conseguente disagio alla vista, e allora anche qui alcuni collaboratori si arrangiano, portando lampade da casa. Alla faccia di contribuire a migliorare e mantenere la qualità di vita del personale e della salvaguardia della sua salute! Molte persone si ammalano a causa di queste situazioni disagevoli”.
Non parliamo poi della buvette, prosegue la lettera. “È decisamente fuori da ogni logica. L’utente che arriva dall’esterno si ritrova alla ricezione come in un ristorante autostradale. Quando i dipendenti sono in pausa sente musica e vede gente incolonnata al bar oppure seduta ai tavolini a consumare, oppure fuori dall’edificio, chi a respirare aria pulita, chi a fumare, chi a chiacchierare. Bell’immagine diamo ai cittadini!”.
"Spazi sprecati per le sale riunione, sicurezza insufficiente e infiltrazioni d'acqua..."
Ancora: “Gli spazi riservati alle sale riunione (corpo a se stante su 5 piani) sono decisamente sovradimensionati e la maggior parte di esse sono inutilizzate (!) e non adempiono alle effettive necessità non avendo capienze diversificate”.
Appunti anche sulla sicurezza: “Anche qui non ci siamo: nel vano scale in situazioni normali due persone non hanno lo spazio necessario per incrociarsi, figuriamoci in situazioni d’emergenza, come potrebbe essere anche solo per un allarme incendio!”.
Infine, “nei locali archivi e in quelli tecnici posti al piano interrato, che è sotto il livello della falda, si sono riscontrati preoccupanti infiltrazioni d’acqua e ci si chiede se le isolazioni sono state effettuate in modo corretto”.
La lettera si conclude con una critica alla già martoriata Sezione della logistica: “La certezza, condivisa da molti funzionari, è che doveva essere proprio la Sezione della logistica a coordinare al meglio tutto il percorso progettuale e considerare le esigenze espresse preventivamente dai vari Servizi, a garanzia della salute e della buona qualità di lavoro di tutto il personale. La Sezione della logistica ha fallito e ha sottovalutato le priorità”.
emmebi